L’articolo nel Corriere delle Alpi del 23/12/2025, lascia perplessi rispetto al viaggio/pellegrinaggio promosso dalla Camera di Commercio di Treviso-Belluno, che vedrà anche la partecipazione di amministratori bellunesi e trevigiani e che ha come obiettivo il rilancio delle attività commerciali ed in particolare il turismo, con le realtà civili ed economiche israeliane e palestinesi.
È difficile pensare ad un rilancio di queste attività con il popolo palestinese, soprattutto perché a Gaza la guerra continua e in Cisgiordania l’occupazione e l’apartheid sono sempre più violente da parte del governo di Israele. Inoltre l’accesso a questi luoghi è estremamente difficile.
È necessario ricordare che la guerra a Gaza non è finita, che le sofferenze non fanno che aumentare e che c’è ancora gente che muore di fame e di freddo. Ci sono centinaia di migliaia di senzatetto a Gaza, devastati dall’inverno . Ci sono pazienti che muoiono lentamente, in una straziante agonia, per mancanza di cure mediche. Ci sono centinaia di migliaia di bambini i cui amici sono stati uccisi, e per oltre due anni non hanno avuto una scuola o un altro luogo dove andare, e che sono condannati a una vita di ignoranza e disperazione anche se sopravvivono alla guerra, che è tutt’altro che finita.
Vogliamo ricordare che in Cisgiordania i coloni sono sempre più violenti ed il governo di Netanyahu ha legalizzato 19 nuovi avamposti di coloni, frammentando ancora una terra che non gli appartiene.
Il ministro della difesa israeliano ribadisce le sue promesse di insediamenti israeliani a Gaza e afferma che Israele sta annettendo “di fatto” la Cisgiordania.
Fino a quando il diritto del popolo palestinese a vivere con dignità non sarà ripristinato e il governo Netanyahu continuerà a commettere crimini contro l’umanità, bisogna sospendere i rapporti commerciali con le aziende e gli enti pubblici coinvolti nel genocidio del popolo palestinese e sanzionare il governo israeliano. Abbiamo gli strumenti per conoscere coloro che hanno perpetrato il genocidio e coloro che hanno collaborato.
È necessario agire come è stato fatto con Il Sudafrica al tempo dell’apartheid, con l’obiettivo di ripristinare o far avanzare, anche di poco, il diritto, la giustizia e l’umanità.
Purtroppo, la guerra e il sopruso non sono finiti e l’impegno della politica e della società civile deve essere quello di dare dignità a coloro che ne sono stati privati, recuperando così anche la propria dignità e umanità. Le organizzazioni ed enti da incontrare devono essere quelli che in questo momento, anche in Israele, si adoperano per il dialogo, la cura, l’uguaglianza e la dignità del popolo palestinese, per sostenerli e rafforzarli: iniziative sempre respinte, anche in modo illegale, dal governo Netanyahu.
Acli_BL, AVS, Cgil, Com. Palestina Feltre, Fiom, Insieme per Belluno, Libera_BL, M5S, Pace&Disarmo_BL, Spi-Cgil,
