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Giornata della Montagna. Berton: “Non è più il tempo delle analisi. Ora tempi certi per l’attuazione della legge”

Lorraine Berton – Presidente di MIDO, ANFAO e Confindustria Belluno Dolomiti

Belluno, 10 dicembre 2025 – “Le terre alte non vanno celebrate ma “praticate” e supportate con risorse vere e strumenti concreti. Per questo, la Giornata internazionale della Montagna che quest’anno si terrà tra Belluno e Cortina, dovrà essere un evento improntato alla massima operatività. Non è più il tempo delle fotografie e delle analisi, ma delle risposte ai bisogni dei residenti, delle imprese e delle comunità. Da questo appuntamento dovremo uscire con delle certezze: su tutte, i tempi per la piena attuazione della legge della montagna e nuove garanzie in materia di start up e coinvolgimento dei giovani”.

A dirlo è Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, alla vigilia dell’edizione della Giornata internazionale della montagna che per due giorni, l’11 e il 12 dicembre, vedrà protagonista la provincia di Belluno.

“Penso sia importante che il Ministero abbia scelto il nostro territorio per questo grande evento: con le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 alle porte, il Bellunese sta diventando un grande laboratorio di sostenibilità e innovazione. Ma, proprio per questo, oggi più che mai, servono misure per proiettarci nel futuro, superando quelle criticità storiche che ci accomunano a buona parte della montagna italiana, dal decremento demografico alla carenza di servizi adeguati e infrastrutture”, rimarca Berton.

“Siamo tutti chiamati a una svolta, rendendo le nostre montagne più attrattive, sicure, competitive per i giovani, le famiglie e le imprese. La sfida principale resta quella dell’attrattività al pari dei territori di pianura e più metropolitani”.

Da qui il rinnovato appello per procedere spediti con l’attuazione della legge sulla montagna varata nel settembre scorso: “È un provvedimento che abbiamo voluto con forza e che costituisce una base di partenza per invertire il trend in atto, ma perché sia efficace, i tempi per metterlo a terra devono essere veloci. Il rischio è vanificare il lavoro fatto, uno sforzo corale di tutte le forze vive di questo territorio”.

Non solo.

“Torniamo a chiedere più attenzione per la manifattura, che resta la spina dorsale dell’economia montana. Questo significa investire in nuove competenze e crescita dei talenti, incentivando il radicamento di nuove start up e imprese giovani. Il cuore delle terre alte deve rimanere manifatturiero”, afferma Berton, che – in ultima battuta – ritorna anche sul tema dell’abitare: “In questi mesi di campagna elettorale più volte è stato rilanciato lo strumento di un nuovo Piano Casa: è giunta l’ora di farlo coinvolgendo i singoli territori e costruendo soluzioni su misura delle singole comunità”.

“Celebriamo la montagna con i fatti e con l’operatività tipica dei nostri imprenditori e delle nostre genti, ricordandoci sempre che la montagna deve vivere, non sopravvivere”, la conclusione di Berton.

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