Belluno, 7 dicembre 2025 – La comunità bellunese e il mondo dell’alpinismo piangono la scomparsa di Roberto Sorgato, classe 1937. Alpinista di primissimo piano, stimato imprenditore e promotore della cultura della montagna, Sorgato lascia un’eredità di audaci ascensioni e un profondo segno nel tessuto commerciale e civico della città.
La sua carriera alpinistica prese il via con l’apertura di diverse vie sul Gruppo della Schiara. Tuttavia, fu nelle grandi imprese invernali che il suo nome si impose a livello internazionale. Fu protagonista di due prime invernali storiche:
1962: La Via Livanos alla Cima Su Alto, completata con Giorgio Ronchi e Giorgio Redaelli.
1963: La leggendaria prima ascensione invernale della Via Solleder alla Civetta, compiuta in una cordata di fuoriclasse che comprendeva Ignazio Piussi, Giorgio Redaelli, Toni Hiebeler, Marcello Bonafede e Natalino Menegus.
Negli anni successivi, Sorgato continuò a lasciare il segno, aprendo una nuova via sulla Punta Tissi nel Gruppo del Civetta (1965) e, sei anni dopo, realizzando con René Mazeaud una notevole impresa sul Monte Bianco, aprendo una nuova via di 1300 metri su misto, roccia e ghiaccio, sul versante della Brenva.
Oltre a impresa e alpinismo, Roberto Sorgato recitò nel film-documentario “Una cordata Europea” di Lothar Brandler, vincitore del Gran Premio Città di Trento nel 1964. Ed è stato presidente dell’Associazione “Amici della Fondazione Giovanni Angelini” di Belluno, creata nel 1991 dal Comune di Belluno, l’Università di Padova e la Famiglia Angelini per promuovere la ricerca scientifica e la formazione culturale sulla montagna.
Dal laboratorio alla Piazza: la storia della Gioielleria Sorgato
Parallelamente alle imprese in quota, Roberto Sorgato fu un imprenditore di successo, erede e gestore della storica Gioielleria Sorgato, un vero e proprio punto di riferimento per intere generazioni di bellunesi fino alla chiusura a metà degli anni 2000.
Il negozio era situato nel cuore della città, all’angolo est di Piazza dei Martiri, noto un tempo come “al canton de la pelagra”. Fu in questo luogo che moltissime famiglie acquistarono i simboli dei momenti importanti: la catenina d’oro, l’orologio della Prima Comunione o l’anello di fidanzamento. Il dottor Sorgato stesso, in un’intervista dell’aprile 2004, aveva raccontato le origini dell’attività: “Il primo negozio con laboratorio fu inaugurato nel 1923 in via Matteotti da mio padre Giuseppe Sorgato, orologiaio veneziano trasferitosi a Belluno per motivi di salute, perché gli avevano assicurato che qui si respirava l’aria buona di montagna.” Agli inizi degli anni Cinquanta, l’attività fu trasferita nella sede sotto i Portici. Nel 1973, Roberto Sorgato prese le redini di questo “gioiello di famiglia”, modernizzando il target e lanciando il marchio Blue Spirit, con cui aprì numerosi punti vendita in Italia e all’estero. Nell’intervista del 2004, Sorgato espresse anche le sue preoccupazioni sul futuro del centro cittadino, allora oggetto di discussione sulla pedonalizzazione. “Oggi (2004) sono cambiati i flussi e il commercio in centro Belluno… La politica di chiusura del traffico nel centro ha determinato nel negozio di Piazza dei Martiri un calo del 40% delle vendite,” spiegò l’imprenditore, mettendo in guardia sulla tendenza che vedeva i flussi commerciali spostarsi verso i centri limitrofi. A Belluno sta succedendo, in piccolo, quello che si è verificato negli anni ‘70 a Parigi. I francesi dapprima chiusero il centro, spostando così la gente verso i centri commerciali sorti nella periferia, dotati di ampi parcheggi. Dopodiché, quando i politici decisero di invertire la rotta ripristinando i parcheggi gratuiti nel centro, era già troppo tardi, perché oramai i flussi commerciali si erano spostati altrove. I bellunesi, già da qualche anno, per i loro acquisti hanno scelto le province limitrofe e dunque non sarà facile riportarli qui nel centro”.
Con la sua scomparsa, Belluno perde un uomo che ha saputo unire l’epica delle grandi vette con un profondo senso di responsabilità verso la sua comunità, lasciando un segno indelebile nella storia cittadina.
(rdn)

