Il Consorzio celebra l’anniversario con un “patto per il futuro” incentrato sulla transizione energetica, la sostenibilità e lo sviluppo del Bellunese
Belluno, 19 novembre 2025 – Il Consorzio dei Comuni del Bacino Imbrifero Montano del Piave (BIM Piave) si prepara a festeggiare i suoi 70 anni dalla costituzione, avvenuta il 30 dicembre 1955 grazie alla lungimirante legge 959 del 1953 che istituì il sovracanone idroelettrico. Un traguardo storico che il Consorzio ha scelto di trasformare in un’occasione per ridefinire il proprio ruolo nelle sfide cruciali che attendono il territorio bellunese: energia, ambiente e sviluppo.
Il presidente del BIM Piave, Marco Staunovo Polacco, ha ripercorso la genesi dell’ente: «Il Consorzio ha una storia particolare, legata a una scelta vincente fatta negli anni Cinquanta: non disperdere le risorse dei sovracanoni, ma metterle a disposizione di un unico soggetto per progettualità di area vasta. Questo ha permesso di sostenere iniziative importanti per lo sviluppo del territorio».
Il cuore del programma celebrativo è rappresentato dal lancio di tre pubblicazioni strategiche, accompagnate da un prodotto video, che fungeranno da strumenti di lavoro e di informazione:
Atti del convegno sui crediti di carbonio: Un documento base per informare e supportare gli stakeholder locali – in primis proprietari boschivi e imprenditori agricoli – sulle opportunità offerte da questo nuovo mercato.
Aggiornamento del dossier ‘La transizione dolce…’: Focalizzato sull’evoluzione della Comunità Energetica Rinnovabile Dolomiti (CER) come vero e proprio piano industriale per lo sviluppo energetico del Bellunese.
’70 anni, un patto per il futuro’: Un racconto sintetico della storia del Consorzio e un tracciato delle linee guida per il ruolo che il BIM Piave intende assumere nei prossimi anni.
Un capitolo fondamentale riguarda i crediti di carbonio. Il BIM Piave intende enfatizzare la funzione concreta di questo strumento, non come semplice “voce contabile”, ma come un meccanismo per rendere la transizione energetica più sostenibile e meno traumatica.
Attraverso la remunerazione della riduzione delle emissioni, si genera infatti un “carburante finanziario” capace di sostenere gli investimenti green. L’obiettivo è chiaro: trasformare la sostenibilità da costo a leva di crescita, con ricadute positive in termini di efficienza, competitività e lavoro qualificato per il territorio. Il materiale informativo sarà distribuito ad amministrazioni, imprenditori, scuole e ordini professionali.
Lo sguardo del Consorzio è proiettato anche sul cruciale appuntamento del 2029, con la scadenza delle concessioni di grande derivazione idroelettrica. A fine gennaio è in programma un convegno dedicato proprio all’assetto e alle funzioni del Consorzio in vista di questo passaggio epocale.
«Circa il 70 per cento delle centraline idroelettriche insiste sul Bellunese», ricorda il presidente Staunovo Polacco, lanciando un messaggio chiaro alla Regione Veneto: «È evidente che nella gara dovranno essere previste maggiori risorse a favore del territorio, in coerenza con il contributo che quest’area garantisce alla produzione energetica regionale e nazionale».
Il programma dei 70 anni non dimentica la promozione del territorio. Oltre a una serie di brevi trasmissioni divulgative sulle peculiarità geologiche del Bellunese, il BIM Piave rilancia il suo impegno sulle infrastrutture leggere e la mobilità sostenibile.
«C’è una forte spinta verso il completamento delle piste ciclabili che collegano le diverse vallate», ha concluso Staunovo Polacco. Per questo, nel 2026, il Consorzio metterà a disposizione dei Comuni soci 6 milioni di euro per chiudere alcuni nodi cruciali della rete ciclabile provinciale.
Con ’70 anni, un patto per il futuro’, il BIM Piave celebra la sua storia confermandosi un attore centrale, pronto a fare di idroelettrico, transizione energetica, crediti di carbonio e conoscenza del territorio gli assi strategici per lo sviluppo del Bellunese nei prossimi decenni.
