
Belluno, 17 Novembre 2025 – Un importante evento di cooperazione internazionale si è svolto in Italia, concentrandosi sulle misure di prevenzione amministrativa antimafia messe in campo per proteggere gli appalti e le opere infrastrutturali relative ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026.
La “Field-Visit”, promossa dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale del Ministero dell’Interno, ha riunito rappresentanti delle Forze di Polizia di ben dieci Paesi membri dell’Unione Europea, coordinati dal Network comunitario ENAA (European Network on the administrative approach).
La visita si è articolata su due giornate di formazione. La prima giornata è stata dedicata a un workshop tenutosi presso la Prefettura U.T.G. di Belluno, al quale hanno preso parte anche il Gruppo Interforze Antimafia locale e il Gruppo Interforze Centrale del Servizio Analisi Criminale.
I delegati europei hanno assistito a una dettagliata illustrazione della normativa antimafia italiana, con focus sulla tipologia dei controlli amministrativi e sui risultati ottenuti nel campo della prevenzione. Esperti della Direzione Centrale della Polizia Criminale, della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Padova e della stessa Prefettura hanno condiviso il proprio know-how.
Al centro dell’attenzione c’è stato il “modello Milano-Cortina”, un sistema flessibile concepito per prevenire e contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata negli interventi legati all’organizzazione dei Giochi.
Questo modello si basa su una collaborazione sinergica tra diverse istituzioni: dalla Struttura per la prevenzione antimafia del Ministero dell’Interno alle Prefetture, dalle Forze di Polizia al mondo delle imprese e alle Stazioni Appaltanti.
“Tale sistema rappresenta uno scudo contro le infiltrazioni mafiose negli appalti,” spiegano gli esperti, sottolineando come l’azione operi ad ampio raggio a tutela della legalità e, al contempo, a garanzia della sicurezza del lavoro e dei lavoratori.
È stato inoltre messo in luce il ruolo cruciale dei Prefetti, i cui compiti, demandati dal Codice Antimafia, includono strumenti essenziali come l’accesso ai cantieri. Questo strumento permette il controllo mirato delle società aggiudicatarie, delle ditte subappaltatrici, delle maestranze e della proprietà dei mezzi impiegati, vigilando sul settore dei lavori pubblici.
Un focus specifico è stato curato dal Prefetto Maria Rosaria Laganà, Direttrice dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati (ANBSC), che ha illustrato il ruolo e i compiti dell’Agenzia nella destinazione sociale di questi beni.
Ispezione in cantiere: l’accesso al Trampolino di Cortina
La seconda giornata ha offerto ai delegati europei un’esperienza diretta: hanno partecipato, in qualità di osservatori, a un accesso interforze in cantiere presso il sito del “Trampolino del salto 1956 e braciere” a Zuel di Sotto, Cortina d’Ampezzo.
Questo accesso, l’ultimo di una serie disposta dal Prefetto di Belluno, Antonello Roccoberton, rientra nelle verifiche antimafia sulle opere connesse ai Giochi. L’ispezione è stata attuata dalle Forze di Polizia territoriali, coordinate dalla DIA di Padova, con il fondamentale supporto dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro per gli aspetti cruciali di salute e sicurezza.
Al termine dell’attività ispettiva, un de-briefing tenutosi presso Palazzo dei Rettori, sede della Prefettura, ha sancito l’importanza di una collaborazione transnazionale sempre più stretta.
I membri del team europeo e i dirigenti degli organi di polizia italiani hanno condiviso la necessità di un reciproco flusso informativo per rendere più efficace l’azione di prevenzione e contrasto ai tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata negli appalti pubblici e nell’economia legale. La visita si conclude con la piena consapevolezza che la lotta alle mafie, specie in contesti di grandi opere come le Olimpiadi, richiede una strategia condivisa che superi i confini nazionali.
