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Storia dimenticata. A Belluno Paolo Girardi presenta “I lager degli Italiani. I dannati di Badoglio” 

Belluno, piazzetta di Borgo Piave, via dei Molini 10 , sede dell’Associazione La terra dei Padri, di fronte alla chiesa di San Nicolò.

Belluno, 16 novembre 2025 – Un capitolo cruciale e troppo a lungo ignorato della storia italiana sarà al centro di un prestigioso evento culturale a Belluno. Il Circolo culturale “La Terra dei Padri – Belluno APS”, in collaborazione con la delegazione bellunese della Lega Nazionale, ospiterà sabato 22 novembre alle ore 17.00 il saggista e storico Paolo Girardi, che presenterà la sua ultima e discussa opera, “I lager degli Italiani. I dannati di Badoglio” (Historica edizioni). L’incontro si terrà presso la sede del Circolo, in via dei Molini, 10, a Borgo Piave. A presentare e moderare l’evento sarà il professor Francesco Demattè.

Il saggio di Girardi getta una luce cruda sul destino di 800.000 soldati italiani fatti prigionieri dalle forze tedesche dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943. Una “resa incondizionata” voluta dal Re e da Badoglio che lasciò questi uomini in un limbo drammatico. “L’Italia ignora il dramma di 800.000 soldati italiani catturati dai tedeschi dopo la resa incondizionata dell’8 settembre 1943… 600.000 internati in 80 Lager nel Terzo Reich […] 38.000 Caduti in battaglia, per siluri e bombe alleate, 12.000 per malattie o sfinimento, 200.000 optanti per la Germania e la RSI.” L’autore si discosta dalla narrazione consolidata di una “resistenza senz’armi” proponendo il concetto, a suo dire “insabbiato”, di “stanchezza generale della guerra”, elaborato a suo tempo da una Commissione Storica interministeriale.

Attraverso una meticolosa ricerca, supportata da circa 200 fotografie, Girardi non solo descrive e localizza puntualmente gli 80 Lager che ospitarono gli italiani, ma ne svela anche l’uso attuale: “basi NATO o russe, sedi di ministeri e polizia, nuovi villaggi, moderne prigioni, il Lager vivente”. L’indagine tocca anche luoghi inquietanti come le baracche e il filo spinato originali, le caverne delle “armi segrete” e le fabbriche del micidiale Zyklon B.

L’autore, classe 1943, è noto non solo come saggista ma anche per il suo intenso attivismo istituzionale, che gli è valso l’appellativo di “lanciafiamme” per la sua strenua lotta contro sperperi e ruberie. La sua vera passione, la Storia, la rivive fisicamente: Girardi ha viaggiato innumerevoli volte sui luoghi cardine della Seconda Guerra Mondiale e del Novecento, dalle fosse di Katyn al Muro di Berlino, da Auschwitz a Hiroshima, da El Alamein a Dora e Peenemünde. L’ultima fatica lo ha portato a studiare, visitare e raccontare gli 80 Lager dei 600.000 soldati italiani “dimenticati”.

L’appuntamento si preannuncia di forte impatto storico e civile, offrendo al pubblico bellunese l’opportunità di confrontarsi con un’analisi storiografica che mira a riscrivere una pagina troppo sbiadita della nostra memoria nazionale.

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