Nuovo incarico e studio di fattibilità per l’impianto cinquantenario. L’opposizione: “44mila euro di denaro pubblico gettati al vento”
Auronzo di Cadore, 15 novembre 2025 – Monta la polemica ad Auronzo di Cadore attorno al futuro, o meglio, alla paralisi dello Stadio del ghiaccio. A sollevare il caso è il gruppo di minoranza consiliare, che denuncia il “più completo degrado” della struttura e accusa l’attuale Amministrazione di mancanza di programmazione e coerenza dopo tre anni e mezzo di inattività.
L’ultimo atto di una complessa vicenda è l’affidamento di un nuovo incarico a una ditta esterna per la redazione di un ulteriore studio di fattibilità, una mossa che, secondo la minoranza, dimostra come la Giunta sia “al punto di partenza del 2022”.
La struttura, vecchia di 50 anni, è chiusa dal 2021 a causa della sua vetustà e, in particolare, per la non conformità del suo impianto di raffreddamento ad ammoniaca, dichiarato a suo tempo “non conforme” da una ditta specializzata.
Il gruppo di minoranza ricorda che la precedente Amministrazione, nel tentativo di dare una soluzione definitiva, aveva affidato un masterplan per la riqualificazione dell’intera area sportiva. Il progetto, che prevedeva la copertura dei campi da tennis e la realizzazione di un centro benessere oltre al nuovo stadio, era stato approvato e aveva ottenuto un finanziamento di 4 milioni di euro dai Fondi Comuni di Confine (FCC) a marzo 2022.
La situazione ha preso una piega diversa con l’arrivo dell’attuale Amministrazione. Già a dicembre 2022, il Sindaco Vecellio Galeno aveva annunciato l'”abbattimento in tempi celeri” della struttura. Tuttavia, a distanza di quasi tre anni, l’opera, che include la copertura dell’architetto Gellner, è ancora in piedi e in uno stato di degrado “inqualificabile”.
I consiglieri di minoranza sottolineano di aver chiesto ripetutamente chiarimenti in Consiglio in merito all’autorizzazione della Sovrintendenza per i Beni Culturali per l’abbattimento dell’opera di Gellner, ma di non aver mai ricevuto alcuna risposta. A questo si aggiungono le dichiarazioni “vaghe” del Sindaco in Consiglio, che nella primavera del 2025 avrebbe fatto intendere di non avere ben chiaro il progetto annunciato.
Il culmine della critica arriva con la revoca, avvenuta a luglio 2025, dell’incarico al professionista bellunese che aveva curato il masterplan. L’opposizione evidenzia che tale incarico è stato regolarmente saldato per un totale di € 44.045,29 di denaro pubblico. La decisione è stata presa senza spiegazioni al Consiglio, e subito dopo è stato affidato un nuovo incarico a una ditta fuori regione per un nuovo studio.
L’opposizione chiede chiarezza sui recenti proclami di un finanziamento da 4 milioni e mezzo di euro, specificando che i 4 milioni sono quelli già ottenuti dalla precedente giunta dai fondi FCC. La differenza di 500.000,00 Euro viene identificata come la normale tranche annuale spettante ai comuni di confine.
“Chiediamo al Sindaco e alla Giunta quali nuovi finanziamenti abbiano ottenuto?” incalza la minoranza, che pone tre domande cruciali:
Quali sono i nuovi finanziamenti ottenuti al di fuori dei Fondi Comuni di Confine?
Come è possibile revocare l’incarico dopo tre anni, e significa che € 44.045,29 sono stati gettati al vento? Quanto costerà il nuovo studio di fattibilità?
Perché l’Amministrazione non ha ancora fornito chiarimenti sull’autorizzazione alla demolizione della struttura da parte della Sovrintendenza?
La cittadinanza attende ora una presa di posizione dell’Amministrazione in carica in merito alle gravi accuse di disorganizzazione e mancanza di coerenza mosse dall’opposizione.
