Belluno, 8 novembre 2025 – Un’ondata di terrore e fascino ancestrale ha travolto Belluno questo pomeriggio, trasformando il cuore della città in un palcoscenico per creature a metà tra l’uomo e il caprone: i Krampus. L’evento, attesissimo, si è rivelato un successo clamoroso, con una folla straordinaria che ha riempito la storica Piazza dei Martiri, a testimonianza del crescente interesse per questa singolare tradizione.
L’invasione dei diavoli pelosi
Neri come la pece, candidi, grigi o marroni, i Krampus hanno fatto il loro ingresso con zoccoli imponenti e corna minacciose. Le loro facce diaboliche, scolpite nella tradizione popolare hanno sfilato sulla strada chiusa al traffico della piazza tra la folla accalcata sui due lati. Il loro obiettivo. secondo l’antica usanza, è quello di “terrorizzare i bambini cattivi”, un rituale che aggiunge un elemento di brivido scherzoso alla giornata.
Uno spettacolo coreografico con costumi elaborati e mascheroni espressivi che richiamano figure mitologiche e demoniache. La reazione del pubblico è stata un misto di eccitazione, meraviglia e, per i più piccoli, un pizzico di genuino spavento.
Le radici di un mito antico
Ma chi sono i Krampus? Lungi dall’essere una semplice mascherata moderna, queste figure affondano le loro radici in un passato lontano. Le loro origini risalgono, con ogni probabilità, al periodo pre-cristiano e a tradizioni pagane legate al solstizio d’inverno e alla cacciata degli spiriti maligni.
I Krampus, letteralmente dei diavoli, mezza capra e mezzo demonio, sono figure iconiche delle festività natalizie, tradizionalmente associate a San Nicola, del quale rappresentano la controparte punitrice. Questa usanza è particolarmente viva in aree montane e transfrontaliere, essendo tipica dell’Austria, della Baviera, della Croazia, della Repubblica Ceca, dell’Ungheria, della Slovenia e, naturalmente, di una parte significativa dell’Italia settentrionale.
Il successo di oggi a Belluno conferma che l’interesse per queste manifestazioni di folklore alpino è più vivo che mai, offrendo un ponte spettacolare tra il mito e la contemporaneità, e attirando in centro migliaia di persone desiderose di vivere un’esperienza unica e primordiale.
