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Inaugurato il nuovo Granaio di Villa Buzzati: il sogno di Valentina Morassutti diventa realtà. Un polo culturale aperto a tutti

Villa Buzzati San Pellegrino inaugura la nuova sala da 100 posti in omaggio al grande giornalista-scrittore bellunese. Un restauro da 330 mila euro, oltre metà dei quali coperti dalla pronipote Valentina Morassutti.

Belluno, 26 ottobre 2025 – Sala gremita ieri pomeriggio per l’inaugurazione del “Nuovo Granaio” a Villa Buzzati San Pellegrino di Belluno. La struttura ha riaperto le porte alla cittadinanza trasformandosi in un polo culturale completamente accessibile e multidisciplinare dedicato a Dino Buzzati. L’inaugurazione del nuovo spazio, una sala da cento posti, è stata salutata come un “omaggio collettivo” al grande giornalista, scrittore e pittore bellunese. Il progetto ha richiesto un investimento totale di 330 mila euro, oltre la metà dei quali sostenuto da Valentina Morassutti, pronipote dello scrittore e presidente dell’Associazione Internazionale Dino Buzzati, che realizza così il suo sogno. A questo si sono aggiunti i contributi pubblici dei fondi Pnrr, Fondazione Cariverona, il Ministero dei Beni culturali e la Regione Veneto.

Il Granaio, un tempo luogo di lavoro e scrittura dello stesso Buzzati, dove vennero composti capolavori come il romanzo Il deserto dei Tartari, considerato da Montanelli la migliore opera italiana del ‘900, è stato concepito per essere un “luogo aperto, libero e plurale”, ha detto l’assessore alla Cultura del Comune di Belluno Raffaele Addamiano, che ha citato anche l’articolo 9 della Costituzione “Oggi noi stiamo mettendo letteralmente in pratica quanto esso stabilisce dal lontano 1948, perché è un compito alto e nobile della politica di promuovere e sviluppo della cultura”.

“Il Granaio è completamente accessibile e potrà ospitare teatro, musica, incontri, mostre. Diciamo che il nostro pensiero è sempre questo, di non radicarsi solo al passato, ma di aprire anche al futuro” ha detto Valentina Morassutti. All’interno è stata allestita la prima mostra permanente, che illustra le opere dello scrittore, documenti originali, fotografie storiche e la genealogia della famiglia. Lorenzo Viganò, presidente della Fondazione Dino Buzzati di Milano, esperto di Buzzati e curatore dell’opera per Mondadori, ha presentato “le Storie Dipinte”, la nuova edizione di un volume introvabile che unisce le opere pittoriche dello scrittore a piccoli testi che ne narrano la storia. Viganò ha definito il nuovo spazio come un “ponte” culturale tra Belluno e Milano.

Enrico Colle, direttore del Museo Stibbert di Firenze, ha ripercorso la storia della famiglia Buzzati raccontando gli intrecci artistici e letterari che hanno reso unica la storia di Villa Buzzati. Marco Perale, presidente dell’Associazione Internazionale Dino Buzzatti, ha lodato l’iniziativa come atto di responsabilità della memoria, affermando che “Chi concretizza la responsabilità della memoria, ha messo solide radici”. Il progetto mira dunque a dare continuità al legame tra il luogo, la storia della famiglia Buzzati e la straordinaria produzione letteraria dello scrittore, riprendendo una sua celebre frase: “Ci prendiamo cura della casa, che si prende cura di noi”.

Sono intervenuti il presidente della provincia Roberto Padrin e il sindaco di Limana Michele Talo. L’atmosfera è stata allietata dalle note del nuovo Collettivo Belluno Jazz, con Mosè Andrich al piano e Gabriele Tormen al contrabbasso. Brindisi finale con catering dell’Azienda Agricola Ultracosta di Tambre.