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Cinema e memoria: giovedì a Castellavazzo il docufilm “Dove nuotano i caprioli” sulla storia di Vallesella e la diga di Centro Cadore

Castellavazzo, 26 ottobre 2025 – Il piccolo borgo di Vallesella, frazione di Domegge di Cadore, rivivrà le sue drammatiche e toccanti vicende in un’importante serata dedicata alla memoria storica e al paesaggio bellunese. Giovedì 30 ottobre, alle ore 20.30, la Sala conferenze del Museo della Pietra e degli Scalpellini di Castellavazzo ospiterà la proiezione del docufilm “Dove nuotano i caprioli” della regista Maria Conte.

Il documentario si concentra sulla storia di Vallesella, un paese che nei primi anni Cinquanta subì un profondo e doloroso sgretolamento fisico e simbolico a causa della costruzione della diga e dell’invaso di Centro Cadore da parte della Sade.

Attraverso un racconto corale, il docufilm attinge a testimonianze dirette, documenti e foto d’archivio per ricostruire la vicenda, ma non si limita al passato. L’opera allarga lo sguardo per analizzare gli usi e le percezioni attuali del paesaggio idroelettrico, proponendo una stimolante riflessione sul senso dei luoghi, sul valore polisemico dell’acqua e sui destini futuri della montagna. Una storia, quella di Vallesella, che anticipa e richiama alla mente la tragedia che sarebbe accaduta pochi anni dopo con il disastro del Vajont.

L’evento vedrà la partecipazione di relatori di rilievo che hanno un legame profondo con la vicenda narrata. Interverranno Graziosa Coffen e Giovanna Deppi, due delle persone intervistate e la cui memoria ha contribuito a tessere la trama del documentario. Sarà presente anche Toni Sirena, giornalista e autore del libro “Il paese scomparso”, dedicato proprio alla storia di Vallesella.

L’iniziativa, promossa dall’Associazione Pietra e Scalpellini di Castellavazzo, è a ingresso libero fino a esaurimento posti. Gli organizzatori ricordano inoltre che restano gli ultimi giorni per visitare la mostra “Fausto Tormen. Disegni e parole in viaggio” ospitata presso la stessa sede.

Un appuntamento da non perdere per chi desidera approfondire un capitolo significativo, seppur spesso dimenticato, della storia locale e riflettere sul complesso rapporto tra l’uomo, l’ambiente alpino e le grandi opere idroelettriche.