HomeSanità MedicinaDemenza. Convegno a Palazzo Bianco di Feltre, in Sala Rustici, venerdì mattina

Demenza. Convegno a Palazzo Bianco di Feltre, in Sala Rustici, venerdì mattina

Azienda Feltrina Servizi alla Persona

Costruiamo una comunità amica della persona con demenza.
Creare una rete di cittadini consapevoli che sappiano ascoltare e rapportarsi in modo corretto alla persona con demenza per farla sentire parte attiva della comunità, avviando un repentino e graduale percorso di cambiamento che renda la città, con i suoi spazi, iniziative e relazioni sociali pienamente accessibile e fruibile senza escludere, stigmatizzare e isolare le fasce deboli della popolazione.

È questo lo scopo del convegno Costruiamo una comunità amica della persona con demenza, promosso dall’Azienda Feltrina per i Servizi alla Persona, che si terrà venerdì 24 ottobre 2025 dalle ore 9.00 alle ore 12.30 presso la suggestiva Sala Luciani Rustici di Palazzo Bianco, in via Ligont 4.

Dopo i saluti istituzionali, ad aprire i lavori l’intervento del Dr. Carlo Gabelli, medico, ricercatore presso l’Azienda Ospedale e Università degli Studi di Padova e fino allo scorso maggio responsabile del Centro Regionale per lo studio e la Cura dell’Invecchiamento Cerebrale (CRIC), che porrà l’attenzione sull’importanza di umanizzare le cure rivolte alle persone affette da Alzheimer e altre demenze, attraverso la predisposizione di un sistema integrato per la diagnosi, la presa in cura, la continuità assistenziale, l’informazione e il sostegno al paziente e alla sua famiglia nelle diverse fasi della patologia e, più in generale, nei differenti contesti di vita quotidiana.

A seguire il Dott. Maurizio Gallucci, specialista in Geriatra presso il Centro per la Memoria
dell’Ospedale Giovanni XXIII a Monastier di Treviso, Professore a contratto presso Sapienza
Università di Roma e già Direttore del Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD)
dell’Azienda ULSS 2 Marca Trevigiana, che si soffermerà sull’attività di prevenzione e cura del Decadimento Cognitivo nel Trevigiano.
La Dr. Roberta Padoan, neurologa dell’Azienda ULSS 1 Dolomiti fornirà un’ampia disamina in merito al supporto alla persona con demenza e ai suoi familiari, mettendo in risalto l’esperienza portata avanti dal CDCD dell’AULSS1 Dolomiti.

Dopo una breve pausa seguita da un Coffee Break, la Dott.ssa Elena Galiano, psicologa dell’Azienda Feltrina per i Servizi alla Persona e presso Ser.S.A. Servizi Sociali Assistenziali S.r.l. – Casa di Riposo di Belluno, fornirà un’ampia disamina del programma formativo demenze promosso dall’Azienda Feltrina per i Servizi alla Persona, destinato a fornire competenze e conoscenze sulla corretta gestione e assistenza delle persone con difficoltà cognitive conclamate, rivolto in primis agli operatori sanitari e sociosanitari.

A trarre le conclusioni per poi lasciare ampio spazio ad un significativo momento di confronto e scambio di opinioni, il Dott. Paolo Battocchio, Direttore Generale della Casa di Soggiorno Rosa e Ettore Mione – Valbelluna Servizi S.r.l. e la Dott.ssa Valentina De Marchi, antropologa culturale, Film Maker ed educatrice museale, che nei loro interventi si soffermeranno sulla presentazione dei vari progetti inerenti la promozione dell’Invecchiamento Attivo, definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come “il processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone anziane, e gli effetti benefici sulla salute fisica e mentale.
Modera il tavolo di lavoro la Dott.ssa Annalisa Basso, attuale Direttrice dell’Azienda Feltrina per i Servizi alla Persona, con alle spalle una carriera trentennale nella Pubblica Amministrazione.
Un’importante occasione di dialogo per porre in essere un primo solco di azioni e iniziative concrete volte a migliorare il benessere e la qualità della vita delle persone con demenza e dei loro familiari (Caregiver), allo scopo di iniziare a costruire “mattone dopo mattone” una comunità attiva e partecipe, che sappia ascoltare, accogliere, comprendere e coinvolgere i soggetti più fragili, promuovendo al contempo una maggiore conoscenza della malattia come strumento per ridurre l’emarginazione e il pregiudizio sociale.