HomePrima PaginaFeltre. Luci spente sulla salute mentale: la protesta del Comitato

Feltre. Luci spente sulla salute mentale: la protesta del Comitato

Feltre, 11 ottobre 2025 – Nessun fascio di luce verde ha illuminato il Castello di Feltre e gli altri edifici pubblici in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale. Un gesto simbolico, o la sua assenza, che per il Comitato feltrino per il diritto alla salute/Giù le mani dalla sanità bellunese è la metafora di una situazione gravissima che nel Bellunese, e in gran parte d’Italia, lascia al “buio” pazienti e famiglie.

Il 10 ottobre, giornata dedicata quest’anno al tema internazionale “Un inizio sano, un futuro pieno di speranza”, si è trasformato a Feltre in un giorno di “riflessione e dibattito” amaro, come richiesto dall’Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute mentale (che ha inviato una lettera al Governo), ma soprattutto in un momento per denunciare la carenza dei servizi locali.

Il Comitato cittadino evidenzia come la criticità, riscontrata a livello nazionale, sia palpabile anche nel territorio bellunese. A oltre quattro anni dalla “sospensione” (di fatto chiusura) del reparto di psichiatria di Feltre e dal progressivo depauperamento dei servizi territoriali, non si intravede ancora una “vera risposta” per le persone in difficoltà, sempre più numerose.

La denuncia si concentra sulla carenza di posti letto (solo 16 a Belluno anziché 20) e sulla “mancanza di medici psichiatri e psicologi”. Nonostante l’insediamento della nuova primaria di psichiatria a Feltre a maggio, le informazioni che arrivano al Comitato non sono “rosee”.

Secondo il Comitato, il problema a monte è una “visione organicista, custodialistica e di controllo” che ha trasformato i servizi in meri “dispensatori di farmaci”, con ambulatori dove il medico psichiatra è richiamato a un ruolo di “custode della ‘sicurezza sociale'”.

Le famiglie e gli utenti testimoniano una “discontinuità dell’assistenza”, con pazienti non seguiti sempre dallo stesso medico, e una “insufficiente comunicazione, collaborazione e cooperazione” tra il personale sanitario. Manca, in sostanza, l’ascolto della “complessità” del paziente e una comunicazione condivisa con le famiglie, spesso “messe da parte”.

Il Comitato sottolinea come, nonostante le promesse politiche (con l’esponente Bond e il dirigente Dal Ben) sulla riapertura del reparto H 24 e la ristrutturazione del CTRP, “nulla si vede ancora all’orizzonte”.

L’assenza di luci sul Castello di Feltre e sugli edifici pubblici in una giornata in cui altre città si illuminano di verde, è interpretata come il culmine del disinteresse amministrativo. “I malati e le famiglie sembrano non meritare nemmeno l’attenzione dei nostri amministratori,” si legge nel comunicato.

La mancata accensione delle luminarie è particolarmente amara se si considera l’alto tasso di suicidi nel territorio e l’aumento del disagio giovanile. Il Comitato conclude esprimendo timore che, dopo l’intensa giornata di sensibilizzazione, “il buio scenderà di nuovo”, ma ribadisce l’impegno a continuare a lottare per il “diritto alla salute mentale per tutte e tutti”.

 

 

 

 

- Advertisement - Roberto Denart
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