
Belluno, 10 ottobre 2025 – È stata presentata venerdì 10 ottobre, in Sala Giunta del Comune di Belluno – alla presenza dell’Assessore alla Cultura Raffaele Addamiano e di un nutrito gruppo di organi di stampa, la stagione teatrale 2025-2026 firmata TIB Teatro: Comincio dai 3 – trentatreesima edizione, spettacoli per scuole e famiglie, e il format serale per adolescenti e giovani adulti Giovedì Giovani H21 – quarta edizione.
Dopo i saluti istituzionali dell’Assessore, prende la parola la direttrice artistica di TIB Teatro, Daniela Nicosia, che ricorda come Comincio dai 3 in 33 anni abbia saputo reinventarsi e stare al passo con i tempi, in un’ottica di dialogo costante col pubblico di riferimento e col tempo presente. Un progetto a tutto tondo, educativo, culturale e sociale, che intende svolgere da sempre la particolare funzione di “accompagnare” la fruizione di tutti gli spettatori, rivolgendosi a più fasce d’età con percorsi specifici di carattere educativo che prevedono non solo spettacoli, ma anche laboratori, incontri, momenti di riflessione e di analisi critica.
Cura, immaginazione, ambiente, memoria, identità di genere, sono solo alcune delle tematiche affrontate dagli spettacoli in cartellone che vengono quindi illustrati nel dettaglio.
Prende poi la parola il co-direttore artistico Vassilij Mangheras, che sottolinea come per TIB il teatro sia sempre stato non un mero contenitore di spettacoli, bensì un contenitore di pensiero, un luogo plurale di scambio e di incontro, un luogo aperto e partecipato, e con questa visione viene anche portato avanti da 4 anni il format Giovedì Giovani h21, teatro contemporaneo per giovani, adulti e famiglie con figli adolescenti, un format pensato in linea e in sinergia in primis con i giovani spettatori delle scuole superiori, anche con il contributo dei sondaggi realizzati tra i ragazzi che hanno partecipato alle passate edizioni.
Saranno in tutto 27 le repliche per questa stagione: 6 domeniche per le famiglie, 4 spettacoli serali per giovani e adulti, 17 repliche per le scuole dall’Infanzia alle secondarie di secondo grado alcune delle quali già al completo viste le numerose richieste già pervenute dalle scuole di tutta la provincia, che confermano come il progetto di teatro per le nuove generazioni portato avanti da Tib Teatro in questi trentatré anni – attraverso spettacoli a teatro ma anche nelle scuole, laboratori, corsi e altre opportunità formative per studenti e docenti – sia un progetto prezioso e necessario per il territorio bellunese.
Un progetto esteso e trasversale quello di Tib per il territorio che si realizza da settembre a luglio attraverso proposte culturali quali le stagioni Comincio dai 3, Giovedì Giovani h21, Il Cielo sopra Belluno, la scuola di teatro Attozero – con le sue articolazioni per chi ha già completato il triennio, come la “Palestra” di prossima attivazione (moduli tematici di due mesi con rappresentazioni aperte al pubblico) – i laboratori per le scuole, negli spazi istituzionali e nei luoghi della città.
SCUOLE A TEATRO
In apertura di stagione il 4 e 5 novembre per le scuole dell’infanzia andrà in scena Il cubo magico di Pandemonium Teatro, spettacolo che ha partecipato a numerosi festival internazionali. Uno spettacolo di poche parole che diventano azione grazie a un semplice cubo, in cui il divertimento nasce dalla creatività, dall’immaginazione, dalla fantasia scatenata dei due protagonisti. Questa è la storia dell’incontro di UNO e L’ALTRO. Tutti e due si ritrovano in uno strano mondo fatto solo di cubi: cubi grandi, cubi piccoli, cubi grigi, cubi rosa, cubi gialli, cubi azzurri… UNO ha due occhi, un naso, due mani: guarda, odora e tocca quei cubi che per lui sono solo cubi, nient’altro. L’ALTRO ha due occhi, un naso, due mani e… qualcosa di speciale: guarda, odora e tocca quei cubi… ed ecco apparire da semplici cubi un intero mondo, dentro il quale pian piano coinvolge anche UNO! Perché un cubo può diventare uno sgabello per sedersi a parlare ma anche un muro che divide come nelle guerre. E sotto una maglietta può essere la pancia di una mamma e sopra la testa un cappello, o un palloncino che ti porta in giro per guardare tutto il mondo!
A seguire due spettacoli per le scuole primarie firmati TIB Teatro: il 18-19-20 novembre, per le classi prime, seconde e terze, Fragile – in coproduzione con Compagnia KARL – una fiaba che parla di cura, di tutto ciò che è fragile, di speranza, di futuro e di amore. Timo e Lilia sono fratello e sorella, gemelli. Soffrono di questo inaspettato “essere in due” e decidono che, per vivere serenamente, è necessario separare tutto: letti, colori, oggetti, pensieri. Tutto è diviso a metà e nessuno entra mai nello spazio dell’altro. Una da una parte e uno dall’altra! Dopo la scomparsa dei genitori, i due gemelli vivono con la zia, una tipa anziana ma arzilla, tutta corse e rimbrotti, scorbutica, un po’ matta, ma alla fine dei conti amorevole. Un giorno la zia, inaspettatamente, decide di partire per le Indie e di affidare a Timo e Lilia un vaso assai particolare: sotto la terra, al caldo, da anni, riposa un seme, uno solo, piantato dai loro genitori prima che i due nascessero. Quel seme ha bisogno di molte cure per crescere: toccherà a Timo e Lilia occuparsi di lui, insieme, nella speranza che un giorno nasca davvero la pianta. A complicare le cose, tre regole assai strane: il seme non può mai essere lasciato solo, il vaso non può essere spostato dal punto in cui lo ha lasciato la zia (nel confine tra lo spazio di Timo e lo spazio di Lilia) e soprattutto, davanti al seme non si può litigare. Per le classi quarte e quinte e per le scuole secondarie di primo grado, classi prime e seconde, il 25-26-27 novembre torna sul palco del Teatro Buzzati Alberto Manzi: storia di un maestro spettacolo che ripercorre la biografia di Alberto Manzi – maestro ma anche affermato autore di racconti per ragazzi – alternando frammenti di vita a passaggi “romanzati”. In scena insieme a lui la figura emblematica di Mollica, suo allievo nel carcere minorile Aristide Gabelli di Roma, luogo in cui prende avvio il racconto. Siamo nel primo dopoguerra, in un’Italia che stentava a riprendersi dopo quattro anni di conflitto, un’Italia in bianco e nero dove i bambini lucidavano le scarpe ai soldati americani per pochi centesimi e ognuno si arrangiava come poteva. Ma la vicenda umana e professionale di Alberto Manzi continua negli anni ’60 con l’insegnamento per adulti in Tv nella celebre trasmissione Non è mai troppo tardi, negli anni ’70 in Sud America con gli Indios, fino all’impegno più recente per gli extracomunitari, tutte esperienze mosse dalla convinzione che alfabetizzare sia emancipare, sia espressione di un futuro che include, che mette a frutto i talenti dei suoi cittadini, rispettandone diritti e doveri. Educare al piacere del pensiero, questa in sintesi la pedagogia di Manzi, che per tutta la vita considerò il suo ruolo quale mediatore di saperi trasmessi attraverso l’interrogarsi sulle cose, l’esprimere senza timore le proprie opinioni, idee, cognizioni e da esse dedurre significati, insegnamenti, conoscenza, secondo un metodo rigorosamente scientifico nell’approccio, estremamente creativo nei modi. Lo spettacolo ha ricevuto la Menzione Speciale al Premio Nazionale Teatro per Ragazzi Emanuele Luzzati, edizione 2022.
Dopo la pausa natalizia la programmazione per le scuole riprenderà il 26-27-28 gennaio con una produzione TIB Teatro per la Giornata della Memoria, Shoah le memorie, oggi spettacolo per le classi terze delle scuole secondarie di primo grado e per le scuole secondarie di secondo grado. Uno scorrere di parole, parole per non dimenticare, parole diverse, parole che si fanno memoria. Parole che palesano a chi non l’ha vissuto i dettagli di un genocidio che ha segnato per sempre, quale indelebile vergogna, la storia del Novecento. Parole che trascendono la testimonianza per farsi monito per le nuove generazioni, affinché ciò che è accaduto non possa più ripetersi. E quali parole possiamo usare per esprimere la devastazione dei campi di concentramento, delle persecuzioni, delle violenze se non quelle di chi, da Primo Levi a Elie Wiesel, attraverso le tante testimonianze anonime, quell’esperienza l’ha vissuta in prima persona. Ascoltiamole queste parole, «non deve succedere più, dobbiamo imparare dagli sbagli commessi in passato»… come scrive un alunno di 3ª media che ha partecipato allo spettacolo. Chiudiamo gli occhi e soffermiamoci a pensare … dopo, ad occhi aperti, scopriremo che forse, purtroppo, ancora oggi qualcuno non sa ascoltare, o forse non vuole ascoltare e ricordare.
Per le scuole primarie il 2 e 3 febbraio Testa di legno di Teatro dell’Argine, nel centenario della nascita di Carlo Collodi. C’era una volta un falegname che un giorno decise di costruire un burattino di legno con cui avrebbe viaggiato per il mondo facendo spettacoli e che, successivamente, sarebbe diventato il “bastone della sua vecchiaia”. Questo era il piano, ma Pinocchio – così si chiamava il burattino di legno – un giorno non tornò a casa. Geppetto – così si chiamava il vecchio falegname – lo cercò per mari e monti, più mari che monti, finché non si ritrovò nella pancia di un pescecane. E poi? Che avvenne dopo? Beh, è qui che comincia la nostra storia. Dovete sapere che Geppetto non si perse d’animo e, avendo parecchio tempo libero, decise di utilizzarlo per diventare un padre migliore. Un punto di vista particolare sull’essere genitori e sull’essere figli, tra scelte difficili e pericoli in agguato, aspettative deluse e gioie inaspettate. Ma soprattutto, sulla difficoltà di accettare i propri errori.
Per le scuole dell’infanzia il 4 e 5 febbraio Collettivo Clochart porta in scena lo spettacolo di teatro-danza Scusa, storia di due sorelle in perenne litigio fra loro, a imitazione dei litigi fra mamma e papa. Le due bambine non riescono a chiedersi scusa – o meglio, ci provano finché l’orgoglio non le riporta sulla strada del conflitto. Attraverso una carambola di divertenti dispute – che provengono dal mondo infantile, ma che spesso ritroviamo anche negli adulti – nelle due protagoniste nascerà infine la consapevolezza dell’importanza di chiedere scusa quando si sbaglia. Lettere luminose trasformeranno lo spazio scenico in luoghi e forme utili a trovare parole per chiedere “scusa”.
Infine per scuole secondarie di primo e secondo grado, il 23 e 24 febbraio il cantastorie Enrico Messina racconterà le vicende dell’Orlando furioso in Orlando. Furiosamente solo rotolando fortunato spettacolo che oltre a contare centinaia di repliche nei teatri di tutta Italia è stato inserito anche in un volume monografico dell’Istituto Treccani in occasione del cinquecentenario della pubblicazione dell’“Orlando Furioso”. Le parole dei canti e delle ottave di Ludovico Ariosto prendono nuova vita, sulla scena, un po’ tradite e un po’ ri-suonate, e la narrazione avanza tra guizzi di folgorante umorismo e momenti di grande intensità, mescolando origini, tradizioni e dialetti. Nell’appassionante lavoro di scrittura di Enrico Messina e Alberto Nicolino alcuni episodi dell’Orlando furioso sono stati ripresi fedelmente, altri sono stati rielaborati, altri completamente inventati, com’è nell’essenza stessa dell’arte di raccontare, per riscoprire il piacere della “fabulazione” e della “fascinazione” della parola, il senso di ascoltare delle storie e di ascoltarle insieme ad altri. Camicia bianca, una tromba e uno sgabello: è quel che serve per raccontare le vicende dei paladini di Carlo Magno e dei terribili saraceni. All’essenzialità della scena si contrappongono la ricchezza e i colori delle immagini evocate: accampamenti, dame, duelli, incantagioni, palazzi, armature, destrieri… un vortice di battaglie ed inseguimenti il cui motore è sempre la passione, vera o presunta, per una donna, un cavaliere, un ideale. Storie senza tempo di uomini d’ogni tempo, in cui tutto è paradosso, iperbole, esagerazione.
FAMIGLIE A TEATRO
La programmazione domenicale per le famiglie inizierà domenica 30 novembre con Il più furbo. Disavventure di un incorreggibile lupo, spettacolo dai 3 anni in su di Teatro Gioco Vita, vincitore del premio “Miglior spettacolo” al Festival Internazionale di Teatro per ragazzi “I Teatri del Mondo di Porto Sant’Elpidio 2021”. Nel folto del bosco un Lupo affamato incontra la piccola Cappuccetto Rosso e subito elabora (dopotutto lui è il più furbo) un diabolico piano per mangiarsela. Sembra l’inizio della favola che tutti conosciamo, almeno finché il Lupo non infila la camicia da notte della nonna con tanto di cuffietta d’ordinanza, ed esce di casa… rimanendo chiuso fuori! Tratto dall’opera di Mario Ramos, acclamato autore di libri illustrati per i piccoli, Il più furbo è un piccolo gioiello, un concentrato di leggerezza e d’ironia che fa ridere e pensare piccoli e grandi. Il lupo protagonista di questa storia, suscita una simpatia sincera perché a fronte della sua declamata presunzione “io sono il più furbo”, si dimostra, nei fatti, sgraziato e goffo. Tutti i personaggi che incontra non fanno che rivelare le sue debolezze e farne un carattere molto umano. È così che si dispiega un mondo sorprendente, dove la dimensione favolistica e quella realistica s’incontrano e si scontrano producendo un irresistibile effetto comico. Dalle disavventure di questo lupo usciamo con la gioiosa convinzione che la vita, nonostante tutto quello che ci può accadere, possa essere comunque un’avventura meravigliosa.
Domenica 21 dicembre, per tutti dai 4 anni, lo spettacolo Pollicino Show della compagnia Gruppo Ibrido, – finalista In-box verde 2025 – che rilegge i temi della fiaba tradizionale combinando coreografie, video, illustrazioni animate, teatro d’ombre e una colonna sonora di grandi classici. Piccoli e grandi verranno coinvolti in un grandioso spettacolo teatrale, in una storia vivace, densa di sorprese, che diverte e appassiona, sulle orme della migliore tradizione del Musical. Pollicino è piccolo di statura ma grande nell’astuzia. La sua è una famiglia poverissima. Ha sei fratelli e i genitori a stento riescono a provvedere a tutti. Con l’arrivo di una pesante carestia il cibo non basta più e il padre decide di abbandonare i figli al loro destino. Una volta soli e perduti nel bosco, Pollicino e i suoi fratelli supereranno pericoli e imprevisti. Grazie all’immaginazione e al coraggio, il piccolo eroe riuscirà a salvare tutti e a fare della sua storia uno spettacolo per i teatri di tutto il mondo.
Gli appuntamenti con le domeniche a teatro riprenderanno poi il 18 gennaio con un suggestivo spettacolo dai 6 anni che mescola mimo, clownerie, numeri di acrobatica e giochi di illusionismo. The Barnard loop – spettacolo che vanta numerosi riconoscimenti (Progetto vincitore di “Odiolestate 2018”, Carrozzerie | n.o.t, Roma; Menzione speciale al festival “Tendenza Clown 2019”, Milano; Spettacolo finalista In Box Blu 2024; Selezione “L’Italia dei Visionari 2024”, Kilowatt Festival) – è una coproduzione di Dispensa Barzotti e Teatro Necessario Circo, che racconta di una notte apparentemente insonne dove il confine tra sogno e realtà è incerto. Barnard è il nome di una nebulosa nella costellazione di Orione di cui non conosciamo quasi nulla, ma è anche il buffo protagonista di questo spettacolo che tra sonno e veglia, verità e finzione, ci accompagna nel suo mondo misterioso e imprevedibile. La notte che Barnard si trova ad affrontare è continuamente costellata di accadimenti surreali cui non riusciamo a dare risposta: una moka che versa caffè senza esaurirsi mai, il vaso di una pianta che prende vita, un letto nel quale appaiono gli oggetti più disparati… Un omaggio al mistero, all’imprevedibile, al destabilizzante e al surreale.
Per i più piccoli domenica 1 febbraio andrà in scena una divertente fiaba ecologista della storica compagnia riminese Fratelli di Taglia. L’orsetto Gioele attraverso una narrazione ironica, filastrocche in rima, giochi divertenti, multimedialità, con interazioni tra personaggi reali, pupazzi e video-call in diretta con altri animali mira a sensibilizzare con leggerezza i piccoli spettatori su tematiche ecologiche di vitale importanza per il nostro pianeta, come l’inquinamento e il riscaldamento globale. Il signor Gioacchino decide di tornare nella vecchia baita nel bosco che gli ha lasciato il misteriosamente scomparso nonno Bruno, per una vacanza rilassante. Quello che il signor Gioacchino non sa è che nel frattempo la baita del nonno è diventata una casa super tecnologica e che Gioele, il buffo orsetto di peluche che il nonno ha lasciato lì, non è affatto quel che sembra…
Domenica 22 febbraio sarà la volta di Nel ripostiglio di Mastro Geppetto, spettacolo dai 6 anni in su di Enrico Messina e Daria Paoletta (Armamaxa Teatro e Pagine Bianche Teatro) tratto da “Le Avventure di Pinocchio”. Tra clownerie, racconti e figure, lo spettacolo, con tre bravissimi attori in scena, ripercorre il capolavoro di Carlo Collodi con uno sguardo lucido e insieme leggero, per dirci quanto sia complicato essere genitori ed anche essere figli, per raccontarci quanto sia irrinunciabile l’identità di ognuno e quanto sia difficile ‘lasciare andare’. Con la potenza dell’ironia e della risata e con quella di una lacrima, con la disposizione allo stupore che solo il teatro è capace di donare, ci coinvolge in una rilettura di Pinocchio che sa parlare a tutte le età.
Entriamo nel ripostiglio di Mastro Geppetto per trovarci un po’ di tutto…. un attore col desiderio di essere un buon padre, abiti di scena, un ciocco di legno, un abbecedario gigante, uno minuscolo, un attore stanco di fare il povero, un burattino e persino un pescecane volante!
Gran finale domenica 15 marzo con un vivace e divertente spettacolo di Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani dai 4 anni. Tratto dal classico di Jules Verne Il giro del mondo in 80 giorni è un viaggio straordinario ricco di imprevisti, colpi di scena e suggestioni musicali e gestuali provenienti dai vari continenti. Seguiremo Phileas Fogg ed il suo cameriere francese Passepartout attraverso terre lontane e luoghi misteriosi, nell’impresa impossibile di circumnavigare il globo terrestre in soli 80 giorni, utilizzando ogni mezzo di trasporto, antico e moderno, per vincere una scommessa di 20.000 sterline fatta con i compagni del Reform Club. Uno spettacolo dinamico, scandito dallo scorrere inesorabile del tempo, vero protagonista della storia. Ma non sarà un viaggio tranquillo… chissà quali trabocchetti studierà l’ispettore Fix per ostacolare l’incredibile impresa!
GIOVEDÌ GIOVANI H21
La quarta edizione di Giovedì Giovani H21 proporrà quattro spettacoli d’eccellenza – due dei quali firmati Babilonia Teatri – che affrontano tematiche forti, quali la giustizia e il diritto alla salute, l’identità di genere, l’elaborazione del lutto, la crisi di una generazione.
Giovedì 11 dicembre torna Niccolò Fettarappa, già noto al pubblico del Cielo sopra Belluno per i suoi spettacoli divertenti e graffianti, in coppia con Lorenzo Guerrieri ne La Sparanoia, un’invettiva comico-grottesca sul disagio giovanile nel mondo di oggi. Con cinismo e dialoghi serrati, i pluripremiati Fettarappa e Guerrieri indagano il peso che grava su “i giovani” di oggi. Una generazione addomesticata che preferisce, alle strategie d’attacco e alle rivoluzioni, le tisane, le previsioni meteo e i lavaggi delicati. Ma allora, che farsene di una bomba? Scagliarla come una molotov contro qualcuno? O piuttosto lasciarla lì e aspettare che si spenga? Un’acuta e amara riflessione sulle colpe di quella generazione ormai matura che non è riuscita a donare ai giovani un futuro certo, determinando ansia e insoddisfazione. Tra notizie, giochi di parole e situazioni surreali, si cerca di indagare con ironia pungente la sinistra di oggi, o quel che ne resta, nella politica e nel costume.
Giovedì 29 gennaio sarà la volta di Abracadabra, la nuova, sorprendente creazione di Babilonia Teatri, un viaggio sospeso tra realtà e illusione che ci accompagna laddove le parole non bastano. In scena, un vero prestigiatore, un’attrice e i registi stessi intrecciano linguaggi e visioni, facendo della magia il cuore pulsante di un racconto che affronta i temi più universali: la vita, il tempo, la fine. Non si tratta solo di trucchi, ma di un’esperienza che sovverte le regole, capace di rendere più lieve ciò che appare insormontabile. La magia diventa lente attraverso cui guardare il mondo, strumento per aprire nuove prospettive, possibilità inaspettate, spazi che ci sorprendono. Abracadabra alterna registri tragici e ironici, grotteschi e poetici, cinici e metafisici, componendo un mosaico di emozioni che non chiede ordine, ma abbandono. È un viaggio che seduce e destabilizza, che incanta e interroga, che ci ricorda come il più grande incantesimo sia forse proprio la sparizione evocata attraverso la prestigiazione. Un fluire di emozioni e pensieri che si intrecciano e si rincorrono. A cui non è semplice e, forse, non è nemmeno corretto, mettere ordine.
Giovane compagnia vincitrice del Premio Scenario Periferie 2021 e più volte finalista, Usine Baug, in collaborazione con i Fratelli Maniglio, giovedì 19 febbraio porterà in scena Ilva Football Club. Ilva Football Club è un sogno, un sogno grande due volte la città, un sogno che lentamente e inesorabilmente si sgretola e si scontra con la realtà. La storia della più grande acciaieria d’Europa s’intreccia alla leggenda di una piccola squadra nata proprio sotto le ciminiere dell’Ilva, per dare voce alle tante storie vissute a Taranto, città sacrificabile, storie di lotta tra salute e lavoro, tra speranza e disillusione, tra sogno e realtà, mostrandoci quanto ciò che accade ci riguarda molto più di quanto immaginiamo.
Il finale di stagione giovedì 12 marzo sarà affidato a una collaborazione Teatro Koreja / Babilonia Teatri. Essere o non Essere affronta attraverso quattro storie il delicato tema degli stereotipi di genere. Quali sono i fattori, culturali e sociali, che guidano l’educazione in relazione al sesso di nascita? Quattro enormi pance che aspettano un bambino gioiscono, litigano, si emozionano. Ci fanno sorridere su quanto una gravidanza sia colorata fin dall’inizio di aspettative. Quattro semplici storie di ragazzi e ragazze ci mostrano le infinite possibilità che ognuno contiene e nello stesso tempo quanto sia complesso essere liberamente se stessi in un mondo che traccia una linea netta di demarcazione tra maschile e femminile. Rosa e azzurro. Pallone e tutù. Libri da maschi e libri da femmine. Sono storie che ci fanno riflettere, commuovere e arrabbiare. Mentre spetta a un drone arrivato da un altro pianeta suggerire l’idea che i mondi possibili sono molteplici e molteplici le angolazioni con cui possiamo guardare il mondo che abitiamo. Attrici e Attori danno vita a immagini, azioni e parole che si inseguono e si rincorrono, per dimostrare come ognuno di noi sia una serie infinita di peculiarità, di possibilità e anche di contraddizioni. Non sempre e non tutto può essere ricondotto al bianco e al nero, molto spesso non possiamo e non vogliamo rinunciare ai colori e alle sfumature.
COMINCIO DAI 3 Stagione di Teatro per le nuove generazioni e GIOVEDÌ GIOVANI H21 sono realizzate da Tib Teatro per la direzione artistica di Daniela Nicosia e Vassilij Gianmaria Mangheras, in collaborazione con Fondazione Teatri delle Dolomiti e Comune di Belluno, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione del Veneto, di Rete Eventi – Provincia di Belluno. Mediapartner della stagione Radio Belluno e Radio Cortina.
INFORMAZIONI
Per informazioni e prenotazioni telefonare al numero 0437 950555 o scrivere a info@tibteatro.it (lun-ven 11-13 / 15-17). Le prenotazioni sono già aperte.
Famiglie a Teatro: campagna abbonamenti dal 15 ottobre
Abbonamenti (per 6 spettacoli): under 14 € 60 / adulto € 81
Biglietti per i singoli spettacoli: under 14 € 12 / adulto € 16
Promozione esclusiva iscritti ATTOZERO (solo bambini)
Con l’acquisto di un abbonamento bambino, un abbonamento accompagnatore a prezzo ridotto.
Giovedì Giovani H21: campagna abbonamenti dal 15 ottobre
Abbonamenti (per 4 spettacoli): under 30 € 40 / intero € 68
Biglietti per i singoli spettacoli: under 30 € 13 / intero € 20
Promozione esclusiva iscritti ATTOZERO: Abbonamenti under 30 € 35 /Intero € 58



