Nella mattinata di martedì 30 settembre 2025 si è svolto il primo incontro di un’iniziativa sostenuta in Provincia, proprio tra le montagne bellunesi. Un giorno di considerevole rilevanza, che ha reso concreta una collaborazione tra diversi portatori d’interesse della sfera faunistica: il Circolo UNCZA Dolomiti Bellunesi (un settore dell’associazione nazionale Federcaccia), la Riserva Alpina di Caccia di Auronzo di Cadore, i Carabinieri Forestali ed il Corpo di Polizia Provinciale di Belluno.
Erano presenti i principali protagonisti, cioè i bambini di alcune classi della scuola primaria di Auronzo di Cadore, i coordinatori del Progetto “Conosciamo il nostro Territorio”, promosso dalla Provincia di Belluno, la quale ha collaborato rappresentata dagli agenti della Polizia Provinciale per le attività didattiche, tutti quanti ospitati nella Riserva Naturale della Foresta di Somadida, nel cuore delle Dolomiti, grazie ai Carabinieri Forestali e all’ente organizzatore, cioè la RAC di Auronzo. Per realizzare e diffondere questo progetto anche in altre zone del Cadore, per il momento, di fondamentale importanza è stato il supporto della vicepresidente della Provincia con delega alla caccia e alla pesca Silvia Calligaro: “È un’esperienza educativa di scoperta della fauna e flora alpine, e interesserà a breve altre tredici riserve di caccia che vogliono collaborare. L’obbiettivo del progetto è informare i ragazzi giovani sulla cura del nostro territorio attraverso la conservazione e gestione sostenibile delle specie animali e vegetali”. Infatti, le visite guidate – totalmente gratuite – consistono in una dinamica escursione sul campo, con attività di osservazione della natura tramite strumenti dedicati, spiegazioni riguardanti la fauna selvatica e la flora alpina, le tecniche di monitoraggio e di censimento degli animali grazie anche a supporti didattici come animali imbalsamati, libri, binocoli e video, oltre ad una dimostrazione diretta di come lavorano i cani del nucleo cinofilo del Corpo di Polizia Provinciale. I bambini anche avuto l’occasione di vedere sul campo i tipici segni di presenza del cervo e ascoltare il suo bramito, considerando l’attuale periodo degli amori della specie.
“È importante per la nostra riserva di caccia, e per gli alunni coinvolti nel progetto, avere l’opportunità di far conoscere il mondo venatorio e sfatare alcuni falsi miti riguardanti tale attività, spesso circolanti sui social media, che portano ad una disinformazione e false credenze. Teniamo anche noi a partecipare per una corretta informazione sulla gestione faunistico-venatoria della fauna alpina” conclude Alessandro Giacomelli, presidente della Riserva di Caccia di Auronzo di Cadore.
