
PERGOLETTESE-DOLOMITI BELLUNESI 1-2
GOL: pt 15′ Dore, 33′ Alcides; st 40′ autogol di Aidoo.
PERGOLETTESE: Cordaro; Aidoo, Bane, Lambrughi, Antolini (st 9′ Capoferri); Dore (st 24′ Tremolada), Arini (st 24′ Di Gesù), Careccia; Ferrandino (st 9′ Pessolani), Parker, Tomaselli (st 31′ Pala) (in panchina: Finardi, Doldi, Benvenuto, Pepa, Padalino, Roversi, Sartori). Allenatore: G. Curioni.
DOLOMITI BELLUNESI: Consiglio; Mondonico (st 1′ Barbini), Milesi, Gobetti; Alcides, Saccani, Burrai (st 31′ Clemenza), Mutanda (st 19′ Brugnolo), Mignanelli (st 45′ Masut); Olonisakin (st 31′ De Paoli), Marconi (in panchina: Abati, Mazzocco, Piazza, Casanova, Tavanti). Allenatore: N. Zanini.
ARBITRO: Davide Galiffi di Alghero (assistenti: Tommaso Mambelli di Cesena e Francesco Tagliaferri di Faenza; quarto ufficiale: Jules Roland Andeng Tona Mbei di Cuneo; operatore FVS: Edoardo Maria Brunetti di Milano).
NOTE. Spettatori: 600 circa. Angoli: 8-5. Ammoniti: Mondonico, mister Zanini, Mutanda, Arini. Recupero: pt 1′; st 5′.
Quando il triplice fischio sancisce l’epilogo, la memoria si accende e quel preciso momento diventa storia. Al cospetto della Pergolettese, la Dolomiti Bellunesi scrive il primo capitolo vincente nel mondo del professionismo: il primo sorriso in Serie C, il primo mattone di un percorso che un’intera provincia aveva sognato: è accaduto a Crema, in un’indimenticabile serata di fine settembre. Il successo profuma di futuro. Ma anche di presente, se è vero che, grazie a questi tre punti, il gruppo di Zanini sale a quota 7 e compie un bel balzo in avanti: nel morale, nell’autostima. E nella classifica. Dopo lo svantaggio iniziale, a decidere è un Alcides in versione re Mida, al secondo centro in quattro giorni, oltre a una carambola a 5′ dallo scadere, propiziata da Mignanelli.
VESTITO TATTICO – Rispetto al turno infrasettimanale, andato in scena giovedì scorso, c’è una sola modifica all’undici di partenza: Marconi, infatti, ritrova una maglia dal via, mentre De Paoli si accomoda inizialmente in panchina. Ma, a cambiare, è pure il vestito tattico, visto che mister Zanini si affida a un tandem d’attacco (il già citato Marconi, al fianco del confermatissimo Olonisakin) e non al doppio trequartista a sostegno di un’unica punta, come accaduto contro il Vicenza.
SVANTAGGIO E REAZIONE – L’avvio, però, è a tinte gialloblù. E nel segno di Salvatore Dore. Il quale prima sfiora il bersaglio con un terzo tempo di stampo cestistico e un’incornata, fuori di un soffio; poi, al quarto d’ora, trova un sinistro vincente su cui Consiglio tocca, ma non controlla. È il vantaggio della Pergolettese. Nessun dramma, la reazione dei dolomitici è immediata. E a suonare la carica è soprattutto Mignanelli, che scalda le mani a Cordaro, con un sinistro sul primo palo. E ispira la rete del pareggio: sul tiro dell’esterno di sinistra, si inserisce Alcides, abile a indirizzare di testa il pallone nel sacco. In più, Saccani si presenta a tu per tu col portiere lombardo, semplicemente decisivo nella deviazione in uscita.
PIEDISTALLO – Nella ripresa, c’è spazio per Barbini, mentre Mondonico – unico ammonito della frazione di partenza – rimane in spogliatoio. I dolomitici ci provano subito con Mutanda e il neo entrato difensore, cresciuto nel Genoa, le cui conclusioni centrali non ingannano Cordaro. Ma ad avvicinarsi maggiormente al bersaglio è la Pergolettese con Parker che sfiora il legno e Tremolada che lo centra in pieno. Scampato il pericolo, la Dolomiti Bellunesi inizia a credere in un’impresa che si concretizza al 40′. Anche con un pizzico di fortuna: su una palla lunga, Mignanelli va in pressione e mette in difficoltà il duo Cordaro-Aidoo. Proprio il terzino, scuola Inter, è l’ultimo a toccare. E la sfera termina il suo viaggio oltre la linea di porta. È fatta? Calma, c’è ancora da soffrire. E da porre su un piedistallo Leonardo Consiglio, artefice di due interventi salva-risultato su Lambrughi e Tremolada. Il lieto fine è scritto.
L’ANALISI – «Siamo partiti contratti – è l’analisi di mister Nicola Zanini – anche perché avevamo speso parecchio giovedì scorso col Vicenza, in una sfida complicata pure sotto il profilo emotivo. Immaginavo che, da quel punto di vista, la squadra potesse essere un po’ scarica. Ma lo svantaggio, paradossalmente, ci ha dato energia: al di là dell’episodio fortunoso del 2-1, il gruppo si è reso protagonista di una grande prova. Abbiamo sempre cercato di proporre un buon calcio, di fronte a un’ottima compagine, ben allenata. Complimenti ai ragazzi, quindi. È dall’inizio della stagione che aspettavano questa vittoria. E, dopo averla sfiorata parecchie volte, è giusto che se la godano».
