“Critica della ragione pandemica”, con sottotitolo: “COVID-19; ripensare la fenomenologia di un evento epocale” è un libro universitario uscito di recente per i tipi di Meltemi Linee, che raccoglie un’ampia selezione dei contributi presentati al congresso internazionale di Torino “POLI-COVID-22” del novembre 2022.
I curatori sono tre docenti universitari: Federica Cappelluti, Paolo Cesaretti e Francesco Laviano, che ci danno la possibilità di rivedere e approfondire le implicazioni sanitarie, etiche e sociali della gestione pandemica e che costituiscono per tutti noi una indimenticabile esperienza degli anni 2019-2023.
Infatti l’epidemia del Covid, trattata come una emergenza sanitaria, “più che un evento medico è stata un fatto storico che ha segnato la società intera” con caratteri che hanno sfiorato la guerra civile, travolgendo norme consolidate della Scienza e della Comunicazione, del Diritto, della Bioetica e della Economia.
Al Congresso di Torino i vertici della nostra Sanità, l’ISS e il Comitato Tecnico Scientifico, hanno deciso di non partecipare, una settimana prima del suo inizio, con la motivazione che “si dà spazio a punti di vista diversi sulla pandemia”. Il valore scientifico di tale motivazione è naturalmente ineffabile.
Non possiamo sperare che il Ministero della Salute o l’Istituto Superiore di Sanità o i membri del Comitato Tecnico Scientifico con i loro consulenti “scienziati” virologi (divenuti negli anni del Covid le virostar della nostra TV di Stato) possano darci una completa relazione dei 4 anni di Covid che hanno gestito con assoluto imperio e senza confronti. Ricordiamo che hanno rifiutato nel novembre del 2021 qualsiasi confronto e collaborazione con un Comitato Tecnico Scientifico indipendente, attualmente denominato Commissione Medico Scientifica, presieduta dal dr Alberto Donzelli
Per questo dobbiamo essere grati ai curatori della Critica della Ragione Pandemica. Col loro lavoro ci hanno documentato il quadro completo e internazionale dell’Evento Covid, rappresentato a Torino tre anni fa.
Dr Filiberto Dal Molin
