
Belluno, 12 settembre 2025 – “Noi siamo capaci di fare polemiche e criticare anche quando ci sarebbero i presupposti per stare almeno zitti”. A dirlo, con una certa amarezza, è Andrea De Bernardin, segretario provinciale della Lega, che si rivolge direttamente ai rappresentanti politici del Bellunese, accusandoli di una mancanza di unità e di una propensione alla critica che ostacola il progresso del territorio.
De Bernardin apre la sua riflessione con un paragone che spesso risuona nelle discussioni locali: quello con il vicino Trentino-Alto Adige, lodato per la sua capacità di fare squadra e anteporre i bisogni della propria gente. Un esempio, secondo il segretario leghista, che il Bellunese dovrebbe imparare a seguire.
La critica di De Bernardin nasce in particolare dall’accoglienza riservata alla nuova Legge nazionale sulla Montagna, proposta dal Ministro Calderoli. “Non dico che i rappresentanti bellunesi dei Partiti di opposizione dovrebbero gioire e rallegrarsi”, ammette il segretario, “ma almeno riconoscere che una Legge che parla di Montagna e che come primo obiettivo cerca innanzitutto di mettere ordine nella classificazione fra territori montani veri e territori montani finti, è una sostanziale buona notizia”.
Pur riconoscendo che la legge non è perfetta e che i fondi a disposizione potrebbero non essere sufficienti, De Bernardin difende il provvedimento come un punto di partenza fondamentale. “Sono pochi i soldi a disposizione? Io dico che pochi è molto meglio di niente”, afferma con pragmatismo. E aggiunge: “Calderoli poteva fare di più e meglio? Tutti possono o potevano fare di più e meglio. Anche i governi precedenti potevano fare di più e meglio”.
“Ora però si è tentato almeno di mettere la Montagna in evidenza. Ed è finalmente un primo grande passo e una buona notizia per il bellunese”, conclude De Bernardin, sottolineando l’importanza di questo provvedimento per il futuro della provincia.

“Una montagna viva, che non si spopola ma è attrattiva, è un vantaggio non solo per le terre alte ma per l’intero Paese”.
Lo dichiara il presidente della Provincia Roberto Padrin a poche ore dall’approvazione definitiva del Ddl montagna.
“Lo ha capito perfettamente la nuova legge sulla montagna – prosegue Padrin – che rappresenta un passo storico, fondamentale e imprescindibile per porre le aree montane finalmente al centro dell’agenda politica. Da oggi la montagna non è più un territorio ancillare e subalterno alla pianura e alle aree metropolitane del Paese, ma complementare e con la stessa dignità.
Sono importantissime le misure per favorire lo sviluppo anche economico delle zone montane ed evitarne lo spopolamento. Sono fondamentali gli incentivi per attrarre figure professionali della scuola e della sanità e ne siamo davvero felici e riconoscenti. I primi 200 milioni di dotazione sono una base di partenza molto importante ponendo l’obiettivo di ampliare, se possibile, il budget a disposizione delle aree montane del Paese e sui decreti attuativi per rendere efficaci queste risorse. Anche perché oltre ai soldi la montagna ha bisogno di personale della Pubblica Amministrazione e di semplificazione normativa. Solo così può correre alla stessa velocità delle altre aree d’Italia”.
