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Anomalia Belluno: affitti “leggeri”, ma manodopera a secco per la mancanza di case

Andrea Cerentin, presidente Appia Cna Belluno (Foto Zanfron)

L’analisi di CNA nazionale sul “caro-affitti” e saturazione del mercato del lavoro, con le considerazioni del presidente di Appia CNA Belluno Andrea Cerentin

Belluno, 6 settembre 2025 – Mentre il resto d’Italia è soffocato dall’emergenza “caro-affitti”, con il costo di un’abitazione che assorbe in media quasi la metà dello stipendio di un lavoratore, la provincia di Belluno si presenta come un’isola felice. Qui, infatti, l’incidenza dell’affitto sul reddito si attesta sotto il 25%, una percentuale decisamente inferiore alla media nazionale. Tuttavia, questa apparente oasi nasconde un’altra, grave, problematica: la cronica mancanza di abitazioni disponibili.

Pochi disoccupati, troppi posti vacanti
L’analisi dell’Area studi e ricerche della CNA, basata sui dati dell’Agenzia delle Entrate, posiziona Belluno, insieme a Trento, Biella e Gorizia, tra i pochi capoluoghi italiani con un mercato del lavoro quasi saturo e un costo degli affitti contenuto.

Il Bellunese si distingue per un altro dato allarmante: è la seconda provincia italiana, subito dopo Bolzano, per la necessità di manodopera insoddisfatta. Il rapporto tra disoccupati e assunzioni previste dalle imprese è del 9,9%, il che significa che per ogni 10 posti di lavoro richiesti, si trova solo un lavoratore disponibile.

Affitti bassi, ma le case non ci sono
“Belluno è la seconda provincia in Italia per necessità di manodopera insoddisfatta,” spiega Andrea Cerentin, presidente di Appia CNA Belluno. “Dobbiamo attirare lavoratori da altre zone d’Italia, ma è un’impresa difficile. L’aumento degli affitti incide meno che altrove, ma il vero problema è il mercato residenziale poco dinamico.”

Molte case non occupate, infatti, non vengono messe a disposizione sul mercato. Inoltre, la richiesta si concentra su appartamenti di piccole dimensioni, difficili da reperire in provincia.

A queste difficoltà si aggiunge la carenza di servizi, una questione che la CNA sta affrontando con proposte e progetti a livello locale e nazionale, sperando anche in un supporto dalla nuova Legge sulla Montagna, in fase di approvazione al Senato.

Le soluzioni per il futuro
Nonostante il quadro complesso, Cerentin guarda con fiducia alle iniziative pubbliche e private che stanno emergendo per risolvere la questione abitativa. In particolare, il progetto che vede la Provincia e il Fondo dei Comuni Confinanti alleati per il recupero di edifici pubblici da riconvertire in alloggi per i lavoratori rappresenta un segnale positivo e un passo concreto per affrontare la carenza di case.

La speranza è che questi interventi possano alleggerire la pressione sul mercato immobiliare e permettere finalmente di colmare il divario tra la ricchezza di opportunità lavorative e la penuria di abitazioni.

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