Un nuovo rapporto di GoStudent mette in luce le lacune del sistema educativo italiano, sottolineando la necessità di un’azione immediata per allinearsi agli standard europei
Roma — L’Italia si trova all’ultimo posto tra sei paesi europei analizzati in un recente studio di GoStudent, che ha valutato la preparazione degli studenti per il futuro. La ricerca, che combina il “Future of Education Report 2025” con statistiche nazionali, dipinge un quadro preoccupante: solo il 39% degli studenti italiani si sente adeguatamente preparato dalla scuola per affrontare il lavoro dei propri sogni.
Il rapporto evidenzia le profonde differenze con nazioni come il Regno Unito e la Francia, che investono maggiormente in competenze emotive e infrastrutture tecnologiche. Mentre si prevede che il 65% dei bambini di oggi svolgerà un lavoro che ancora non esiste, il sistema educativo italiano appare fermo, incapace di stare al passo con un mondo in rapida evoluzione.
Le aree critiche
Lo studio ha identificato diverse aree di debolezza:
Sottofinanziamento della scuola secondaria: Negli ultimi dieci anni, gli investimenti nella scuola secondaria superiore sono rimasti fermi allo 0%, creando un divario significativo che penalizza gli studenti prima ancora di arrivare all’università. Questo si riflette nei bassi punteggi PISA (che valutano le competenze in lettura, matematica e scienze) e in una debole infrastruttura digitale.
Poca fiducia nelle competenze: Solo poco più di un terzo degli studenti italiani ritiene che la scuola stia fornendo le competenze necessarie per il futuro, un dato superiore solo a quello dell’Austria.
Integrazione della tecnologia: L’integrazione della tecnologia nelle aule resta un problema. Solo il 26% degli insegnanti italiani ritiene che la tecnologia debba essere pienamente integrata nel programma scolastico, un dato inferiore alla media europea. Tuttavia, un segnale positivo emerge nella formazione degli insegnanti, con il 34% dei docenti che riceve formazione sulle competenze di intelligenza artificiale, una percentuale superiore a quella di Regno Unito e Francia.
Il ruolo dell’istruzione prescolare
Il rapporto sottolinea anche la scarsa partecipazione all’istruzione nella prima infanzia. Solo il 5% dei bambini italiani sotto i 3 anni frequenta l’asilo nido, il secondo dato più basso tra i paesi analizzati. Nonostante un eccellente rapporto studenti-insegnanti (13:1), questa bassa affluenza rappresenta “un’opportunità persa per preparare i bambini al successo fin dal primo giorno”, come si legge nel report.
Guardare avanti
L’esperto di GoStudent sottolinea la necessità di un’azione immediata: “Essere all’ultimo posto è scoraggiante, ma la risposta non può essere restare a guardare. Senza un impegno immediato e costante in termini di finanziamenti, formazione e innovazione, l’Italia rischia seriamente di restare indietro”.
L’articolo completo di GoStudent, intitolato “I Paesi migliori per un’istruzione orientata al futuro”, è disponibile al seguente link: https://www.gostudent.org/it-it/comunicati-stampa/i-paesi-migliori-per-un-istruzione-orientata-al-futuro/
