Cortina d’Ampezzo (BL), 27 – 08 – 2025 Un escursionista ha perso la vita oggi, dopo essere stato colto da malore mentre in compagnia dei familiari e di altre persone stava percorrendo una stradina sopra il Rifugio Mietres. All’allarme, scattato qualche minuto prima delle 14, ha risposto il Soccorso alpino di Cortina, che ha inviato una squadra in supporto all’elisoccorso in avvicinamento. Individuato il punto, l’elicottero di Pieve di Cadore ha sbarcato con il verricello tecnico di elisoccorso ed equipe medica, subito subentrata nelle manovre di rianimazione ai presenti, che stavano cercando di far riavere il 70enne di Roma. Purtroppo a nulla sono valsi i tentativi ed è stato solo possibile constatarne il decesso. La salma è stata affidata ai soccorritori. Presente anche la Guardia di finanza per i rilievi del caso.
Precedentemente i soccorritori della Guardia di finanza erano saliti al Rifugio Vandelli, dove una turista canadese di 26 anni, appena entrata nell’edificio aveva lamentato un forte dolore a un occhio, che le impediva di tenere aperto anche l’altro e la obbligava a non potersi muovere in autonomia. Dopo che Falco 2 è atterrato in piazzola, il medico ha valutato le condizioni della ragazza, che è stata caricata a bordo e trasportata per accertamenti all’ospedale di Belluno.
Livinallongo del Col di Lana, 27 – 08 – 2025 Dopo essere stata attivata verso le 16.30, una squadra del Soccorso alpino di Livinallongo è salita in fuoristrada al Rifugio Plan Boè, ad Arabba, dove un ragazzo aveva sbattuto la testa e si era procurato una taglio sopra l’occhio. Dopo avergli prestato prima assistenza, i soccorritori hanno trasportato il 19enne di Padova a valle e lo hanno accompagnato direttamente dal medico.
San Vito di Cadore (BL), 27 – 08 – 2025 Ricevuta verso le 17.30 la chiamata da due escursionisti della Repubblica Ceca, sfiniti dalla stanchezza in discesa sulla via normale del Monte Pelmo, l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore è decollato per tentare il loro recupero, ma le nuvole basse hanno impedito l’avvicinamento dell’equipaggio. Dato anche l’imminente peggioramento del meteo in previsione, l’eliambulanza è quindi volata a imbarcare una squadra del Soccorso alpino di San Vito di Cadore, da trasportare piu in alto possibile in quota. I cinque soccorritori sono stati sbarcati sul ghiaione che precede la Cengia di Ball, all’uscita della quale, a circa 2.250 metri di altitudine dopo il lungo traverso, si dovevano trovare i due uomini, secondo le approssimative coordinate della loro posizione inviate in Centrale. La squadra li ha raggiunti e li ha assicurati in conserva, ognuno affidato a un soccorritore. Assieme ai due ha intrapreso il rientro a ritroso, superando dapprima nuovamente la cengia, poi il ghiaione e procedendo lungo il sentiero fino al Rifugio Venezia, dove attendevano i mezzi fuoristrada per riportarli a valle e dove sono arrivati attorno alle 20.



