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domenica, Marzo 8, 2026
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Sanità, la petizione: un fisiatra nel territorio.

Da alcuni giorni è stata lanciata una petizione, una raccolta firme nata da una
necessità molto personale: evitare ad un papà malato di Sclerosi multipla da
molti anni, di recarsi in ospedale per un semplice controllo a fine ciclo di
fisioterapia per ottenere altre sedute di fisioterapia. E così, confrontandosi con
amici legati al mondo dello spettro autistico, a conoscenti con familiari che
necessitano di ausili a domicilio, a persone fragili, si è capito che la figura del
medico fisiatra sul territorio è una necessità di tanti, un bisogno sentito dal
territorio bellunese.
Così si è pensato di condividere delle riflessioni con l’AULSS n.1 Dolomiti, di
far sentire, in modo costruttivo, la voce di queste persone e di chi le accudisce
quotidianamente.

Per un paziente affetto da patologie neuromotorie degenerative (come la SLA
o la sclerosi multipla in fase avanzata), per un reduce da un grave ictus o da
un trauma cranico, o per un anziano allettato e non autosufficiente, una
semplice visita di controllo fisiatrica in ospedale non è una “banale” formalità.
È un evento traumatico, un’impresa logistica estenuante e rischiosa. Spesso
richiede l’intervento di un’ambulanza attrezzata, un’attesa lunga e snervante, il
rischio di infezioni in un ambiente ospedaliero e la fatica fisica e psicologica
del trasporto. A questo si aggiunge lo stress per i familiari e i caregiver, che
devono organizzare e affrontare l’intero percorso, spesso a scapito del proprio
lavoro e del proprio benessere.

Il fisiatra è un medico specialista nella riabilitazione motoria, neurologica e
cardiorespiratoria. Il suo ruolo non si limita a prescrivere terapie o ausili, ma è
fondamentale per monitorare l’evoluzione della patologia, adattare il piano
riabilitativo, prevenire le complicanze legate all’immobilità (come le piaghe da
decubito o le rigidità articolari), gestire il dolore e, più in generale, migliorare
l’autonomia e la qualità di vita del paziente.

Eseguire questa visita a domicilio ha numerosi vantaggi, che vanno ben oltre
la semplice comodità:
● Valutazione nel contesto reale: Il fisiatra può osservare il paziente nel
suo ambiente quotidiano, valutando in loco l’accessibilità della casa, la
presenza di barriere architettoniche e la funzionalità degli ausili
(carrozzine, letti ortopedici, ecc.), l’assistenza familiare. Questa
valutazione è molto più accurata e personalizzata rispetto a quella fatta
in un ambulatorio.
● Riduzione dei rischi: Eliminare il trasporto evita i rischi fisici legati al
movimento e all’esposizione a infezioni. Per pazienti immunodepressi o
con apparato respiratorio compromesso, questo aspetto è di vitale
importanza.
● Sostegno psicologico: La visita a casa è meno stressante per il
paziente e per la sua famiglia. Crea un rapporto di fiducia e continuità
assistenziale che è fondamentale per affrontare un percorso riabilitativo
spesso lungo e faticoso.
● Ottimizzazione delle risorse: Ridurre il numero di trasporti sanitari con
ambulanza e decongestionare gli ambulatori ospedalieri permette di
utilizzare in modo più efficiente le risorse del servizio sanitario, a tutto
vantaggio della comunità.

La richiesta di un servizio essenziale
La necessità di un servizio di fisiatria domiciliare nella provincia di Belluno è
un’istanza di equità e civiltà. È un investimento nella salute e nella dignità dei
cittadini più vulnerabili. In questo modo si intende chiedere alle istituzioni
sanitarie locali e regionali una risposta a questa necessità, chiedendo che
venga messo in atto un piano concreto per l’istituzione di un servizio
strutturato e capillare di medici fisiatri che operino sul territorio.
Questo non solo alleggerirebbe il peso sulle famiglie, ma rappresenterebbe un
passo fondamentale verso una sanità più umana, che si adatta alle esigenze
del paziente.
Se questa richiesta non venisse accolta, si chiederebbe con forza l’attivazione
di controlli medici in telemedicina per i pazienti costretti a letto, gravi e
gravissimi, a fine ciclo di fisioterapia domiciliare, avvalendosi anche della
presenza del fisioterapista, per evitare faticosi e a volte impossibili
spostamenti dei pazienti nel Reparto di recupero e riabilitazione funzionale
dell’Ospedale di Belluno.
Burigo Anna

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