HomeCronaca/PoliticaIl bimotore turboelica Fairchild Swearingen Metroliner Stoccarda-Napoli sulla Valbelluna

Il bimotore turboelica Fairchild Swearingen Metroliner Stoccarda-Napoli sulla Valbelluna

Belluno, 16 agosto 2025 – Stamattina in sorvolo sulla Valbelluna alle ore 9:00  circa, il bimotore turboelica Fairchild Swearingen Metroliner sulla rotta Stoccarda-Napoli. Decollato dall’aeroporto di Stoccarda ha aggirato lo spazio aereo di Monaco di Baviera per dirigersi lungo la linea Belluno, Venezia, San Marino Napoli

L’aereo che ha segnato un’epoca

Il Fairchild Metro, un nome che evoca decenni di storia dell’aviazione regionale, continua a solcare i cieli di tutto il mondo. Nato come Swearingen Metroliner alla fine degli anni ’60, questo bimotore turboelica ad ala bassa ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano nel trasporto aereo, rimanendo in servizio attivo ancora oggi, a distanza di oltre mezzo secolo dal suo primo volo. Può ospitare fino a 19 passeggeri in una disposizione 1:1, con un piccolo corridoio che separa la cabina passeggeri dal cockpit, permettendo ai passeggeri di avere contatto visivo con i piloti.

Sviluppato dalla Sino Swearingen Aircraft Corporation (SSAC), l’aereo era in realtà una versione ingrandita e potenziata del precedente business jet Swearingen Merlin. Il suo successo non passò inosservato e, a seguito dell’acquisizione della SSAC da parte della Fairchild Aircraft, la produzione continuò sotto il nuovo nome, rendendo il Metro una colonna portante delle flotte regionali.

La sua lunga vita produttiva, terminata solo nel 2001, ha visto nascere numerose versioni, tra cui il Fairchild C-26 Metroliner, una variante specificamente progettata per uso militare. Questa versione ha trovato impiego in diverse forze armate globali, principalmente per il trasporto di personalità di spicco.

Con la sua configurazione robusta e la sua comprovata affidabilità, il Fairchild Metro è stato il cavallo di battaglia di innumerevoli compagnie aeree regionali e ha svolto un ruolo cruciale anche in ambito militare. La sua longevità dimostra non solo la solidità del progetto originale, ma anche la capacità di adattamento di un velivolo che, pur non essendo l’ultimo grido della tecnologia, continua a essere un punto di riferimento per la sua efficienza e versatilità. Un vero e proprio classico dell’aviazione che non smette di volare.

 

Aeroporto di Stoccarda: una storia di crescita da Böblingen al sesto posto in Germania

L’aeroporto di Stoccarda, oggi uno dei principali scali aerei della Germania, ha una storia che affonda le radici nel 1939, quando fu costruito per sostituire il vecchio aeroporto di Böblingen. La sua evoluzione riflette un percorso di costante espansione e modernizzazione, che lo ha reso un punto di riferimento per i viaggiatori di tutta Europa.

Dopo la sua inaugurazione, l’aeroporto passò attraverso un periodo di transizione significativo. Nel 1945, a seguito della fine della Seconda Guerra Mondiale, la gestione fu affidata all’aeronautica statunitense, la US Air Force, che mantenne anche una base per i propri elicotteri militari. Tre anni più tardi, nel 1948, lo scalo tornò sotto il controllo delle autorità tedesche, segnando l’inizio di una

Una delle tappe fondamentali della crescita dell’aeroporto fu l’allungamento progressivo della sua pista. Già nel 1948, la lunghezza fu portata a 1.800 metri, per poi essere nuovamente estesa a 2.250 metri nel 1961 e, infine, a ben 3.345 metri nel 1996. Questi interventi infrastrutturali permisero di accogliere un numero sempre maggiore di aerei e passeggeri.

Il salto di qualità definitivo avvenne nel 2004 con la costruzione dei nuovi terminal, che portarono la capacità massima dello scalo a 12 milioni di passeggeri. Questa modernizzazione ha consolidato la sua posizione, trasformandolo in un importante hub per le compagnie aeree low cost e un nodo cruciale per i collegamenti europei.

Con i suoi 10.526.920 passeggeri registrati nel 2015, l’aeroporto di Stoccarda si è affermato come il sesto scalo più importante della Germania e il maggiore dell’intera regione del Baden-Württemberg. Una storia di successo, fatta di espansione e investimenti, che continua a far decollare la regione verso il resto del mondo.

Aeroporto di Napoli, da “Caput Clivii” a hub internazionale

L’aeroporto di Napoli-Capodichino, uno dei principali scali aerei del Sud Italia, ha una storia affascinante che lo lega indissolubilmente al passato della città. Il suo nome, come suggerisce la tradizione, deriva dalla contrazione del latino “Caput Clivii”, che significa “sommità della salita”, un riferimento all’antica strada che conduceva verso l’entroterra.

Inizialmente, l’area era conosciuta come Campo di Marte e veniva utilizzata per esercitazioni militari. Successivamente, fu intitolata a Ugo Niutta, un ufficiale pluridecorato, a testimonianza del suo legame profondo con l’ambito militare. La svolta decisiva arrivò dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1950, l’aeroporto fu ufficialmente aperto al traffico civile e commerciale, segnando l’inizio della sua trasformazione in uno scalo per i passeggeri.

Un’altra tappa fondamentale nella sua storia si ebbe nel 1997, quando l’aeroporto fu privatizzato con l’ingresso di BAA plc, prima che la gestione passasse a Gesac. Questa fase ha coinciso con una crescita notevole, sia nel numero di passeggeri che di voli. La sua importanza è stata riconosciuta a livello internazionale, con il prestigioso ACI Europe Award che lo ha premiato come miglior aeroporto europeo nella sua categoria.

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