La montagna, con la sua maestosità e i suoi ritmi antichi, è spesso vista come un simbolo immutabile. Eppure, il suo volto sta cambiando. Un clima che si scalda e rende gli inverni meno freddi e nevosi sta mettendo alla prova la vitalità di molti territori, in particolare dei piccoli comprensori, che per decenni hanno rappresentato il cuore pulsante di intere comunità. Di fronte a questo scenario, il dibattito si fa acceso, contrapponendo spesso la natura incontaminata a un’industria del turismo che cerca di riprodurla artificialmente.
Ma al Nevegal, questa non è una battaglia. Al contrario, la sfida del cambiamento climatico è stata accolta con una visione di resilienza e un profondo rispetto per il territorio. Il nostro obiettivo non è mai stato quello di creare un “acquario” o una copia artificiale della montagna che fu. La nostra missione è far rivivere un luogo che, negli ultimi vent’anni, ha rischiato di essere dimenticato, per offrire una nuova opportunità a questa splendida montagna, ai suoi panorami e alle persone che la amano.
Tecnologia non contro, ma con la Natura
L’accusa di voler “snaturare” la montagna con interventi artificiali è comprensibile, ma si basa su una visione superata della tecnologia. Noi crediamo che l’innovazione, se applicata con intelligenza e responsabilità, non sia un nemico dell’ambiente, ma uno strumento per gestirlo al meglio. Questo è il principio che guida il nostro lavoro.
Utilizziamo un algoritmo predittivo per intercettare le condizioni ideali per una nevicata, imparando dai dati per prevedere i momenti più propizi. Non si tratta di forzare la natura, ma di collaborare con essa, massimizzando le risorse che ci offre e ottimizzando l’intervento umano. Parallelamente, abbiamo rivoluzionato l’innevamento programmato: il nostro sistema riduce lo spreco d’acqua del 40% rispetto alle tecniche tradizionali, una tecnologia all’avanguardia già applicata con successo in grandi comprensori come la Vialattea. Questo è un passo concreto verso la sostenibilità, che dimostra come sia possibile ridurre l’impatto idrico ed energetico di un’attività che molti ritengono insostenibile.
Resilienza Economica e Sociale
Il cambiamento climatico e le sue conseguenze sui piccoli comprensori non sono solo una questione ambientale, ma anche economica e sociale. La progressiva chiusura di queste località ha innescato un circolo vizioso: meno turismo, meno posti di lavoro, meno servizi e, di conseguenza, un impoverimento del tessuto sociale. Il nostro progetto non si limita a ridare le piste agli sciatori, ma punta a ridare una prospettiva a tutta la comunità del Nevegal.
In un’epoca in cui le grandi località montane sono spesso travolte dal fenomeno del sovraturismo, il Nevegal si propone come un’alternativa concreta e strategica. A soli quindici minuti dall’uscita dell’autostrada, il nostro comprensorio offre un rifugio accessibile e sostenibile, una porta d’ingresso alla montagna che permette di vivere la neve lontano dalle folle. In questo modo, non solo diamo nuova vita a un’area storica, ma contribuiamo anche a distribuire il flusso turistico in modo più equilibrato, alleggerendo la pressione sulle mete più blasonate e proteggendo l’integrità di tutta la montagna veneta.
Il Nevegal è la prova che un futuro per la montagna, anche in un clima che cambia, non solo è possibile, ma può essere anche più sostenibile e autentico. Il nostro lavoro è una dimostrazione concreta che la resilienza non è un’illusione, ma una strategia basata su innovazione, efficienza e profondo rispetto per l’ambiente e la comunità che ci circonda.
Riccardo Ravagnan — Geologo e meteorologo sportivo, cofondatore di Nevegal Life Srl (Gruppo We Love Nevegal). Specializzato in tecnologie weather data-driven e strategie per la resilienza climatica.
