
Sedico, 25 luglio 2025 – E’ stato inaugurato ieri a Villa Zuppani in via Pasa a Sedico il Cras, Centro di recupero animali selvatici della Provincia di Belluno. La struttura è attiva dal 1° gennaio 2025. A seguito dell’accordo di collaborazione di cui alla DGR n° 501 del 6 maggio 2024, durante la seconda metà dell’anno 2024, sono iniziati i lavori di manutenzione ordinaria necessari a ripristinare il Cras che risultava inattivo da circa 6 anni. I lavori sono stati effettuati direttamente dall’Agenzia veneta per l’Innovazione nel settore primario con il supporto di alcune ditte specializzate. I lavori hanno avuto come oggetto alcune manutenzioni e ripristini delle strutture presenti presso il sito di Villa Zuppani. In particolare si sono rese funzionali le recinzioni, le voliere, le palizzate in legno, la struttura adibita a magazzino/deposito. Si è proceduto inoltre al completo recupero delle aree verdi e delle aree boscate.
Il finanziamento relativo all’annualità 2024 è stato puntualmente rendicontato alla Regione del Veneto, come di seguito specificato:
Convenzione Provincia di Treviso per custodia fauna selvatica in difficoltà, € 4.800,00
Ripristino utenze Cras Villa Zuppani, € 1.065,67
Messa a norma impianto idraulico ed elettrico, € 10.000,00
Manutenzione ordinaria fabbricati, € 9.109,74
Contributo all’Agenzia veneta per l’Innovazione nel settore primario per lavori di manutenzione ordinaria Cras, € 20.200,00
Fornitura tabelle e reti, € 2217,96
Materiale per recupero fauna selvatica € 9.582,04
Imposte e bolli, € 65,00
Totale impegni per Cras anno 2024 € 57.040,41 (di cui € 50.000,00 a carico Regione del Veneto e € 7.040,41 a carico Provincia di Belluno)
Dal 01 gennaio 2025 le attività di ricovero e recupero della fauna in difficoltà sono svolte, per la Provincia di Belluno, presso il Cras di “Villa Zuppani”. Nella fase di primo avvio prosegue la collaborazione con il Cras di Treviso anche allo scopo di acquisire il know how gestionale: nei primi mesi del 2025 sono stati conferiti al Cras di Treviso 10 esemplari di volatili.
Il Cras di “Villa Zuppani”, nel corso del 2025 (al 24 luglio), ha preso in carico 87 esemplari, di questi 24 sono stati già liberati.
In materia di ungulati invece, nello stesso periodo, sono stati soccorsi e presi in carico sei capi giovani.
I Cras
I centri di recupero per la fauna selvatica hanno l’obiettivo primario di curare e recuperare gli animali trovati feriti o in difficoltà e restituirli alla libertà; questo contributo alla conservazione della fauna può essere rilevante in particolare per individui appartenenti a specie di alto valore ecologico e naturalistico.
In seguito, quando viene completato il percorso di recupero, l’animale viene nuovamente liberato in natura, se possibile nella stessa zona in cui è stato recuperato.
Se invece l’animale non può più tornare in libertà, viene tenuto presso il CRAS o destinato ad altri centri di recupero.
Le principali attività legate al recupero della fauna selvatica sono:
• le attività di recupero del selvatico sull’intero territorio provinciale che, in base alla normativa vigente, sono di competenza del Corpo di Polizia Provinciale;
• le attività di cura e recupero del selvatico presso la struttura del CRAS di Villa Zuppani che sono delegate alla struttura dell’Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario.
Attività di recupero della fauna selvatica
In base alla normativa vigente, gli animali selvatici in difficoltà (ad esempio perché feriti o debilitati) vengono presi in carico dagli agenti del Corpo di Polizia Provinciale.
Attualmente, in Provincia di Belluno, il Corpo di Polizia Provinciale è composto da 27 unità, una con mansioni amministrative, un comandante, un vice comandante, due ufficiali, un tecnico e 21 fra istruttori ed agenti.
Indicazioni operative della Polizia Provinciale in merito al recupero della fauna selvatica in difficoltà o in caso di incidente stradale.
Il servizio svolto dalla Polizia Provinciale, nell’arco della settimana, per il recupero della fauna selvatica morta o in difficoltà, in particolare nei casi di incidenti stradali, si svolge con le seguenti modalità.
Nelle ore diurne negli orari previsti del centralino del CPP al numero 0437-959227:
dal lunedì al venerdì dalle 08,30 alle 12,30;
il martedì e giovedì dalle 15,00 alle 17,00.
I giorni dal lunedì al venerdì almeno una pattuglia del CPP è presente sul territorio provinciale ed è contattabile da tutte le forze dell’ordine, con i seguenti orari:
6.00-12.00 e 13.00-19.00
Il sabato e la domenica il servizio è garantito dalle 06,30 alle 12,30, una delle pattuglie individuata tra quelle in servizio fornisce a tutti i numeri di emergenza ( 112, 113, 115,118) il numero di cellulare di servizio per eventuali recuperi.
In altri orari, se si tratta di un’urgenza, si possono chiamare le altre forze dell’ordine, che si metteranno in contatto con il personale provinciale reperibile più vicino.
Nelle varie fattispecie di recupero, gli agenti seguono il protocollo operativo per gli interventi su fauna selvatica (ungulati) in difficoltà a tutela del benessere animale ( atto del presidente n. 158 del 20/10/2021), consegnando l’eventuale carcassa del selvatico alla Riserva Alpina di Caccia come previsto l’art. 10 “destinazione della fauna selvatica” al comma 2 del Regolamento Provinciale per la disciplina della caccia nelle Riserve Alpine della Provincia di Belluno approvato con delibera Consiglio Provinciale n. 52/461 del 06 maggio 1994 modificato con D.C.P. n. 7 del 26/02/2019.
Se il selvatico non fa parte delle specie indicate nel protocollo operativo e le condizioni sanitarie lo permettono lo stesso viene conferiti presso il CRAS di Sedico dopo il parere del veterinario convenzionato.
La collaborazione con il mondo venatorio
L’art. 19 della L. n. 157/92, che consente alle regioni il controllo delle specie di fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia e nei giorni di silenzio venatorio e nei periodi di divieto, con la recente modifica, ha introdotto anche la … tutela della pubblica incolumità e della sicurezza stradale..
Consideriamo che il suddetto art. 19 della L. n. 157/92 prevede altresì che le attività di controllo non costituiscono attività venatoria e possono essere svolte dai cacciatori iscritti nei comprensori alpini delle aree interessate, previa frequenza di corsi di formazione autorizzati dagli organi competenti a livello regionale e sono coordinati dagli agenti dei corpi di polizia provinciale.
La Provincia di Belluno ha sviluppato una collaborazione con le RAC al fine di consentire il recupero degli ungulati in difficoltà da personale formato e facente parte delle Riserve alpine di caccia territorialmente competenti, i quali devono aver superato un corso che fornisce disposizioni precise in merito alle modalità di intervento. Questi operatori intervengono solo nei casi di ungulati che fanno parte delle specie cacciabili, non intervengono quindi su tutte le altre specie.
Le attività di cura e recupero del Cras Villa Zuppani
Con la DGR n° 501 del 06/05/2024 la Regione del Veneto ha approvato l’Accordo di collaborazione con la Provincia di Belluno e l’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario per la realizzazione e la gestione di un centro di recupero della fauna selvatica in difficoltà nel territorio provinciale di Belluno.
Questo accordo prevede che la gestione operativa del CRAS sia delegata all’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario.
In particolare l’Agenzia dovrà:
Manutenzione ordinaria di tutte le aree del CRAS, sfalcio del verde, manutenzione delle siepi, manutenzione delle recinzioni.
Eventuali interventi di manutenzione straordinaria,
Custodia giornaliera dei selvatici
Tutta l’attività veterinaria, direzione sanitaria, gestione dei farmaci, triage veterinario nelle fasi di recupero, ingresso alla struttura e rilascio in natura, terapie mediche e chirurgiche, il veterinario dovrà garantire anche la reperibilità telefonica a servizio delle azioni di recupero.
Per tutte queste attività la Regione del Veneto ha previsto, con la DGR n. 500 del 6 maggio 2024, un contributo annuo pari a 50.000,00€.
