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Spedizione Phandambiri: alpinismo e aiuto umanitario nel cuore del Mozambico

Parete ovest del Phandambiri

Un’ambiziosa spedizione è pronta a partire alla volta del Mozambico, con un duplice obiettivo: realizzare la prima salita del massiccio inviolato del Phandambiri e fornire supporto concreto alle comunità locali. Il progetto, denominato “Phandambiri”, combina l’ardore alpinistico con una profonda finalità umanitaria, puntando a lasciare un’eredità positiva nel territorio.

 

Il fascino inviolato del Phandambiri

Il Phandambiri è un imponente massiccio roccioso di granito, situato all’interno di una riserva di 38.000 ettari di savana nel distretto di Macossa, provincia di Manica, in Mozambico. Dopo attente ricognizioni e valutazioni in loco, il monte è risultato completamente inviolato, offrendo un’opportunità unica per gli alpinisti. Due le pareti particolarmente interessanti: una sul versante est, più verticale e alta circa 850 metri, e l’altra sul versante ovest, meno ripida ma caratterizzata da placche lisce. A completare il quadro, un satellite con una parete ovest di circa 200 metri, ripida e con un sistema di strapiombi.

L’accesso al Phandambiri è una vera e propria sfida logistica. Il monte dista due giorni di auto da Beira, la seconda città del Mozambico, ed è raggiungibile solo con veicoli 4×4 nella prima parte del viaggio e fuoristrada da deserto una volta addentrati nella savana. Il villaggio più vicino è Zembe, un insediamento diffuso di capanne prive di corrente elettrica e acqua, mentre il posto amministrativo di riferimento è Nhamanguawa, l’ultimo avamposto con energia elettrica, a circa tre ore di fuoristrada dal monte.

 

Una duplice missione: alpinismo e solidarietà

La spedizione “Phandambiri” non è solo una conquista alpinistica, ma un vero e proprio progetto di cooperazione. L’aspetto alpinistico prevede la prima salita del monte, mentre sul fronte umanitario l’obiettivo è fornire materiali e tecnologie per la vita quotidiana delle comunità locali, come pannelli solari e generatori per l’energia elettrica.

Fondamentale per gli aspetti logistici e le finalità umanitarie è il supporto di Anna Mazzolini, Urban Governance Expert presso UN-HABITAT, specializzata in progetti di recupero urbanistico in Mozambico. La sua profonda conoscenza del territorio e i suoi consolidati contatti con le autorità locali, le amministrazioni e i capi tribali, sono cruciali per la gestione delle complesse dinamiche burocratiche e relazionali.

Nel luglio 2024, Manrico Dell’Agnola e Antonella Giacomini hanno effettuato una ricognizione esplorativa preliminare. Questo viaggio ha permesso di raccogliere dati essenziali sul monte e di intessere le prime relazioni con le popolazioni che verranno coinvolte nella spedizione. Grazie alla mediazione di Anna Mazzolini e di una guida locale, è stato possibile interagire positivamente con le autorità amministrative e tradizionali, ottenendo il permesso di ispezionare la parete Ovest e di pianificare la tracciatura di un sentiero per raggiungere anche la parete Nord/Est.

 

Logistica, comunicazione e supporto

La spedizione si svolgerà nel periodo secco e più fresco del Mozambico, indicativamente da metà luglio a metà agosto, per garantire le migliori condizioni climatiche.

Un dettagliato piano di comunicazione accompagnerà l’intera spedizione. Saranno utilizzati i social media (pagine Facebook “Verso il Phandambiri” e Instagram “Phandambiri” sono già attive), e verranno prodotti articoli per riviste cartacee e online. Media Partner del progetto è @loscarponecai.

Manrico Dell’Agnola, oltre ad essere un alpinista di fama, curerà la regia di un docu-film con l’intento di partecipare a festival di settore. Questo film non sarà solo un racconto alpinistico-esplorativo, ma avrà anche un forte contenuto antropologico, narrando l’avventura umana, la cultura delle popolazioni locali e gli scambi avvenuti. Verrà inoltre prodotto materiale fotografico e filmico di interesse aziendale, e verranno organizzate serate di presentazione.

La spedizione è patrocinata e sostenuta dal Club Alpino Italiano (CAI), dal CAI Accademico e dal Lions Club Rovereto “Fortunato Depero”. Un importante supporto logistico è garantito anche dalla Cooperazione Italiana in Mozambico.

 

Le finalità umanitarie

Le finalità umanitarie del progetto “Phandambiri” sono state attentamente valutate e condivise con le autorità locali. L’obiettivo è lasciare un impatto duraturo e positivo, focalizzandosi su:

  • Realizzazione di presidi di energia elettrica e illuminazione: Attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici, generatori e impianti luce utilizzati dalla spedizione e che verranno lasciati in loco.
  • Creazione di un luogo protetto per i bambini: Lasciando le tende “zanzariera” utilizzate al campo base, si doterà il villaggio di uno spazio sicuro per i più piccoli, libero da insetti.
  • Valutazione per un futuro sistema di potabilizzazione dell’acqua: Per migliorare le condizioni igienico-sanitarie della popolazione.
  • Sensibilizzazione al rispetto del territorio: In particolare per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti.
  • Valorizzazione della cultura locale.
  • Riflessione sull’indotto dell’arrampicata: Valutare con la popolazione locale il potenziale dell’arrampicata come mezzo di promozione del territorio e fonte di crescita, nel rispetto dell’ambiente e della loro cultura.
  • Avvicinamento dei giovani all’arrampicata: Favorire la formazione di “accompagnatori” e futuri arrampicatori locali.
  • Promozione del sito: Diffondere materiale informativo per incentivare la frequentazione del luogo da parte di altri alpinisti.

 

Il team 

La spedizione è composta da un team di esperti e appassionati:

  • Antonella Giacomini: Alpinista, viaggiatrice esplorativa, giornalista-pubblicista e autrice, curerà la comunicazione.
  • Anna Mazzolini: Coordinerà gli aspetti logistici pre-spedizione, i contatti con la popolazione locale e gli enti amministrativi, e seguirà la spedizione fino all’arrivo al campo base.
  • Manrico Dell’Agnola: Alpinista Accademico del CAI e membro del GISM, fotografo, filmaker di fama e scrittore, curerà tutto il materiale per la realizzazione del docu-film.
  • Maurizio Giordani: Guida alpina, Accademico del CAI, alpinista, viaggiatore esplorativo e scrittore.
  • Nancy Paoletto: Alpinista e viaggiatrice esplorativa, curerà la logistica.
  • Mirco Grasso: Forte arrampicatore, alpinista e Accademico del CAI.
  • Samuele Mazzolini: Ingegnere elettronico, forte arrampicatore e alpinista, Accademico del CAI.
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