HomeArte, Cultura, Spettacoli, ScienzaAppuntamenti, EventiAlpago: mostra per i 150 anni dalla nascita di Pieretto Bianco

Alpago: mostra per i 150 anni dalla nascita di Pieretto Bianco

Doppia inaugurazione: venerdì 25 luglio a Pieve d’Alpago, ore 18.30, e domenica 27 luglio a Puos d’Alpago, ore 17.00. Presentato il volume-guida alla mostra

Belluno, 19 luglio 2025 – Il Comune di Alpago ha presentato ieri a Palazzo Reviviscar le due iniziative culturali dedicate alla carriera internazionale di Pietro Bortoluzzi, detto Pieretto Bianco (Trieste, 1875 – Bologna, 1937), pittore e scenografo. Si tratta di un’importante iniziativa culturale in occasione del 150° anniversario dalla nascita dell’artista, di padre nativo di Tignes, frazione di questo Comune, e di cui sono stati restaurati per l’occasione i sette grandi dipinti del Palazzo Municipale di Puos d’Alpago eseguiti per la Biennale di Venezia del 1912.

Pieretto Bianco. Dipinti, disegni, scenografie. A 150 anni dalla nascita. Esposizione a cura di Enrico Lucchese
Venerdì 25 luglio alle ore 18.30 si terrà presso il Palazzo Municipale di Pieve d’Alpago l’inaugurazione della mostra organizzata dall’Ufficio Cultura in collaborazione con la Biblioteca Civica di Pieve d’Alpago e curata dal prof. Enrico Lucchese dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Saranno esposti assieme per la prima volta dipinti, disegni, fotografie e volumi d’epoca che illustreranno l’arte di Bianco, dagli inizi veneziani all’attività americana, dove fu scenografo e amico di Enrico Caruso, alla produzione pittorica e grafica degli anni dello studio a Roma. Si tratta di una cinquantina di opere provenienti da collezioni private e pubbliche, come la Biblioteca Civica e il Museo di Rovereto, e le raccolte del Comune di Alpago.
Il catalogo-guida informativa alla mostra è stato scritto dal curatore che nel 2013 è stato coautore della monografia sull’artista. La pubblicazione si avvale del patrocinio e del contributo economico di Confindustria Belluno Dolomiti, presso la cui sede a Palazzo Reviviscar è conservata una delle famose opere per la Biennale di Venezia, L’Arsenale di proprietà del Comune di Alpago, che si potrà visitare durante il periodo espositivo. Inoltre, il volume e la mostra di Pieve d’Alpago sono patrocinati dal Parlamento europeo, dalla Regione del Veneto, dalla Provincia di Belluno, dall’Unione Montana Alpago, dal Comune di Venezia, e da quelli di Trieste, Chies d’Alpago, Tambre e Ponte nelle Alpi, nel cui Municipio sarà accessibile ai visitatori della mostra Il Porto, un’altra tela del ciclo Il Risveglio di Venezia di Pieretto Bianco.

Inaugurazione della Sala Consiliare di Puos d’Alpago con il ritorno delle sette tele di Pieretto Bianco per la Biennale di Venezia del 1912
Domenica 27 luglio alle ore 17.00 al Palazzo Municipale di Puos d’Alpago saranno presentati i ‘teleri’ della Collezione civica dopo il complesso lavoro conservativo iniziato nel 2004 a cura della restauratrice Mariangela Mattia. La cittadinanza e gli appassionati sono invitati al taglio del nastro nella Sala Consiliare, rinnovata su progetto dell’architetto Alberto Alpago Novello con il coordinamento dell’Area Lavori Pubblici, pronta a ospitare le sette opere eseguite da Bianco per il ciclo Il Risveglio di Venezia, che rimarranno lì esposte permanentemente con il corredo di pannelli informativi fissi.

La mostra Pieretto Bianco. Dipinti, disegni, scenografie. A 150 anni dalla nascita sarà visitabile presso il Palazzo Municipale di Pieve d’Alpago e quello di Puos d’Alpago dal 25 luglio al 28 settembre 2025, con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì 10.00-12.00; lunedì, martedì e giovedì 15.00-17.00; sabato-domenica e festivi 15.00-18.00 (solo a Pieve d’Alpago). È possibile, inoltre, visitare le opere a Palazzo Reviviscar a Belluno e presso il Comune di Ponte nelle Alpi previa prenotazione al tel. 0437/ 478086 int.1 o scrivendo una mail a anagrafe@comunealpago.bl.it . Maggiori informazioni sono disponibili sui canali social del Comune di Alpago. Ingresso libero. La cittadinanza tutta è invitata.

Il Sindaco del Comune di Alpago, Alberto Peterle:
“Realizzare questa mostra è di certo un importante traguardo culturale per la nostra Amministrazione. Durante lo scorso anno abbiamo unito le forze, sostenuto la motivazione, ricercato la professionalità ed oggi siamo qui alle porte dell’inaugurazione, pronti a presentarla alla cittadinanza. Il mio più sentito ringraziamento va a Confindustria Belluno Dolomiti ed al Comune di Ponte nelle Alpi e a quanti hanno reso possibile il progetto; un apprezzamento speciale è rivolto al curatore professor Enrico Lucchese, all’artista Andrés David Carrara, alla restauratrice Mariangela Mattia, all’architetto Alberto Alpago Novello e agli uffici comunali, i quali hanno lavorato con passione e dedizione per la realizzazione di questa importante iniziativa di alto livello. L’auspicio è che il catalogo che oggi presentiamo possa simboleggiare uno strumento di crescita culturale e di consapevolezza artistica per tutta la comunità, contribuendo a mantenere vivo il ricordo e l’eredità di Pieretto Bianco, grande artista del nostro tempo, che accogliamo nuovamente, dopo 150 anni, nella nostra Comunità”.

Il Consigliere delegato alla Cultura, Alessandro De Nardi:
“Sono molto lieto che, in occasione del 150 anniversario dalla nascita di Pieretto Bianco, si sia riusciti a realizzare una mostra su due sedi, nei municipi di Pieve d’Alpago e Puos d’Alpago, per ricordare e valorizzare un artista di notevoli capacità artistiche. Eventi come questo ci mostrano quanto il nostro territorio sia ricco di importanti figure che hanno operato nel campo artistico e culturale a livello anche internazionale, e spetta a noi tutti conoscerle e farle conoscere sia a chi abita nei nostri paesi sia a chi viene a farci visita. La collaborazione con altri enti, come il Comune di Ponte nelle Alpi e Confindustria Belluno Dolomiti ci fa capire che unendo le forze si possono realizzare progetti importanti anche a livello culturale. Mi unisco ai ringraziamenti del sindaco a quanti hanno lavorato e prestato le opere per la realizzazione della mostra e del catalogo-guida che accompagna l’evento.”

La Consigliera delegata alle Politiche europee, Elisabetta Bortoluzzi:
“Sono molto felice e soddisfatta per l’ottenimento dell’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo che certifica il valore culturale della Mostra dedicata a Pieretto Bianco, le cui opere si inseriscono nel panorama culturale nazionale ed internazionale del XX secolo. Ricordiamo anche solo alcuni dei numerosi successi artistici di Pieretto Bianco all’estero, documentati dall’esposizione delle sue opere a San Francisco, New York, Cuba, e in Europa, a Madrid, Parigi, e soprattutto in Germania. L’arte è un linguaggio universale che unisce i popoli e che non conosce confini geografici; in tal senso l’opera di Pieretto Bianco ha sicuramente contribuito alla creazione del patrimonio culturale ed artistico europeo del XX secolo. L’ottenimento dell’Alto Patrocinio del Parlamento europeo ne riconosce e ne dimostra la sua grandezza artistica che ha saputo parlare a uomini e donne di lingue e paesi diversi, ma tutti accomunati dagli stessi desideri e affascinati dalla bellezza, che sola salverà il mondo, come profetizzava Fëdor Dostoevskij”.

La Vice Presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Laura Trevisson:
“Sostenere la mostra dedicata a Pieretto Bianco, in occasione dei 150 anni dalla sua nascita, significa valorizzare una figura di spicco del nostro patrimonio culturale, ma anche investire con visione nel futuro del territorio. Un contesto culturalmente dinamico è infatti più aperto all’innovazione, più attrattivo e competitivo. Per questo, come Confindustria Belluno Dolomiti, continueremo a promuovere progetti come questo, perché dove c’è cultura, c’è impresa. E dove c’è impresa, c’è futuro.”

Il Curatore della mostra, Professore Enrico Lucchese:
“Pietro Bortoluzzi detto Pieretto Bianco è stato un protagonista delle prime Biennali veneziane della Belle époque, soggiornando più volte a Parigi per aggiornare una pittura che non poteva rinunciare alle isole della laguna veneta, alle sue genti, alle sue atmosfere: il ciclo del Risveglio di Venezia per la Biennale del 1912 celebra la ricostruzione del campanile di San Marco e la vita moderna del porto e dell’arsenale. Dopo la partecipazione al clima della Secessione romana e la decorazione a mosaico della Cappella Doria Pamphilj sul Gianicolo, Pieretto Bianco si trasferisce allo scoppio della Grande Guerra negli Stati Uniti, trovando il successo come scenografo teatrale al Metropolitan Opera House di New York. In quella metropoli stringe amicizia con il grande tenore Enrico Caruso che segue a Cuba. Rientrato a Roma, dove ha il suo studio in via Flaminia, nel 1926 viene chiamato a decorare la Sala del Consiglio Superiore della Marina, continuando a esporre in Italia così come all’estero e a creare scenografie e figurini per spettacoli lirici alla Scala di Milano, all’Opera di Roma e negli altri teatri nazionali. Senza mai essere d’avanguardia Pieretto Bianco è riuscito a dare un contributo personale all’arte del suo tempo: Carlo Carrà ne apprezzava “l’innato gusto decorativo, talvolta aspro ma non mai senza ragione”, e l’originale “immediatezza”, in cui “gli elementi oggettivi […] si interiorizzano e acquistano l’impronta di una sentita evocazione”.

La Restauratrice Mariangela Mattia:
“La pennellata di Pieretto Bianco è potente e carica di materia, la sua capacità di costruire questi dipinti sviluppandoli in cinque metri di altezza, stupendo per chi li guarda, è magistrale e ricca delle suggestioni che un grande scenografo sa far scaturire. Mi auguro che in futuro questo ciclo, custodito con tanta attenzione dal Comune di Alpago, possa essere valorizzato anche nel formato intero di ciascun dipinto”.

L’Architetto Alberto Alpago Novello:
“Il progetto intende conservare l’impostazione della sala così come disegnata e progettata in occasione del primo allestimento degli anni ottanta del secolo scorso. Tuttavia, per valorizzare maggiormente le tele esposte e considerando anche l’incremento previsto delle opere (da 4 come erano negli anni ottanta a 7), si intende procedere con una ricollocazione complessiva che porti ad una semplificazione degli elementi di arredo esistenti per dare maggior valore alle opere d’arte dell’artista Pieretto Bianco. Altro aspetto importante è garantire la conservazione dei dipinti e in tal senso sono stati studiati diversi accorgimenti in grado di consentirne la tutela e valorizzazione”.

Biografia sintetica di Pieretto Bianco
Di seguito si riportano alcune note biografiche, redatte dall’Area Servizi ai Cittadini – Ufficio Cultura del Comune di Alpago, che delineano e declinano le particolari qualità dell’artista nel panorama culturale nazionale ed internazionale del primo trentennio del XX secolo:

I volti degli uomini e delle donne, le tipiche case della borgata, i chiaroscuri dell’aspra montagna di Tignes sullo scorcio conclusivo dell’Ottocento e nel primo trentennio del Novecento popolarono sempre l’orizzonte artistico di Pietro Bortoluzzi, più noto come Pieretto Bianco, pittore nato a Trieste il 28 agosto del 1875 da una famiglia originaria di Tignes. Trascorsi i primi anni di vita in Alpago, appena dodicenne Pieretto, unitamente alla famiglia, si trasferì a Venezia dove, scoprendosi pittore, si diede con impegno a studiare, da autodidatta, l’opera del Tintoretto e del Tiepolo. Imboccata la strada dell’arte, non mancò nei primi tempi di tornare nell’amata Pieve d’Alpago, lasciandovi traccia della propria attività, effigiando una mucca sulla facciata della latteria di Tignes, dove, in un’antica casa, si conservava sino a qualche anno fa il suo primo quadro “Vecchio Suonatore”. Più tardi, tanto radi sarebbero stati i ritorni in Alpago, quanto straordinari i successi artistici a Venezia, a Roma, a San Francisco dove decorò il padiglione italiano dell’Esposizione (era l’anno 1915). Nel 1916 a New York fu assunto quale scenografo ufficiale del Metropolitan Opera House ed in quella veste conobbe il grande tenore Enrico Caruso, diventandone amico e ritraendolo in un’opera mirabile. Nel 1920 insieme a Caruso raggiunse l’isola di Cuba dove gli furono tributati grandi onori e vide esaltata la propria opera pittorica. Tornato in Italia nel 1926, si stabilì a Roma, lavorando come scenografo, e nel 1927-1928 venne incaricato di decorare con grandi tele i saloni del Consiglio Superiore della Marina. Negli anni Trenta raggiunse l’apice del successo, con mostre in Italia ed all’estero, soprattutto in Germania; nel 1937, mentre preparava a Genova una “personale”, si ferì al collo e fu costretto a ricoverarsi presso l’Ospedale Rizzoli di Bologna dove, a causa di una polmonite, spirò il 7 marzo del 1937.

Tra le pubblicazioni rilevanti per la presente iniziativa, si ricorda: E. Lucchese, Il Risveglio ritrovato. I modelli di Pieretto Bianco per la Biennale di Venezia del 1912, Bologna My Monkey edizioni, 2022, ISBN: 9791281023031.