
Vicenza, 13 luglio 2025 – Oggi pomeriggio, le strade di Vicenza vedranno i colori e le voci del pride studentesco, un evento che va oltre la semplice celebrazione, affermandosi come una potente dichiarazione politica e sociale. Con partenza da Piazza Matteotti alle 17:00, la manifestazione, organizzata da realtà studentesche vicentine come il Collettivo Randage, Rete Studenti Medi Vicenza e il Collettivo Luna Rossa, ha attraversato il cuore della città sotto lo slogan “Identità dissidenti, corpi resistenti”.
L’obiettivo è quello di portare avanti le rivendicazioni della comunità studentesca LGBTQIA+ locale e riaffermare il carattere politico e di resistenza del Pride, riappropriandosi degli spazi pubblici con un messaggio di liberazione e lotta intersezionale.
Un pride politico e intersezionale
Il documento politico alla base della manifestazione traccia una rotta decisa. Non si tratta di un pride che si limita a chiedere inclusione, ma che si fa carico di tutte le lotte contro l’oppressione. Un punto fermo è la solidarietà al popolo palestinese e il netto rifiuto di ogni forma di “rainbow washing” e di strumentalizzazione capitalista. A livello locale, il pride contesta apertamente il concetto di “sicurezza” inteso come repressione, rivendicando invece una sicurezza sociale fondata su diritti fondamentali come la casa, la salute e il reddito.
Tra le principali rivendicazioni spiccano la lotta alle politiche transfobiche del governo, la richiesta di spazi sicuri e strumenti come le carriere alias nelle scuole, e l’introduzione di un’ educazione sessuoaffettiva obbligatoria e transfemminista come strumento cardine contro l’odio e la discriminazione.
Identità dissidenti, corpi resistenti: il cuore della lotta
Gli organizzatori spiegano il significato profondo dello slogan scelto: ” ‘Identità dissidenti’ perché rifiutiamo di essere messi a tacere, normalizzati o assimilati da una società che ci vorrebbe invisibili o conformi alle sue norme eterocispatriarcali. La nostra è una dissidenza attiva contro le etichette che svuotano le nostre battaglie, contro le narrazioni d’odio del governo e contro un sistema che isola le lotte invece di unirle”.
E aggiungono: “‘Corpi resistenti’ perché esistiamo e ci opponiamo con la nostra presenza fisica nelle strade, riempiendo di vita la città. I nostri corpi sono un atto politico di resistenza contro la violenza, la discriminazione e le politiche che cercano di controllare le nostre vite, dal diritto alla salute a quello sull’autodeterminazione, come il rispetto della legge 194. Non siamo qui per chiedere il permesso di esistere, ma per pretendere una liberazione totale. Lottiamo per un futuro che sia intersezionale, antifascista e libero dalle logiche del profitto e del patriarcato”.
Un pride sociale
Il Collettivo Randage, collettivo transfemminista vicentino e tra gli organizzatori, sottolinea l’importanza di un Pride annuale in città: “Non si possono lasciare spazi vuoti per chi vorrebbe silenziarci. Il Pride è la manifestazione dove i diritti lgbt e le lotte sociali si intersecano, si fondono, creando una vera e propria onda di rumore che irrompe su chi cerca di bollare il Pride come una carnevalata.”
Il collettivo evidenzia come la comunità LGBTQIA+ abbia storicamente conosciuto l’emarginazione, la ghettizzazione e la povertà, ponendosi quindi in prima linea per difendere chiunque sia lasciato solo. “Le Randage vogliono un Pride sociale, un Pride che vive nella consapevolezza degli avvenimenti contemporanei, che non sia un comparto stagno, ma che sappia parlare dei problemi del nostro tempo, perché le persone lgbt non sono aliene che vivono cieche senza nessuna consapevolezza critica del mondo, ma persone attive nelle comunità locali.”
Gli studenti e le studentesse si schierano apertamente contro la retorica populista delle “Zone rosse”, che frammenta il tessuto sociale, e definiscono la vera sicurezza come l’accesso a una casa, la possibilità di arrivare a fine mese, la libertà di autodeterminazione sul proprio corpo (con il rispetto della legge 194), il diritto alla salute, un’educazione scolastica di qualità, e la libertà di vivere in una città che salvaguardia l’ambiente e il territorio.
I collettivi studenteschi invitano tutte le persone che si riconoscono in questi valori a scendere in piazza al fianco della comunità LGBTQIA+. Il percorso della manifestazione si snoderà nel centro storico, per poi concludersi al Bar Smeraldo con un “after Pride”, animato da DJSET e tanta voglia di ballare in un ambiente inclusivo e senza giudizi.


