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Palazzo Rosso: opposizioni compatte denunciano metodi autoritari e mancanza di dialogo

Palazzo Rosso, sede dell’Amministrazione comunale di Belluno

Belluno, 4 luglio 2025 – Un fronte unito delle opposizioni comunali di Belluno ha tenuto ieri una conferenza stampa per lanciare un messaggio forte contro quello che definiscono un “clima sempre più pesante” e metodi “autoritari” all’interno dell’aula consiliare. L’iniziativa segue il turbolento Consiglio comunale di lunedì 30 giugno, culminato con l’abbandono dell’aula da parte delle minoranze.

La denuncia delle opposizioni non riguarda solo il merito delle singole questioni amministrative, ma si concentra soprattutto sulla mancanza di condivisione e volontà collaborativa da parte della maggioranza. Lucia Olivotto, capogruppo di “Insieme per Belluno Bene Comune”, affiancata dai colleghi Bettiol e Nicolini, ha puntato il dito sul metodo.

Da “Trillo” a Gaza: le questioni aperte
Tra i temi caldi discussi, spicca il bilancio del trasporto a chiamata “Trillo”, sollevato da Teresa Cassol del PD. Nonostante un anno di sperimentazione e gli utili milionari dichiarati da Dolomiti Bus, il servizio continua a lasciare scoperte intere zone e fasce orarie. Le opposizioni lamentano l’incapacità o la riluttanza del Comune a intervenire, suggerendo che le direttive a favore del trasporto a chiamata provengano direttamente dalla Regione.

Tuttavia, il punto di rottura più evidente è stato l’ordine del giorno unitario delle opposizioni su Gaza, presentato un mese fa. A fronte di una dimostrata volontà collaborativa delle minoranze su altri temi – come il benessere animale e le misure per la trattativa con Terna sull’elettrodotto, per i quali si è giunti a un voto condiviso – la maggioranza ha scelto di presentare un proprio testo di tenore opposto, senza alcun preavviso né tentativo di mediazione.

Abbandono dell’aula e incoerenze politiche
Questa mossa ha portato le minoranze a non votare il nuovo documento e ad abbandonare l’aula, un gesto che richiama quello di molti esponenti dell’attuale maggioranza nel 2020. Ilenia Bavasso di IPBBC ha sottolineato l’incoerenza, evidenziando come coloro che all’epoca esibirono striscioni vietati dal regolamento, oggi abbiano applaudito e irriso l’uscita delle minoranze.

Questo episodio ha innescato una reazione da parte del consigliere Vignato, che si è immediatamente scusato per il suo gesto. Tuttavia, le opposizioni non hanno mancato di rimarcare la difficoltà di accettare “lezioni di correttezza e bon ton istituzionale” da chi si è distinto in passato per “irrispettosa volgarità”.

Francesco Rasera Berna di IPBBC ha espresso il rammarico per aver percepito da parte della maggioranza “molta più attenzione per gli animali di compagnia che per i bambini di Gaza”, una dichiarazione che sottolinea la profondità del divario ideologico.

Questioni sottotraccia: Warhol e Culture Link
A chiudere il quadro, Marco Perale di IPBBC ha evidenziato non solo quanto accaduto, ma anche quanto non è stato discusso in aula. Nessuna menzione è stata fatta della mostra di Andy Warhol, mai passata in Commissione Terza, né del presunto collasso del progetto “Culture Link”. Quest’ultimo, un tempo “fiore all’occhiello” del primo anno dell’amministrazione De Pellegrin e finanziato da Fondazione Cariverona e Cortina Banca, starebbe ora “appassendo velocemente” con la fuga di molti partner aderenti.

La conferenza stampa delle opposizioni dipinge un quadro di crescente tensione politica a Belluno, dove il dialogo e la ricerca di soluzioni condivise sembrano lasciare il posto a scontri su metodo e visione politica.

 

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