
Il tema dell’autonomia e dello sviluppo delle aree montane, dopo anni di un nulla di fatto, è tornato al centro del dibattito politico, con particolare riferimento alla Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI). Andrea De Bernardin, segretario provinciale della Lega, solleva un’interrogativo cruciale: “Perché la montagna non fa squadra a favore dell’autonomia?”
La SNAI, lanciata nel 2013 con l’obiettivo di rivitalizzare le aree interne del Paese, viene ora definita un “fallimento” da De Bernardin, che ne critica la gestione, attribuendone la responsabilità, in parte, alle amministrazioni di sinistra. A distanza di dodici anni, solo il 10% dei fondi stanziati sarebbero stati spesi, una percentuale “condivisa anche con le vicine e già ricche ‘Autonomie Speciali'”.
Il segretario provinciale della Lega esprime perplessità riguardo alla posizione di alcuni esponenti politici bellunesi di Forza Italia e Alleanza Verdi Sinistra, i quali si sarebbero schierati contro il Governo Meloni a favore di quella che De Bernardin definisce una “cura palliativa” che non avrebbe portato benefici alla Provincia di Belluno. L’idea che ci siano “tagli” alla SNAI viene accolta con favore se questi significano “tagli agli sprechi di certe zone d’Italia”.
De Bernardin concorda con l’assessore Caner sul fatto che eventuali tagli possano avere ripercussioni sui territori. Tuttavia, sottolinea che il problema della provincia di Belluno non è la mancanza di fondi, bensì l’impossibilità di spenderli a causa di normative nazionali che “imbavagliano” i territori a statuto ordinario. Un esempio lampante sono i trattamenti economici più vantaggiosi offerti dalle province autonome di Trento e Bolzano e dal Friuli-Venezia Giulia a medici, operatori sanitari e dipendenti pubblici, che spingono molti a migrare verso queste regioni.
Viene evidenziato come le uniche montagne italiane che registrano un aumento demografico siano quelle a Statuto Speciale (Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta), mentre le restanti aree montane italiane subiscono un inesorabile calo demografico. Da qui l’appello a perseguire, “tutti assieme, Partiti di Governo e non, Comuni montani in primis, l’obiettivo dell’Autonomia del Veneto”, un passo che faciliterebbe anche la valorizzazione delle “specificità” territoriali.
De Bernardin conclude affermando che la Lega ha sempre posto l’autonomia come propria priorità e “cavallo di battaglia”, a differenza di altri partiti che, a suo dire, preferiscono dare priorità a temi come lo Ius Scholae o lo Ius Soli.
