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Truffe online, l’Istat premia Belluno: “solo” +10%, la migliore in Italia. Male Verona e Veneto

Dai dati Istat, Il Sole 24 Ore e Confartigianato, Truffa.net conferma Belluno leader nella gestione della crescita truffe online.
Le truffe telematiche continuano a rappresentare una sfida crescente in Italia, posizionandosi come il secondo reato più denunciato dopo i furti. Nel 2023, le segnalazioni hanno superato quota 300.000, con un incremento del +10,3% rispetto all’anno precedente. Questo allarmante aumento è intrinsecamente legato alla pervasiva digitalizzazione del Paese, con oltre il 90% della popolazione ormai costantemente online. I dati emergono da un’elaborazione di Truffa.net su statistiche di Istat, Confartigianato e Il Sole 24 Ore.

Nel panorama nazionale delle truffe informatiche, l’analisi territoriale evidenzia un dato particolarmente incoraggiante per la provincia di Belluno. Pur figurando tra le prime 20 province per incidenza complessiva (678,58 denunce ogni 100.000 abitanti), Belluno si distingue nettamente per aver registrato la crescita più contenuta dei raggiri online, con un modesto aumento del 10% nel periodo 2019-2023.

POS. PROVINCIA INCIDENZA (/100K) CRESCITA % PUNTEGGIO COMBINATO
1 Livorno 645.14 140.4% 1.000
2 Rieti 659.93 129.7% 986
3 Monza e Brianza 530.38 127.7% 969
4 Verona 577.20 125.5% 965
5 Grosseto 648.67 116.6% 956
6 Lodi 495.15 116.8% 945
7 Firenze 737.83 107.5% 940
8 Arezzo 597.17 107.8% 934
9 Barletta-Andria-Trani 297.11 209.1% 922
10 Siena 633.10 35% 910

 

Questo dato la rende un esempio virtuoso in uno scenario nazionale di crescita a doppia cifra, ma anche sul piano locale, dove batte Verona quarta (+125,5%) e la media regionale, che vede il Veneto sistemarsi al quarto posto. Lo segnala la top ten delle regioni:
  1. Toscana
  2. Piemonte
  3. Lombardia
  4. Veneto
  5. Lazio
  6. Friuli-Venezia Giulia
  7. Liguria
  8. Emilia-Romagna
  9. Puglia
  10. Marche
Le modalità di raggiro più diffuse a livello nazionale continuano a essere il phishing, smishing e vishing, che rappresentano il 55% di tutte le denunce (oltre 160.000 casi). Seguono le truffe da marketplace con il 20% (60.000 casi), che sfruttano offerte online ingannevoli. La costante evoluzione di queste tecniche rende cruciale per i cittadini sviluppare una solida consapevolezza sui rischi digitali.
Nonostante l’incremento generale delle minacce, l’Italia mantiene una posizione di forza a livello globale in termini di preparazione alla cybersecurity, classificandosi quinta nel National Cyber Security Index. Il caso di Belluno rafforza l’idea che, pur di fronte a un’avanzata criminalità digitale, è possibile ottenere risultati positivi contenendo la crescita delle truffe. La sua esperienza può servire da modello per altre province nell’implementazione di strategie più efficaci per proteggere i cittadini in un’era sempre più connessa.
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