Belluno, 12 giugno 2025 – Una manifestazione silenziosa, ma potente nel messaggio, è in programma sabato 14 giugno alle ore 11.00 in Piazza dei Martiri a Belluno. “Belluno per Gaza” è il nome dell’iniziativa spontanea nata dal cuore e dalla coscienza civile di alcuni cittadini, senza alcun simbolo politico, bandiera o appartenenza ideologica. Un gesto semplice, un “esserci”, per dire no a quello che gli organizzatori definiscono senza mezzi termini un genocidio in corso nella Striscia di Gaza.
L’evento nasce dal desiderio di dare un segnale di solidarietà e consapevolezza davanti a una tragedia umanitaria di dimensioni spaventose. Secondo fonti delle Nazioni Unite, dal 7 ottobre 2023, oltre 60.000 persone sono morte e più di 115.000 sono rimaste ferite. Si stimano, però, numeri ben più alti, con oltre 300.000 vittime indirette dovute a ferite non curate, malnutrizione e mancanza di cure mediche basilari.
I promotori dell’iniziativa, tra cui Fabio Bristot e Francesco Vascellari, tengono a sottolineare il carattere assolutamente pacifico, apolitico e trasversale della manifestazione. “Non servono orazioni né discorsi ampollosi – si legge nella locandina – serve solo esserci silenziosamente. Spesso il silenzio fa più rumore delle grida”.
Una presa di posizione netta anche contro l’estremismo violento: viene condannato esplicitamente l’attacco del 7 ottobre da parte di Hamas, definito un atto terroristico, ma si denuncia con uguale forza la sproporzione e l’accanimento militare israeliano nei confronti della popolazione civile di Gaza. Le dichiarazioni di alcuni esponenti del governo Netanyahu – come il vanto di non lasciar entrare neanche “un chicco di grano” – sono considerate dai promotori la prova di un’intenzione di annientamento deliberato di un intero popolo.
Il richiamo alle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella appare come un’ancora di autorevolezza e sobrietà: “È inaccettabile il rifiuto di applicare le norme del diritto umanitario nei confronti dei cittadini di Gaza. Si impone, subito, il cessate il fuoco.”
L’appello finale è rivolto a tutti: essere presenti, condividere, mobilitare coscienze. Gli organizzatori chiedono collaborazione per mantenere il tono civile dell’iniziativa e respingono ogni forma di provocazione o comportamento che possa essere letto come antisemitismo. Non sarà ammesso nessun atteggiamento violento o offensivo.
Un ultimo invito è rivolto alla cura dello spazio pubblico, affinché la piazza venga lasciata pulita come è stata trovata: un gesto concreto, simbolo di civiltà e rispetto.
“Non è il momento di voltarsi altrove o di cercare alibi”, concludono i promotori. “Siamo di fronte al primo genocidio in live streaming. E il silenzio della piazza può ancora scuotere le coscienze.”


