
Belluno, 11 giugno 2025 – Un’indagine capillare per dare voce ai cittadini e trasformare le criticità in azione concreta: è questo lo spirito del convegno organizzato da Uil Veneto, intitolato “Dal sondaggio alle proposte – Analisi dei bisogni dei veneti”, svoltosi presso la sala Bianchi “Eliseo Dal Pont” di Belluno. Al centro della discussione, i risultati di un ampio sondaggio che ha coinvolto quasi 17.000 cittadini in tutto il Veneto e ben 1.883 solo nella provincia bellunese, di cui il 52,2% donne.
Il dato che emerge con più forza riguarda la sanità: il 29,2% degli intervistati a Belluno la considera il problema più urgente. A pesare maggiormente è la difficoltà nel rapporto con i medici di base, spesso inaccessibili telefonicamente o sovraccarichi di pazienti, tanto da spingere molti verso la sanità privata o, nei casi peggiori, a intasare i Pronto Soccorso con casi non urgenti (i cosiddetti codici bianchi). Un fenomeno che in Veneto ha raggiunto il 54%, il dato più alto tra le regioni italiane secondo l’Agenas.
“Molti medici si fanno in quattro per garantire un servizio dignitoso – ha sottolineato il segretario generale di Uil Veneto, Roberto Toigo – ma la montagna resta poco attrattiva per chi deve lavorarci. Servono interventi strutturali per garantire una sanità accessibile a tutti.”
Anche il tema delle case di riposo solleva preoccupazioni: le rette, con impegnativa di residenzialità, hanno ormai raggiunto i 2.000 euro mensili, con un incremento di 295 euro in un solo anno. Un costo insostenibile per molte famiglie.
Il secondo problema più sentito è il lavoro (28,3% delle risposte): precarietà, stipendi bassi e mancanza di contratti stabili sono le principali lamentele. “Solo una assunzione su dieci in Veneto è a tempo indeterminato – ha evidenziato Toigo – e questo deve farci riflettere”.
La coordinatrice Uil di Belluno, Sonia Bridda, ha posto l’accento sulle difficoltà dei giovani, stretti tra scarsa mobilità e lavori mal pagati: “In montagna – ha detto – il trasporto pubblico è limitato e impedisce a molti giovani di accedere a scuola, lavoro e formazione. Serve un investimento serio e diffuso nella rete dei trasporti, nella sicurezza e nella qualità dell’occupazione. I salari non sono in linea con il costo della vita. È tempo di un patto concreto tra imprese, pubblica amministrazione e sindacato”.
Sulla sanità, Bridda ha rilanciato: “È indispensabile rafforzare la medicina territoriale con Case di Comunità operative, investire sulla telemedicina e sull’assistenza domiciliare. Per affrontare le sfide del territorio serve unità, visione e sinergia.”
L’indagine ha evidenziato differenze significative in base all’età: i più giovani (under 18) pongono al primo posto il problema dei trasporti (37,5%), mentre il lavoro è prioritario per le fasce 18-39 anni (32,7%) e 40-59 anni (33,1%). Per gli over 60, invece, la sanità domina con il 56,1%.
Infine, un segnale d’allarme arriva dal fenomeno del bullismo, segnalato dal 10,8% degli intervistati. “Un tempo isolato, oggi il bullismo si è diffuso pericolosamente – ha affermato Toigo – molti giovani non denunciano per paura o vergogna. Per questo abbiamo creato uno sportello virtuale, già attivo a Belluno e Treviso, per offrire ascolto e supporto in totale sicurezza”. Il servizio è gratuito e accessibile via mail all’indirizzo siamoconte@uilveneto.it.
“Non vogliamo sostituirci alle istituzioni – ha concluso Toigo – ma vogliamo fungere da ponte tra i giovani e la rete dei servizi. I ragazzi devono sapere che non sono soli.”
Un convegno che, partendo dai dati, ha messo sul tavolo proposte concrete, delineando la strada per una Uil attenta alle voci del territorio, pronta ad agire là dove può fare davvero la differenza.


