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Nevegal. Il socio bellunese di Belluno 365 scrive su Facebook di riciclaggio di denaro. Ma per il sindaco “dagli atti ufficiali non emerge nulla”

Il momento della firma del protocollo di intenti. Ivano Viel (socio Nevegal365), Kamel Layachi (amministratore Nevegal 365), Franco Roccon (assessore), Oscar De Pellegrin (sindaco di Belluno)

Belluno, 30 maggio 2025 – Di seguito l’intervento del Sindaco, a commento e in risposta alle interrogazioni inerenti il Nevegal presentate nel corso del Consiglio comunale odierno.

“Nel Consiglio Comunale del 30 maggio abbiamo assistito ad una bruttissima pagina della politica bellunese. E lo dico con sincerità: è stato difficile, persino per me, restare seduto ad ascoltare.
Le Minoranze consiliari si sono compattate per presentare una serie di interrogazioni a risposta verbale, basate su alcuni post apparsi su Facebook. In quei post un imprenditore dichiarava di aver ricevuto proposte illecite di riciclaggio di denaro”.

“Anziché trasmettere queste dichiarazioni alla Procura della Repubblica, come sarebbe stato doveroso fare in presenza di ipotesi di reato, le minoranze hanno scelto di utilizzare l’aula consiliare per mettere sotto accusa l’assessore Roccon.
Parliamo, lo ripeto, di affermazioni comparse su un social network. Prive di fondamento documentale, prive di rilievo amministrativo. Eppure è stato costruito un impianto di sospetto e polemica che nulla ha a che vedere con la serietà delle istituzioni”.

“Ripercorro i fatti. Un gruppo di imprenditori algerini, rappresentanti di un fondo di investimento, ha proposto all’Amministrazione un piano di rilancio per Nevegal. Si trattava di un progetto ambizioso, che non prevedeva alcun contributo pubblico.
Il 3 luglio 2023 fu firmata una lettera di intenti, approvata dalla Giunta: un atto puramente programmatico, senza oneri per il Comune e finalizzato allo sviluppo del Nevegal.
Il 21 agosto, chiesi alla Prefettura informazioni sui soggetti proponenti. Il 28 agosto la Prefettura comunicò che “è risultato che a carico degli imprenditori algerini non è emerso nulla di rilevante ai fini investigativi, né sono emersi elementi di interesse sotto il profilo della sicurezza”.
Il 30 agosto 2023, i rappresentanti del fondo hanno esposto pubblicamente la loro idea in Consiglio Comunale.
Attualmente i rapporti con il fondo sono sospesi, nel senso che non abbiamo più avuto contatti con i rappresentanti”.

“Ora, a fronte di questo, le interrogazioni e gli articoli di stampa della Minoranza non chiariscono – e non hanno chiarito nemmeno in Consiglio – in che cosa l’Amministrazione avrebbe sbagliato.
Davanti a una proposta di investimenti sul Nevegal, qualunque altra Amministrazione avrebbe approvato gli stessi atti.
In modo evidentemente strumentale hanno invece cercato in ogni modo di legare i post su facebook all’iniziativa di rilancio del Nevegal, volendo in questo modo mettere in cattiva luce l’Amministrazione, aprendo a dubbi e sospetti per evidenti finalità elettorali.
Ma veniamo alla cosa che ritengo veramente grave. Tutta la risonanza mediatica generata dagli articoli di stampa e dalle interrogazioni danneggia in modo pesante l’immagine e la credibilità della città di Belluno. Fondi di investimento, imprenditori e ditte temo che vorranno tenersi lontani da Belluno per molti anni a fronte…di nulla!
La Minoranza avrebbe ben potuto e dovuto (spero lo abbia fatto) presentare una denuncia alla Procura della Repubblica per avviare delle indagini. Avrebbe inoltre ben potuto presentare delle interrogazioni a sola risposta scritta, in modo da ricevere tutte le informazioni del caso lontano dai riflettori mediatici. Invece no.
Non è stato fatto. Si è preferito inseguire facebook, ben sapendo che dagli atti ufficiali non emerge nulla e incuranti delle conseguenze per la Città.

Ognuno è libero di seguire la propria strada.
Questa, lasciatemelo dire, non è la mia”.

Qui il precedente articolo a cui si riferisce il sindaco