
Il professor Massimo Zucchetti, docente al Politecnico di Torino e al MIT negli USA, insieme a un gruppo di studenti ha elaborato e pubblicato nel suo blog una valutazione globale dei danni e della distruzione delle strutture all’interno della Striscia di Gaza, basata su immagini satellitari reperibili su UNOSAT. Secondo l’analisi si possono identificare 70.436 strutture distrutte, 18.588 strutture gravemente danneggiate, 51.962 strutture moderatamente danneggiate e 33.500 strutture potenzialmente danneggiate, per un totale di 174.486 strutture. Queste corrispondono a circa il 70% del totale delle strutture nella Striscia di Gaza. Se si parla di unità abitative (“case” per capirci), siamo a un totale di 258.201 unità abitative danneggiate.
La figura illustra una valutazione globale dei danni e della distruzione delle strutture all’interno della Striscia di Gaza, basata su immagini satellitari “un po’ datate”, dato che si riferiscono al 04 aprile 2025: si sa, in un mese e mezzo in un luogo come Gaza possono succedere molte ulteriori cose.
Sono le ultime disponibili in un vasto archivio di immagini, che vanno dalla primavera 2023 fino al febbraio 2025, più quelle “odierne” (cioè del 4 aprile)
Il “successo” delle operazioni dell’esercito israeliano è indubbio e si fa sempre più efficace: i governatorati (qui potremmo chiamarli “province”) di Rafah e del nord di Gaza hanno registrato il più alto aumento dei danni rispetto all’analisi del 25 febbraio 2025, con circa 636 nuove strutture danneggiate a Rafah e circa 218 a nord di Gaza. All’interno del governatorato di Rafah, il comune (città) di Rafah ha avuto il maggior numero di strutture danneggiate “di recente” (mese di marzo, essenzialmente), per un totale di 609.
Situazione al 30 marzo 2025: coltivazione e produzione di cibo
i cambiamenti rilevati dai satelliti nelle aree coltivate della Striscia di Gaza derivanti dal declino della integrità (stato di salute) e della densità delle colture a causa della guerra. UNOSAT ha condotto un’analisi utilizzando le immagini satellitari raccolte dal satellite Sentinel-2 tra marzo 2018 e il 2025, eseguendo un’analisi dell’indice di vegetazione a differenza normalizzata (NDVI) e una classificazione multitemporale per identificare i cambiamenti notevoli che si verificano nelle aree coltivate durante il periodo di tempo esaminato.
La metodologia ha valutato il danno come un calo della “salute” e della densità delle colture nel marzo 2025, rispetto alle sette stagioni precedenti che vanno dal 2018 al 2025. Il declino della “salute” e della densità delle colture può essere osservato a causa dell’impatto di attività come la demolizione, l’attività di veicoli pesanti, i bombardamenti, e altre operazioni belliche.
L’analisi comprende la valutazione dei danni per frutteti e altri alberi, colture in campo aperto e ortaggi.
L’analisi UNOSAT e della FAO mostra che l’estensione dei terreni coltivati nella Striscia di Gaza è stimata in 150 kmq, pari a circa il 41% della superficie totale della Striscia di Gaza, a seguito di un’ampia analisi della copertura del suolo.
Rispetto alla media dei sette anni precedenti, nel dicembre 2024 circa l’81% dei campi coltivati permanenti nella Striscia di Gaza ha mostrato un calo significativo della “salute” e della densità. In una valutazione completa, è emerso che c’è stato un aumento dell’8% della percentuale di terreni coltivati danneggiati rispetto alla precedente analisi condotta nel dicembre 2024. Inoltre, l’analisi indica un notevole aumento della distruzione dei frutteti e di altri alberi, colture in campo e ortaggi nel governatorato di Khan Younis, con un aumento di 8 punti percentuali rispetto alla precedente analisi del dicembre 2024. Inoltre, c’è stata una notevole escalation nella distruzione dei terreni agricoli all’interno del governatorato di Rafah, con una percentuale che è passata dal 67% nel dicembre 2024 al 74% nel marzo 2025.



