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A Gaza è genocidio. Fermiamo Israele

Rohan Bettega Emergency Belluno, Maria Teresa Vedana Amnesty BL, Tina Marinari Amnesty Roma

Belluno, 27 maggio 2027 – 50mila morti e 12mila feriti il 60% dei quali sono donne e bambini. Ma questi sono i dati ufficiali che non tengono conto dei morti e dei feriti ancora sotto le macerie.

L’uccisione di membri dello stesso gruppo etnico. Danni fisici, distruzione sistematica di interi quartieri, scuole, ospedali. Danni psicosomatici alla popolazione. Impedire nuove nascite. Spostare i minori.

Tutto questo configura il crimine di genocidio!

Lo ha spiegato questa sera alla conferenza svoltasi a Cavarzano dal titolo “Ti senti come se fossi un subumano – Il genocidio di Israele contro la popolazione palestinese a Gaza”, Tina Marinari, coordinatrice delle campagne per Amnesty International Italia, dimostrando come Israele stia compiendo questo crimine. Le prove sono contenute in 300 pagine del Rapporto di Amnesty International laddove si riportano le conclusioni della Corte Internazionale di Giustizia.

Ha introdotto la serata Maria Teresa Vedana, di Amnesty International Belluno, che ha sottolineato lo scopo dell’Associazione, nata nel 1961 e che oggi conta nel mondo 10 milioni di iscritti “per dar voce a chi non ha voce”.

“Abbiamo indagato su 15 attacchi di Israele a Gaza – ha detto Tina Marinari – ebbene, in nessuno di essi c’era un obiettivo militare che lo giustificasse. Bombardamenti alle 3 e alle 4 del mattino in zone residenziali con bombe del peso da 110 a 900 Kg. In aperta violazione al diritto internazionale secondo il quale andrebbero attuate tutte le precauzioni per salvaguardare le popolazioni civili. Del resto le autorità israeliane hanno dichiarato apertamente che vanno uccisi anche i bambini. Sconcertante anche il linguaggio utilizzato dalle autorità israeliane che hanno definito i palestinesi ‘animali umani’ precisando che a Gaza non vi sono innocenti”.

Rohan Bettega di Emergency Belluno ha introdotto l’intervento da remoto di Roberto Guerrieri, infermiere volontario a Gaza nell’ottobre 2024, con precedenti esperienze nell’ospedale di guerra di Kabul nel 2016 e poi nel 2022 come coordinatore. Guerrieri ha descritto situazioni inimmaginabili, dall’ostruzionismo di Israele nel rilascio delle autorizzazioni, negate alla metà delle organizzazioni umanitarie, alle condizioni di vita disumane della popolazione palestinese, che non ha più una casa, costretta a percorrere un Km a piedi ogni giorno per poi fare un’ora di fila alle latrine comuni. Fame, malnutrizione, traumi psicologici, malattie in aumento, sono situazioni quotidiane di queste vittime secondarie della guerra. Un litro di benzina a Gaza costa 25 dollari. L’ospedale di Emergency è passato dagli 80 pazienti ai 300 pazienti al giorno. Chi riesce, per motivi di salute, lascia Gaza, ma l’autorizzazione il più delle volte arriva troppo tardi quando il richiedente è già morto. Chi paga profumatamente Israele se ne può andare con un ‘biglietto di sola andata’, firmando un documento che rinuncia a tutti i suoi beni e non farà più ritorno a Israele e in Palestina. La speranza di vita a Gaza, prima della guerra era di 73 anni, ora è diminuita a 35 anni. Si calcola che quand’anche cessasse la guerra oggi, ci sarebbero altri 500mila morti nei prossimi due anni per le conseguenze di essa. Anche l’Italia ha le sue responsabilità – ha precisato Roberto Guerrieri – 3 milioni di armamenti per Israele sono partiti da Viterbo. I droni che bombardano sono di produzione italiana. All’aeroporto di Montechiari (Brescia) da dove partono carichi di armamenti c’è stata una protesta sindacale. “Ricordo una scritta sul muro di una fabbrica – ha detto Guerrieri –: Se non ci piacciono i rifugiati, chiediamoci se la filiera produttiva di armamenti non sia la causa di quei rifugiati”.

“Tutte le linee rosse sono state superate a Gaza – ha concluso Tina Marinari – e non è detto che un domani non possa succedere anche qui, se non difenderemo il diritto internazionale dei popoli”.

Hanno organizzato la serata: Emergency, Amnesty International, Pace Disarmo, Insieme si può, A.N.P.I., ACLI, Associazione Amici delle Scuole in Rete.