
Belluno, 23 maggio 2025 – Ha aperto ufficialmente le sue porte sabato scorso, nel cuore dello storico Palazzo Doglioni in via dei Molini 3 a Borgo Piave, il nuovo Museo del porto fluviale e degli Zattieri di Borgo Piave, uno scrigno di memoria collettiva che da domenica 25 maggio sarà visitabile ogni quarta domenica del mese, dalle 11 alle 12 e dalle 14.30 alle 16, in sinergia con gli stessi orari del Museo Maschere Dolomitiche di Gianluigi Secco.
All’inaugurazione, gremita di partecipanti, ha preso parte la famiglia Marchetti, rappresentata da Giuseppe, Ivan e Tiziana, eredi di una stirpe di zattieri attiva da almeno quattro secoli a Borgo Piave. Al loro fianco la consigliera regionale Silvia Cestaro, che ha sottolineato l’importanza di riscoprire le meraviglie del borgo e ha lodato l’impegno dell’associazione Borgo Piave ETC aps: “Con entusiasmo, energia, molta attenzione e molta capacità stanno portando avanti progetti assolutamente interessanti per Borgo Piave e non solo.” Parole condivise anche dall’assessore ai lavori pubblici Franco Roccon, che ha evidenziato il valore identitario del luogo: “Chi vuole scoprire le proprie radici, qui le incontra.”
L’evento ha riservato due momenti toccanti: le letture di Sonia Vazza tratte da Vite sul fiume di Tieri Filippin e l’ascolto di “Piave”, brano inedito firmato da Gianni Secco e interpretato con Rachele Colombo, registrato proprio nello studio della cantante, presente all’evento.
Il museo ospita una ricca esposizione permanente di oggetti originali, attrezzi, fotografie e documenti che raccontano la storia di Borgo Piave come porto fluviale nevralgico per Belluno, in particolare nei secoli della Serenissima. Tra i pezzi più significativi spicca il modello di zattera realizzato circa 150 anni fa da Bepi “Gal” Marchetti, tornato simbolicamente a casa dopo oltre 70 anni nei magazzini del Museo Civico di Belluno.
Testimonianze tangibili della storica attività fluviale sono anche l’anger, il zapin, il sogàt, il tipico abito da zattiere con cappello a falda larga, i martelli delle Segherie Collarin e fotografie storiche, tra cui quella della rievocazione del 1951. Preziosi anche gli attrezzi donati da Gregorio Gamba, Fioretto Bortot, Ivano Caviola ed Enzo Marcer.
“Negli anni abbiamo ricostruito questa storia frammentata”, ha spiegato il presidente Antonio Gheno, “grazie alla disponibilità dei discendenti diretti come la famiglia Marchetti, i Collarin e la casata Sommavilla-Vigna, siamo riusciti a restituire vita e dignità a una memoria che rischiava di svanire.”
L’inaugurazione è avvenuta in un fine settimana simbolico, tra la Notte Europea dei Musei e la Giornata Internazionale dei Musei. L’associazione Borgo Piave ETC aps ha colto l’occasione per presentare questo nuovo spazio museale, che si inserisce perfettamente nel tema del 2025 scelto dal Consiglio Internazionale dei Musei: “Il futuro dei musei nelle comunità in rapida evoluzione”. Un futuro che a Borgo Piave si costruisce giorno dopo giorno, grazie alla dedizione degli associati e dei volontari che hanno già dato vita a due musei, trasformando il borgo in un vivace centro culturale della città.
