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Un traliccio nel vigneto: l’appello di Al Fol resta inascoltato. Terna ancora senza risposta

“Il vino empatia della vita” dell’artista bellunese Paolo Schenal

Lazise (Verona) – L’incantevole scenario del Lago di Garda ha fatto da cornice alla seconda edizione del PIWI International Wine Festival, svoltasi domenica 27 e lunedì 28 aprile nelle storiche sale della Dogana Veneta di Lazise. Tra i protagonisti del mondo vitivinicolo resistente anche l’azienda agricola Feltrina Al Fol, ambasciatrice del vitigno Clinton Marion e testimone di una tradizione che affonda le sue radici nella storia rurale veneta.

La manifestazione, che ha accolto 43 cantine italiane e 10 internazionali da paesi come Francia, Germania, Austria, Slovacchia e Ungheria, ha messo in luce il crescente interesse verso vitigni resilienti, più sostenibili e meno dipendenti dai trattamenti chimici. Al Fol, con la sua partecipazione, ha rappresentato l’Associazione “Clinto de Marca” di Fontigo (TV), inserita nell’elenco delle “Eccellenze Venete”, sottolineando così il valore delle produzioni agricole autentiche e identitarie del territorio.

A rendere ancora più significativo il contributo dell’azienda è stata la presentazione dell’opera scultorea “Il vino empatia della vita” dell’artista bellunese Paolo Schenal, svelata durante la cerimonia di apertura dal sindaco Damiano Bergamini. La scultura, raffigurante un grappolo d’uva racchiuso in una mano, ha simbolicamente omaggiato il lavoro in vigna come gesto d’amore verso la terra.

Nonostante il clima di festa e condivisione, sulla partecipazione dell’azienda Al Fol grava un’ombra pesante: l’incertezza sul futuro, minacciato dal progetto di ristrutturazione dell’elettrodotto Moline-Arsiè. Secondo quanto riferito da Enzo Slongo, padre della giovane titolare Nicole, la collocazione di un nuovo traliccio proprio nel cuore del loro vigneto metterebbe seriamente a rischio l’intera attività agricola.

Le osservazioni presentate all’ente gestore Terna Rete Italia suggeriscono uno spostamento del traliccio in un’area boschiva limitrofa, di proprietà dell’Agenzia del Demanio. Un’azione che permetterebbe di salvaguardare un’impresa agricola familiare, simbolo della nuova generazione agricola e della sostenibilità rurale. Tuttavia, a oggi, Terna non ha fornito alcuna risposta.

“Essere presenti a un evento così importante – dichiara la famiglia Slongo – è per noi motivo di orgoglio. Significa vedere riconosciuto il nostro lavoro e il nostro impegno nel preservare la storia, l’ambiente e la qualità. Ci auguriamo che anche chi prende decisioni a livello politico e tecnico sappia dare il giusto peso a queste realtà.”

Un sentito ringraziamento è stato rivolto agli organizzatori Igor Bonvento e Luca De Palma per aver creduto nel valore dell’azienda. Riconoscimenti anche all’azienda bellunese Dolomais, che ha affiancato Al Fol con le sue “Storie di Mais” – croste di polenta al naturale e con formaggio Piave Dop – diventate un’apprezzata proposta in abbinamento ai vini del festival.

Un appello, dunque, che resta in attesa di risposta, nella speranza che la voce della piccola agricoltura non venga ignorata.

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