A un mese dai referendum su lavoro e cittadinanza, gli studenti scendono in strada per informare e sensibilizzare
L’8 e il 9 maggio, gli studenti della Rete degli Studenti Medi del Veneto daranno vita a una mobilitazione diffusa davanti alle scuole superiori di tutta la regione. L’obiettivo è chiaro: denunciare le condizioni precarie del presente che affliggono la loro generazione e rilanciare l’importanza dei cinque referendum in programma l’8 e il 9 giugno, che potrebbero rappresentare una svolta sui temi del lavoro e della cittadinanza.
Striscioni, cartelli, megafoni e assemblee saranno gli strumenti con cui i giovani intendono rompere il silenzio che, accusano, il Governo mantiene strategicamente attorno ai quesiti referendari. “Viviamo in un Paese dove entriamo nel mondo del lavoro con contratti a termine, stipendi bassi, zero sicurezza e nessuna prospettiva,” denunciano gli studenti. “In molti casi, chi nasce o cresce in Italia, studia e lavora qui, non viene ancora riconosciuto come cittadino italiano. Questo è il nostro presente, ma non sarà il nostro futuro.”
La protesta toccherà ogni provincia veneta, a partire dalle seguenti iniziative:
8 maggio
Padova, Liceo Tito Livio: megafonata e striscioni dalle ore 7:30
Belluno, Liceo Renier: striscionata e cartelli informativi dalle ore 7:30
9 maggio
Vicenza, Cittadella degli Studi: megafonata e striscionata dalle ore 7:30
Treviso: striscionata alle ore 7:30
Rovigo, Liceo Roccati: striscionata alle ore 7:30
Mestre, Liceo Franchetti: striscionata alle ore 7:30
Gli studenti intendono costruire consapevolezza all’interno della comunità scolastica, contrastando la disinformazione e l’indifferenza istituzionale. “Il Governo ha paura che il popolo scelga diritti invece che sfruttamento,” affermano. La loro risposta è chiara: portare la democrazia e la partecipazione nelle scuole, nei quartieri e nelle piazze.


