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Manifestazione della Rete degli Studenti Medi di Belluno

Belluno, 8 maggio 2025 – Questa mattina, ad un mese esatto dal voto del Referendum, gli studenti della Rete degli Studenti Medi di Belluno sono stati davanti ai propri istituti con striscioni e cartelli per denunciare la precarietà del presente e per costruire un futuro diverso, a partire dai cinque referendum su lavoro e cittadinanza dell’8 e 9 giugno.

“Siamo stanchi di un sistema che ci promette solo sfruttamento, tirocini non pagati, lavoro nero o sottopagato e zero tutele”, dichiara Alex Simiele, della Rete degli Studenti Medi di Belluno. “Siamo davanti alle nostre scuole perché vogliamo dire con chiarezza che non accettiamo questo futuro in silenzio. E che il voto ai referendum è il primo passo per cambiare davvero le cose.”

Lo scopo di queste azioni è di informare la comunità scolastica e costruire consapevolezza.
“La nostra generazione entra nel mondo del lavoro con contratti a termine, lavori sottopagati, assenza di sicurezza e nessuna prospettiva. Molti di noi vivono in Italia da anni, lavorano o studiano in Italia, parlano italiano, ma ancora non sono riconosciuti come italiani. Questo è il nostro presente; ma noi non ci stiamo: i referendum di giugno saranno fondamentali.”

Il Governo sta mantenendo un silenzio strategico e colpevole sui referendum, arrivando a scoraggiare la partecipazione per paura che il popolo scelga diritti invece che sfruttamento. “Un governo che teme la partecipazione non è un governo che lavora per tutti – è un governo che difende lo status quo e lavora attivamente per evitare di arrivare al quorum. Per questo noi non stiamo zitti. Continueremo a parlare, ad attivarci, a organizzarci.” Conclude Simiele

“Le proposte referendarie – dall’abolizione dei contratti precari al ripristino delle tutele contro i licenziamenti illegittimi, dalla sicurezza sul lavoro alla cittadinanza – rappresentano un’occasione concreta per invertire la rotta. Ma perché diventino realtà serve una cosa semplice: che le persone vadano a votare. E per farlo, serve informazione e mobilitazione. Noi faremo e stiamo facendo la nostra parte.
L’8 e il 9 giugno votiamo 5 SÌ. Per un lavoro stabile, giusto e sicuro. Per un futuro che valga la pena immaginare.” Conclude Serena De Marchi, della Rete degli Studenti Medi del Veneto