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Belluno e la proposta di ‘Nessuno Tocchi Caino’ nell’Anno Giubilare: un anno di pena in meno grazie a Papa Francesco

Nel bilancio dell’opera di Papa Francesco una piccola componente riguarda anche Belluno e l’annuale assistenza che la Lega Internazionale per la Abolizione della Pena di Morte nel mondo “Nessuno Tocchi Caino” riserva alle carceri della nostra città. In quest’ Anno Giubilare infatti questa Associazione Internazionale fondata da Marco Pannella nel 1993 ha fatto propria la proposta di Papa Francesco, rivolta a tutti i parlamentari, di ridurre di un anno la pena per tutti i carcerati.

Sergio D’Elia, Rita Bernardini e Elisabetta Zamparutti ogni anno instancabilmente visitano tutte le carceri italiane e mantengono stretti rapporti con gli iscritti delle altre nazioni per un continuo aggiornamento sulla condizione carceraria nel mondo. Sull’Unità di questo mese hanno riferito della pena di morte nel mondo islamico, in Iran, Iraq e Arabia Saudita. In Afghanistan il ritorno dei talebani registra la recrudescenza della pena capitale e di quelle corporali.

Papa Francesco con “Nessuno tocchi Caino” non solo ha dimostrato di essere un Capo spirituale ma anche un Capo di Stato attento allo Stato di diritto e al rispetto dei diritti umani degli ultimi, i carcerati. Insieme a Marco Pannella li ha difesi e visitati fino alla fine. Fedele all’opera cristiana di misericordia corporale “visitare i carcerati”, la quotidiana routine di Nessuno Tocchi Caino.

10 anni fa l’Associazione ha conferito al papa i premio “Abolazionista dell’anno” per il suo impegno contro la pena di morte e quest’anno non ha avuto il tempo per consegnagli una tessera ad honorem per la sua universale opera di misericordia per i carcerati e per la sua straordinaria capacità di aprire le porte e i cuori alla speranza.

Ora più che mai gli amici della Associazione, in nome di papa Francesco, chiedono al Parlamento un atto di clemenza che riconosca a tutti i detenuti un anno di riduzione della pena. Dovrebbe essere un anno di grazia e di redenzione per tutti, anche per lo Stato Italiano, condannato annualmente dalla Giustizia europea per i trattamenti inumani e degradanti ai danni delle persone affidate alla sua custodia.

Ci contiamo molto, nell’opera e nel nome di Papa Francesco.

Filiberto Dal Molin

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