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Il viaggio cromatico e simbolico nell’arte di Giovanni Bettolo. La mostra in piazzale Nevegàl i weekend fino all’11 maggio

Belluno, 26 aprile 2025 – Entrare nell’universo pittorico e grafico dell’artista Giovanni Bettolo è come fare un viaggio attraverso i vari livelli di lettura delle sue opere. Si comincia volando all’interno dell’euritmica armonia dei colori, assaporando la raffinata tecnica di esecuzione, per poi addentrarsi nel significato del suo simbolismo, fino a comprendere, ma solo alla fine, la sottile autoironia, che pervade i suoi paesaggi.

Presso il centro polifunzionale Filò Nevegal l’artista narra la sua visione dell’arte in questa mostra dal titolo “Paesaggi immaginari – tra boschi e deserti, tra realtà e sogno”, che rimarrà aperta fino all’11 maggio 2025.

Abbiamo incontrato Giovanni Bettolo, ecco che cosa ci ha raccontato.

“Guardando le mie opere di grafica e pittura si possono evincere significati che, a prima vista, risultano nascosti. Significati che sono sicuramente più reconditi. La mia pittura nasce dalle visioni dei segni e delle opere che mi hanno influenzato lungo tutto il corso della mia carriera. La mia immaginazione è stata coinvolta dai graffiti dipinti nel Wadi Rum in Giordania, come anche da quelli nelle grotte di Altamira.

Sono partito dalle più antiche civiltà per arrivare fino al presente. Come autodidatta ho approfonditamente studiato i classici dell’arte come Piero della Francesca, Botticelli e Michelangelo. Poi sono passato a studiare l’arte moderna, ispirandomi a Kandinsky, Klee e Miró. E mi sono sempre piaciute molto anche le cattedrali di Gentilini.

Avevo cominciato a dipingere quasi per sbaglio. Ricordo che andavo alle elementari. Quel giorno ero a casa, ammalato e mio padre, per intrattenermi, mi ha regalato tre tubetti di pittura ad olio. Tutti e tre erano di colore rosso. Fin da subito avevo imparato a giocare con quello che avevo attorno, essendo sempre molto curioso nella vita. La pittura era solo un diletto, almeno fino a quando ho partecipato al mio primo concorso. Si svolgeva a Polpet, io ero arrivato tardi e le iscrizioni erano già state chiuse. L’organizzazione mi ha fatto partecipare ugualmente, a patto che li aiutassi a montare la mostra. E così ho tirato un carretto carico di quadri che dovevano essere esposti.

Quella volta avevo vinto.

I giudici, Augusto Murer e Deluigi (spazialista), avevano detto che il ritratto di donna che avevo presentato sembrava quasi una tela botticelliana. È stato quello il momento nel quale è davvero cominciata la mia carriera, fatta di mostre personali e collettive, in Italia e nel mondo.

In questo percorso sono sempre rimasto a cavallo tra arte e scienza, dato che ho compiuto degli studi prettamente scientifici. Ho sempre guardato con molto interesse la scienza (che è un umano tentativo di conoscere il mondo) e con grande curiosità l’arte (sempre ineffabile e di difficile interpretazione).
Anche perché ritengo che l’arte sia un lusso che tutti gli altri esseri viventi non si possono permettere, arte che esprime la nostra aspirazione a lasciare una traccia del nostro percorso sulla faccia della terra.

Mi sono reso conto, con lo scorrere del tempo, che per fare arte bisogna vivere davvero. Per questo ho vissuto, viaggiando, come anche conoscendo le montagne del Bellunese che ci fanno da corona. Credo che l’essere creativi sia quasi una dannazione che ci brucia dentro. Questa esposizione ha carattere antologico. Ho scelto alcune opere che rappresentano alcuni dei motivi ispiratori delle mie creazioni come le Dolomiti Fantastiche, le Isole Immaginarie e La foresta, con un particolare omaggio a Dino Buzzati, Italo Calvino e Eugenio Montale.”

Nel frattempo che l’artista Giovanni Bettolo ci svela il significato nascosto e simbolico dei suoi quadri, nella sala accanto scorrono sulla musica le immagini fotografiche che lui stesso ha scattato nel corso di questi anni, mescolandole con i quadri che la natura e il mondo antropocentrico gli hanno ispirato. Con queste opere multimediali Bettolo ci regala un’altra chiave di lettura per la sua pittura e la sua grafica.

Questo evento, che si inserisce nell’ottica della promozione turistica e del rilancio del Colle, nasce dalla collaborazione di Nevegallika con l’Associazione Proprietari Nevegàl.

Si può visitare presso il condominio Le Ginestre nel Piazzale Nevegàl il sabato e domenica con orari: 10-12 e 16-18.