PDL n. 189 sostenuto da Lega e Federcaccia “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 31 marzo 1992, n. 14
Disciplina della viabilità silvopastorale” in votazione il 29 aprile 2025
Martedì 29 aprile il Consiglio Regionale voterà un progetto di legge relativo a modifiche alla norma sulla viabilità silvo-pastorale che, se fosse approvato, causerebbe un impatto molto negativo per le nostre colline e montagne.
Presentato da nove consiglieri della Lega (primo firmatario Gianpietro Possamai, presidente
regionale di Federcaccia Veneto) il progetto prevede l’introduzione di deroghe al divieto di
transito dei mezzi a motore nelle strade silvo-pastorali che, in assenza di controlli stringenti, costituirebbe un potenziale via libera ad invadere i sentieri anche di alta quota per migliaia di fuoristrada di coloro che esercitano attività collegate con la caccia.
Già nell’ottobre del 2018 ci fu un tentativo analogo che non andò a buon fine per la ferma
opposizione del CAI Veneto e di altre Associazioni e Istituzioni. Il tentativo si ripete oggi con la proposta di inserire tre nuove categorie che potrebbero andare in deroga alla legge regionale, cioè:
a) soggetti privati gestori della fauna selvatica,
b) conduttori di cani da recupero,
c) soggetti per il contenimento di specie invasive,
categorie di operatori, queste, che fino ad oggi hanno potuto svolgere il loro ruolo senza la necessità di dover violare il divieto di circolazione.
È nostra convinzione che aprire ai mezzi a motore la viabilità silvo-pastorale per scopi privatistici (venatori o altro) comporti problemi che vanno ben oltre la tutela della fauna selvatica e incida negativamente sul corretto governo del territorio forestale, montano e delle aree protette.
Riteniamo inoltre che un tale provvedimento vada contro gli interessi della montagna, dei montanari e degli escursionisti per i problemi che porta con sé legati alla sicurezza, da garantire in tutte le situazioni, alla manutenzione ordinaria e straordinaria, alla responsabilità penale. A questo si aggiunga l’inquinamento ambientale e acustico che un maggiore traffico di mezzi motorizzati comporterebbe in ambienti delicati e di grande pregio naturalistico e il rischio che con l’incremento della viabilità aumenti ancor di più l’opera di bracconaggio, non sempre facile da contenere.
Per tutti questi motivi invitiamo i cittadini veneti a mobilitarsi nel modo che riterranno più
opportuno, in modo particolare presso i Consiglieri regionali del loro territorio, per fare in
modo che almeno i sentieri vietati al traffico privato rimangano liberi da mezzi a motore e
restino a disposizione di chi desidera camminare in sicurezza, nel silenzio e nella tranquillità
della natura.
26 aprile 2025
Peraltrestrade Dolomiti
per COORDINAMENTO ASSOCIAZIONI PER AMBIENTE E LEGALITÀ ALTO BELLUNESE



