HomeCronaca/PoliticaIl 25 aprile degli studenti: la Resistenza è tutti i giorni

Il 25 aprile degli studenti: la Resistenza è tutti i giorni

Oggi, nell’ottantesimo della Liberazione, la Rete degli Studenti Medi del Veneto si è trovata nelle piazze di tutta la Regione per celebrare la Resistenza. Da Belluno a Venezia, tra cortei, assemblee e feste, la voce degli studenti si fa sentire più forte che mai.

Dichiara Viola Carollo, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi del Veneto: “Ottant’anni fa, l’Italia veniva liberata dal nazifascismo grazie al coraggio di chi scelse da che parte stare. Non fu un passaggio pacifico, né un atto neutro: fu una guerra di popolo contro un regime che aveva devastato il Paese, calpestato la libertà, perseguitato chi osava dissentire.

Oggi, a ottant’anni dalla Liberazione, ci troviamo ancora una volta a dover difendere quei valori di libertà, giustizia, dignità e democrazia. Valori che non possono essere tirati fuori una volta all’anno per poi essere rimessi nel cassetto. Valori che vivono solo se vengono praticati, difesi e rivendicati ogni giorno.

Perché quelle libertà, conquistate con il sangue, oggi vengono lentamente ma sistematicamente erose. Da un governo che non si riconosce nell’antifascismo. Da una destra che riscrive la storia, manipola la memoria, attacca la scuola pubblica, la giustizia e il dissenso. Lo vediamo nei manganelli contro gli studenti, nella repressione dei cortei, nel razzismo istituzionale, nella militarizzazione delle piazze e nelle censure mascherate da “sobrietà istituzionale”.

Lo vediamo, chiaramente, anche nella gestione politica del 25 aprile di quest’anno. Il Governo Meloni ha disposto cinque giorni di lutto nazionale per la morte di Papa Francesco, quando per i precedenti tre papi furono proclamati solo tre giorni. Una scelta anomala, soprattutto se si considerano i rapporti distaccati tra l’attuale esecutivo e il pontefice, e che appare per quello che è: un tentativo strumentale e subdolo di oscurare il significato profondo del 25 aprile.

Con la scusa del lutto e del “decoro”, si invitano le istituzioni a spegnere le voci, a evitare manifestazioni pubbliche, a ridurre tutto a cerimonie simboliche. Ma la Storia non si cancella con una circolare. Il 25 aprile non è mai stato sobrio: è stato partigiano e rumoroso. E così deve continuare a essere.

Nei nostri territori le conseguenze sono già visibili: a Feltre, per “rispettare la sobrietà”, l’Amministrazione Comunale ha deciso di annullare la tradizionale sfilata del 25 aprile con la Banda Città di Feltre, riducendo la Liberazione a una semplice cerimonia. È un fatto grave e inaccettabile. Lo stesso è successo in diversi comuni della Regione, tra cui Ponte San Nicolò.

A 80 anni dalla Liberazione dal nazifascismo, non chiediamo: pretendiamo di poter portare la lotta antifascista nelle piazze. Perché è parte fondante della nostra storia, perché è la base del nostro patto democratico. Pretendiamo che chi governa uno Stato fondato su una Costituzione antifascista si riconosca, senza ambiguità, in quei principi.

Per questo, anche quest’anno, noi ci siamo.
Saremo nelle piazze, alle pastasciutte antifasciste, alle assemblee pubbliche.
Saremo con chi non si arrende all’indifferenza e all’autoritarismo.
Perché la Resistenza non è finita nel ’45. Continua oggi, quando difendiamo la scuola e la sanità pubblica, quando ci opponiamo al razzismo e alla repressione.
Ora e sempre, Resistenza.” Conclude Carollo.

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