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Scuole chiuse per le Olimpiadi? Toigo (Uil Veneto) lancia l’allarme: “Serve una regia unica”

Roberto Toigo, segretario generale Uil Veneto

Venezia – Scuole aperte o chiuse durante le Olimpiadi invernali del 2026? Il dibattito è più acceso che mai e divide cittadini, istituzioni e operatori scolastici. In pieno fermento organizzativo per i Giochi che si terranno nel Bellunese, il segretario generale della Uil Veneto, Roberto Toigo, interviene con fermezza e propone una soluzione: “Serve una cabina di regia, e questa dovrebbe essere la Regione Veneto”.

Secondo Toigo, la gestione dell’intero evento sta procedendo in maniera troppo frammentata, senza un piano comune e condiviso tra i vari attori coinvolti. “Ognuno si muove in maniera sparsa – ha dichiarato – senza un progetto chiaro. Non possiamo permetterci di lavorare a compartimenti stagni, specie su un evento di tale portata”.

L’attenzione si concentra in particolare sul sistema scolastico e sull’eventualità di una sospensione delle attività didattiche durante le settimane olimpiche. Una decisione che, secondo il segretario della UIL, non può essere presa senza prima un confronto approfondito tra istituzioni locali, dirigenti scolastici e rappresentanze sociali. “Non ha senso dire sì o no alla chiusura delle scuole – prosegue Toigo – se prima non esiste una cabina di regia che ha valutato e condiviso la proposta”.

Il sindacato lancia così un appello alla Regione affinché assuma un ruolo centrale nella pianificazione delle Olimpiadi, coordinando le scelte e creando un modello organizzativo che sia esempio anche per il futuro. “Basta frammentazione e individualismo – conclude Toigo – se vogliamo che l’evento delle Olimpiadi diventi un modello da seguire ed esportare”.