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Alta Via n.2: un incontro per fare rete e rilanciare il turismo dolomitico

Pedavena – Si è svolto martedì 15 aprile 2025, presso la storica Birreria Pedavena, un incontro promosso dal Consorzio Turistico Dolomiti Prealpi con l’obiettivo di rilanciare l’Alta Via n.2, storico percorso escursionistico che collega Bressanone a Feltre. Un tavolo di confronto ricco e partecipato, con la presenza di operatori turistici, rappresentanti istituzionali e appassionati del territorio provenienti dalle province di Belluno, Trento e Bolzano.

La serata ha visto il coinvolgimento di quasi tutti i rifugi lungo il tracciato dell’Alta Via, insieme a figure chiave come Manuel Corso, Direttore dell’APT di San Martino di Castrozza, affiancato dallo staff che segue il progetto Dolomiti Palaronda Trek. Presenti anche Sonia Anelli, Direttrice del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, Renzo Zollet, Presidente del CAI Feltre, Elisa Calcamuggi della Fondazione DMO Dolomiti Bellunesi, i consiglieri DMO Ennio De Simoi e Lionello Gorza – quest’ultimo anche Presidente del Consorzio Dolomiti Prealpi – l’Assessore feltrino Sebastiano Slongo e gli ideatori dell’Alta Via Dolomiti Bellunesi, tra cui lo scrittore Teddy Soppelsa.

Ripercorrendo le origini del percorso, nato nel 1969 grazie al CAI di Feltre, è emersa la necessità di una gestione strutturata. Dopo decenni di frequentazione crescente – specialmente in seguito al riconoscimento UNESCO delle Dolomiti nel 2010 – l’Alta Via n.2 è oggi un prodotto turistico di rilievo ma privo di una strategia coordinata di sviluppo.

Il confronto con l’Alta Via n.1 ha permesso di evidenziare alcune criticità del tracciato numero 2: dislivelli impegnativi, passaggi esposti, tratti poco manutenuti e tempi di percorrenza lunghi. Aspetti che mal si conciliano con il nuovo profilo dell’escursionista, spesso meno esperto e più orientato a esperienze di benessere e immersione nella natura. «Qual è la differenza?», ha sottolineato Ennio De Simoi. «Chi cerca la performance è ben attrezzato e consapevole, mentre chi desidera rigenerarsi in tre o quattro giorni potrebbe non essere preparato alle difficoltà del percorso».

Tra le proposte emerse, quella di identificare un tratto più breve e accessibile, specialmente nella parte finale dell’Alta Via, per attrarre un maggior numero di escursionisti verso il Bellunese. Molto apprezzato anche l’intervento del Direttore Corso, che ha illustrato le buone pratiche adottate dall’APT di San Martino nella promozione del Palaronda Trek, un esempio di collaborazione efficace tra territorio, marketing e gestione dei percorsi.

L’incontro si è concluso con l’impegno comune a rafforzare la rete tra enti e operatori, con l’obiettivo condiviso di rendere l’Alta Via n.2 più fruibile e attrattiva, rispettando l’autenticità e la bellezza del patrimonio dolomitico.