

Belluno, 6 aprile 2025 – Il centro storico di Belluno si è animato con colori, suoni e profumi grazie al ritorno dell’Antica Festa della Madonna Addolorata, più nota come “Sagra dei Fisciòt”. Un appuntamento profondamente radicato nella tradizione cittadina, che si celebra due domeniche prima di Pasqua. Una giornata che unisce spiritualità, folklore e socialità, accolta con entusiasmo da cittadini e visitatori.
La festa affonda le sue radici nel 1716, quando la comunità bellunese, per celebrare la fine di una terribile pestilenza, commissionò una statua della Madonna dei Sette Dolori allo scultore Giovanni Battista Alchini, allievo di Andrea Brustolon. Da allora, ogni anno, la statua viene portata in processione. Anche quest’anno, il corteo religioso è partito alle 16.00 dalla chiesa di Santo Stefano, snodandosi tra le vie del centro in un’atmosfera di intensa devozione.
Ma l’Antica Festa è anche sinonimo di festa popolare. Fin dal mattino, le vie e le piazze principali – da via Loreto a via Roma, passando per piazza dei Martiri, piazza Castello, piazza Duomo, piazza delle Erbe e piazza Piloni – si sono trasformate in un grande mercato all’aperto. Circa 120 gli stalli dislocati lungo il centro, con bancarelle colme di dolciumi, giocattoli, ceramiche, legno intagliato, bigiotteria, oggetti d’arredo, dischi, pelletteria, prodotti naturali, miele, artigianato e specialità gastronomiche.
In piazza Duomo spazio anche per il mercatino dell’antiquariato “Cose di vecchie case”, mentre tra piazza Mercato e via Duomo si sono radunati gli hobbisti con le loro creazioni uniche. Non è mancata la musica, con il tradizionale concerto della banda “Filarmonica di Belluno 1867” alle 10.45 davanti all’Auditorium, e l’iniziativa “Tra tradizione e musica”, che da venerdì ha animato l’area dei giardini di piazza dei Martiri con cibo, musica e intrattenimento.
Sotto i portici della Prefettura ha attirato grande curiosità l’esposizione di bonsai, mentre sul “liston” di piazza dei Martiri le associazioni locali hanno presentato le proprie attività e raccolto fondi per sostenere progetti di interesse sociale.
Il nome “Sagra dei Fisciòt” deriva dai fischietti artigianali, un tempo simbolo della festa, venduti in mille forme e colori, oggi oggetto da collezione e simbolo del legame tra tradizione e creatività locale.
“È un evento che sentiamo nostro – ha dichiarato l’assessore al turismo Paolo Luciani – e quest’anno abbiamo voluto migliorare ulteriormente l’organizzazione degli spazi per offrire al pubblico un’esperienza ancora più piacevole. Una festa che unisce generazioni e che rappresenta un patrimonio culturale e identitario da custodire e valorizzare”.



