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Roma celebra la pasta: premiata la bellunese Alice Bettolo con un video sulla cucina nomade

Alice Bettolo, artista bellunese, vincitrice della XXV edizione del Premio del Museo Nazionale delle Paste Alimentari. Roma 3 aprile 2025

Roma, 3 aprile 2025 – Una tavola rotonda che profuma di pasta, cultura e identità italiana. Si è svolta lo scorso 3 aprile, nell’elegante cornice del Palazzo del Tempo, affacciato su Piazza Colonna, la XXV edizione del Premio del Museo Nazionale delle Paste Alimentari. L’evento, promosso dalla Fondazione Vincenzo Agnesi, ha visto il suo cuore pulsante nel simposio dal titolo “Io Sono Pasta – Patrimonio della cucina italiana”, un’occasione di dialogo tra istituzioni politiche, imprenditori e innovatori per riflettere sul valore della pasta come simbolo del Made in Italy e sull’urgenza di costruire una visione condivisa per il futuro del settore agroalimentare italiano.

Un confronto acceso e propositivo che ha anche posto l’accento sulle minacce esterne, come i dazi recentemente annunciati dal presidente degli Stati Uniti, e sulla necessità per l’Italia di mantenere alta la qualità dei propri prodotti per restare competitiva. La pasta, infatti, si conferma protagonista non solo delle tavole ma anche del dibattito culturale, economico e sociale, rappresentando un ponte tra tradizione e innovazione, tra memoria e futuro.

A suggellare l’evento, la premiazione dei vincitori del concorso legato al tema “Io sono pasta”, scelto in linea con la candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’UNESCO. Oltre 600 gli elaborati ricevuti da studenti, giornalisti e artisti, che hanno raccontato la pasta come metafora di identità, condivisione e linguaggio universale.

Tra i premiati spicca il nome di Alice Bettolo, artista bellunese, vincitrice del primo premio nella sezione videoclip con l’opera “Clandestina – Un progetto di cucina nomade”. Un video toccante e originale che racconta il viaggio autobiografico di una donna alla ricerca di sé attraverso il mondo, con una macchina per fare la pasta fresca come compagna e strumento di connessione. In questa narrazione, la pasta si fa veicolo di relazioni umane, di scambio interculturale, di insegnamento e di riscoperta del proprio centro. Il progetto, sviluppato tra vari continenti e in particolare in Messico, fonde arte, cucina, viaggio e introspezione, trasformando il gesto semplice di fare la pasta in un atto di profonda umanità.

Alice Bettolo si conferma artista poliedrica e spirito libero, capace di intrecciare nella sua opera linguaggi diversi come la fotografia, il video, la radio e la narrazione. “In questo momento storico l’azione più rivoluzionaria che possiamo fare è la condivisione”, ha dichiarato. E ha poi aggiunto con semplicità e forza: “Un piatto di pasta non si nega mai a nessuno”.