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L’incognita dei dazi minaccia l’export agroalimentare bellunese. Rio Levis (Agricoltori): a rischio quasi 4 milioni di euro

Cia Belluno
Rio Levis, presidente Confederazione italiana agricoltori di Belluno

Belluno, 4 aprile 2025 – Un pericolo concreto incombe sull’export agroalimentare bellunese verso gli Stati Uniti: con l’introduzione di nuovi dazi al 20%, sono a rischio scambi per un valore complessivo di 3.852.001 euro annui. È quanto emerge dai dati della Confederazione Italiana Agricoltori (Cia), basati su rilevazioni Istat. A farne le spese maggiori potrebbero essere i formaggi, punta di diamante delle esportazioni locali oltreoceano.

“Numeri che solo all’apparenza possono sembrare marginali”, avverte la Cia Belluno, sottolineando come un’imposizione tariffaria di questo tipo potrebbe provocare una seria battuta d’arresto per tutto il comparto. Le preoccupazioni non si limitano però al semplice conto economico: “Occorre il massimo impegno da parte delle Istituzioni, in primo luogo l’Unione Europea – dichiara il presidente di Cia Belluno, Rio Levis – al fine di evitare una guerra commerciale che sarebbe fortemente lesiva pure per le Terre Alte”.

Il rischio è duplice: da un lato, una nuova barriera protezionistica rischia di bloccare il flusso commerciale verso gli Usa; dall’altro, i prodotti destinati ai mercati americani potrebbero riversarsi su altri mercati, creando inflazione e concorrenza sleale. “Tale nuova barriera rappresenta uno stop pericoloso – avverte Levis – con ripercussioni pure sugli altri mercati, i quali saranno inflazionati da merci originariamente destinate ai porti a stelle e strisce”.

Ma non è tutto. La disputa potrebbe alimentare ulteriormente il fenomeno dell’Italian sounding, ossia la commercializzazione di prodotti che imitano quelli italiani senza esserlo realmente. “Alla lunga – spiega Levis – questa guerra commerciale vedrà tutti gli attori perdenti, e comporterà un sicuro incremento della contraffazione agroalimentare”.

In un simile scenario, la posizione dell’UE sarà determinante. “La negoziazione dell’Unione Europea dovrà essere ferrea – precisa ancora Levis – anche se percepiremo solo fra qualche tempo la vera ondata post dazi”. Di fronte a un panorama così incerto, la parola d’ordine diventa diversificazione: “Saremo tenuti a mirare ad altri mercati emergenti, come quelli dei Paesi del Mercosur, India e Nord Africa”.