Vigo di Cadore, 1° aprile 2025
Pregiatissimo Presidente Biasiotto, Pregiatissimo Direttore Pavoni,
per l’ennesima volta mi trovo costretto a scriverVi a causa di un nuovo taglio che il nostro
territorio, in particolare il Comelico, subirà a partire da oggi.
Avete deciso di cancellare le corse domenicali della linea Santo Stefano – San Candido, una scelta che si aggiunge a tante altre decisioni che, a mio modesto parere, hanno peggiorato il trasporto pubblico nella nostra provincia.
Ma non basta, ci sono state altre modifiche che di certo non hanno migliorato la situazione: parlo ad esempio della linea 34 e vi presento un esempio pratico. Un ragazzo che frequenta le scuole superiori a Santo Stefano di Cadore, con fine lezioni alle 13.50, e abita per esempio a Casada o Costalissoio, da oggi arriverà alla fermata “Campitello B. per Casada” alle 14.43, prima di oggi alle ore 14:06. È utile rimarcare che la distanza fra Santo Stefano e Casada è di circa 3 km.
All’andata partirà alle 6:42, invece che alle 7:22, per arrivare a Santo Stefano alle 7:28. Dovrà partire da casa, a circa 3km dalla scuola, oltre 1 ora prima dell’inizio delle lezioni.
Tagliare le corse e modificare gli orari è certamente la strada più facile. Ma dietro i numeri, dietro le statistiche, ci sono persone in carne e ossa, cittadini che hanno il diritto di usufruire di un servizio essenziale.
In questi anni ho ascoltato tante storie, storie di disagi reali: la persona malata che non ha potuto raggiungere l’ospedale per una corsa saltata, il nonno che non può più andare a trovare i suoi nipoti, il lavoratore costretto a cambiare orari o prendere permessi, lo studente lasciato in attesa sotto la pioggia o la neve per una coincidenza mancata.
Se avete deciso di assumere queste scelte, evidentemente potete farlo. Ma sappiate che farò tutto il possibile per esaminare a fondo queste iniziative e capire se vi siano responsabilità politiche dietro a questi continui tagli.
Quel che è certo è che sono stanco di vedere la nostra provincia relegata agli ultimi posti su troppe, troppe questioni.
Vi avevamo chiesto informazioni qualche giorno fa, senza mai ricevere risposta. Avete tutto il diritto di ignorarci, come noi abbiamo il dovere di far sentire la voce della nostra gente e di ricordarvi che ogni cittadino ha il diritto, secondo la nostra Costituzione, di circolare liberamente: le madri e i padri costituenti non hanno previsto la deroga di questo diritto la domenica.
Andremo fino in fondo e non molleremo. Forse nulla cambierà, ma Giovani&Futuro non
abbasserà mai la testa. Non abbiamo interessi di partito o di movimento da difendere: vogliamo solo risposte concrete ai problemi della vita quotidiana.
Per questo vi chiediamo di riconsiderare da subito le vostre decisioni, sia per quanto riguarda le linee già da voi in gestione, sia per la linea Santo Stefano – San Candido, tenendo in seria considerazione le istanze dell’utenza.
Ribadendo la nostra piena disponibilità a proporre soluzioni costruttive, nella speranza di vedere un giorno migliorato l’intero servizio, porgo cordiali saluti.
Luca Frescura
Presidente nazionale di Giovani&Futuro
