
Il Piano triennale delle opere pubbliche della Regione Veneto finisce sotto accusa. A criticare il provvedimento è il consigliere regionale del Partito Democratico Jonatan Montanariello, correlatore della misura, che denuncia una programmazione carente e poco attenta alle reali necessità del territorio.
“Un provvedimento di grande importanza, che dovrebbe rispondere alle esigenze del Veneto, ma che invece finirà per eludere molti nodi critici”, afferma Montanariello, evidenziando le lacune della pianificazione triennale.
Dei 270 milioni di euro previsti per la realizzazione di 124 interventi, l’unica certezza riguarda i fondi del primo anno: 81 interventi per 75 milioni di euro di copertura. Un quadro che, secondo l’esponente dem, mostra tutta la fragilità della strategia regionale, aggravata dal fatto che la Regione contribuisca con poco più di 5 milioni di euro, destinati a manutenzioni di sedi di proprietà che da anni restano sulla carta.
“Con un nostro emendamento abbiamo provato a spostare quei soldi sulla difesa idrica di Punta Gorzone, ma la maggioranza ha preferito puntare sulle piastrelle nuove nei palazzi rispetto alle case asciutte dei cittadini dell’area”, attacca Montanariello.
Il Pd ha avanzato una serie di proposte per il territorio veneziano, ritenute prioritarie in un’ottica di sicurezza e sviluppo infrastrutturale. Tra queste, la messa in sicurezza della Strada Regionale 11 Brentana, l’istituzione di un tavolo permanente Regione-Città Metropolitana per la realizzazione della Strada Arzeron – alternativa alla Romea – e la costruzione della pista ciclabile Adige-Brenta-Chioggia-Rosolina. Inoltre, il gruppo dem ha sollecitato l’ampliamento della SR 308 e la realizzazione del canale scolmatore di Monta.
“Tutte richieste che sono state rigettate, dimostrando così una visione della Regione lontana dalle esigenze dei cittadini”, conclude Montanariello. “Si conferma quanto abbiamo sempre sostenuto: questo governo veneto non investe con proprie finanze e si affida a fondi esterni o risorse vincolate. La Pedemontana ha ipotecato il futuro viabilistico e dei lavori pubblici della nostra regione”.
La polemica resta aperta, mentre i cittadini attendono risposte concrete sulle opere che dovrebbero migliorare la qualità della vita e la sicurezza del territorio.
